Ad
Amalia Castaldi è stata donata una targa ricordo in omaggio al compagno
scomparso. Particolarmente toccante è stato il momento in cui Amalia ha
letto una nota dedicata al suo Gaspare nella quale venivano riportati
alla memoria i momenti trascorsi insieme nelle tante uscite di campo,
molte di queste proprio nella zona del Velino.
lunedì 29 luglio 2013
In ricordo di un caro amico e socio di ALTURA: Gaspare Guerrieri
Sabato
27 luglio alle falde di Monte Velino si è svolta l’uscita commemorativa
in ricordo dell’amico e socio Gaspare Guerrieri, nel suo primo
anniversario. All’uscita erano presenti: Stefano Allavena, Fabio
Borlenghi, Mario Cappelli, Amalia Castaldi e sua figlia Sonia, Marina
Cianconi, Bruno D’Amicis, Umberto De Giacomo, Santino Di Carlo,
Francesco Ferreri, Claudia Gambini, Marinella Miglio, Maurizio Rossetti,
Bruno Santucci e Daniele Valfrè.
Fabio Borlenghi
lunedì 8 luglio 2013
ALTURA per la tutela dell'Orso bruno marsicano
ALTURA aderisce all’iniziativa delle Associazioni ‘Orso and friends’ e
‘Salviamo l’orso’ volta a tutelare i Monti Ernici con il fine ultimo di
conservare l’orso bruno marsicano. L’iniziativa delle due citate
associazioni si esplica con la proposta alle Regioni Lazio ed Abruzzo di
ampliare rispettivamente i confini del Parco dei Simbruini e della
Riserva naturale di Zompo lo Schioppo inglobando il territorio dei Monti
Ernici dove da molti anni è stata rilevata la presenza stabile di
alcuni individui di orso.
Per leggere il comunicato clicca qui
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martedì 2 luglio 2013
L’aquilotto Leo è tornato libero dopo essere stato rubato dal suo nido
E’ tornato nella sua natura “Leo”, il giovane di Aquila
del Bonelli trafugato l’otto maggio scorso in un nido in provincia di
Agrigento e divenuto oggetto di indagine lampo della Forestale ( vedi articolo GeaPress ).
La liberazione è avvenuta nella scorse ore in una località della Sicilia tenuta al momento segreta. Come si ricorderà il giovane di Aquila venne rintracciato dalla Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato diretta dal responsabile Operativo Marco Fiori. L’aquilotto, incredibilmente trasportato in treno dalla Sicilia fino al Piemonte, venne individuato in un casolare immerso tra le risaie della provincia di Alessandria. Purtroppo un secondo aquilotto, forse già malato al momento del prelievo dal nido, venne trovato ormai morto. Era stato gettato in un luogo lì vicino.
Il ritorno in natura è stato curato dagli esperti del Centro Tutela Rapaci Sicilia che, nella scorsa primavera, avevano tenuto sotto controllo i siti di nidificazione delle coppie di aquile siciliane. Un lavoro immane, considerata la grandezza del territorio delle Aquile e la difficolta a coordinare i volontari provenienti da tutta Italia.
Leo, dopo il sequestro avvenuto ad Alessandria, era stato consegnato al Centro Regionale Fauna Selvatica di Ficuzza (PA) cogestito dalla LIPU e dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana. Secondo Giovanni Giardina, responsabile della struttura, la giovane aquila, per fortuna ancora non abituata alla presenza dell’uomo, è stata tenuta sotto osservazione in tutte le fasi della riabilitazione. Monitorato ed alimentato, finché non si è avuta certezza della piena idoneità al ritorno in natura. Il povero Leo era stato rubato al nido e quella vita aveva avuto appena il tempo di assaporarla.
Purtroppo il prelievo di aquile, falchi ed altri rapaci dai nidi è un problema largamente diffuso. Particolarmente pericolosa, soprattutto sotto il profilo della difesa della biodiversità, è la predazione dai nidi siciliani. In questa regione, infatti, il problema interessa anche i nidi del falco Lanario. Si tratta, in questo caso, di un Falco la cui tutela rappresenta forse ancor di più un’esigenza a carattere mondiale. Altri animali interessati dalla depredazione o comunque da altre forme di bracconaggio diretto, sono l’avvoltoio Capovaccaio ed il Falco Pellegrino. Per il piccolo avvoltoio (famoso anche per apparire nelle antiche raffigurazioni egizie) l’ornitologo Massimiliano Di Vittorio, esperto del Centro Tutela Rapaci Sicilia, aveva parlato nel corso della scorsa conferenza tenutasi a Palermo (vedi articolo GeaPress) di una estinzione di fatto. Per questo animale sono noti casi di bracconaggio diretto, così come si sospetta anche per gli adulti di Aquila del Bonelli.
Nel corso della conferenza tenutasi presso il Municipio di Palermo, l’Eurodeputato Andrea Zanoni, da sempre sensibile alle tematiche di protezione ambientale, aveva riferito di come della questione fosse stato interessato lo stesso Commissario all’Ambiente della UE Janez Potočnik. Una questione che sarebbe rientrata tra le violazioni dell’Italia alle Direttive europee di settore.
Il mercato che richiede questi animali, secondo le indagini del Corpo Forestale, sarebbe quello del mondo della falconeria illegale. Falchi ed Aquile utilizzati per la caccia ma forse ancor di più per gli spettacoli a pagamento di sapore medioevale gettonati dalle pubbliche amministrazioni.
Intanto, per questa volta, una buona notizia. Leo, è tornato libero nei cieli siciliani.
FONTE: http://tinyurl.com/q3f92g9
La liberazione è avvenuta nella scorse ore in una località della Sicilia tenuta al momento segreta. Come si ricorderà il giovane di Aquila venne rintracciato dalla Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato diretta dal responsabile Operativo Marco Fiori. L’aquilotto, incredibilmente trasportato in treno dalla Sicilia fino al Piemonte, venne individuato in un casolare immerso tra le risaie della provincia di Alessandria. Purtroppo un secondo aquilotto, forse già malato al momento del prelievo dal nido, venne trovato ormai morto. Era stato gettato in un luogo lì vicino.
Il ritorno in natura è stato curato dagli esperti del Centro Tutela Rapaci Sicilia che, nella scorsa primavera, avevano tenuto sotto controllo i siti di nidificazione delle coppie di aquile siciliane. Un lavoro immane, considerata la grandezza del territorio delle Aquile e la difficolta a coordinare i volontari provenienti da tutta Italia.
Leo, dopo il sequestro avvenuto ad Alessandria, era stato consegnato al Centro Regionale Fauna Selvatica di Ficuzza (PA) cogestito dalla LIPU e dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana. Secondo Giovanni Giardina, responsabile della struttura, la giovane aquila, per fortuna ancora non abituata alla presenza dell’uomo, è stata tenuta sotto osservazione in tutte le fasi della riabilitazione. Monitorato ed alimentato, finché non si è avuta certezza della piena idoneità al ritorno in natura. Il povero Leo era stato rubato al nido e quella vita aveva avuto appena il tempo di assaporarla.
Purtroppo il prelievo di aquile, falchi ed altri rapaci dai nidi è un problema largamente diffuso. Particolarmente pericolosa, soprattutto sotto il profilo della difesa della biodiversità, è la predazione dai nidi siciliani. In questa regione, infatti, il problema interessa anche i nidi del falco Lanario. Si tratta, in questo caso, di un Falco la cui tutela rappresenta forse ancor di più un’esigenza a carattere mondiale. Altri animali interessati dalla depredazione o comunque da altre forme di bracconaggio diretto, sono l’avvoltoio Capovaccaio ed il Falco Pellegrino. Per il piccolo avvoltoio (famoso anche per apparire nelle antiche raffigurazioni egizie) l’ornitologo Massimiliano Di Vittorio, esperto del Centro Tutela Rapaci Sicilia, aveva parlato nel corso della scorsa conferenza tenutasi a Palermo (vedi articolo GeaPress) di una estinzione di fatto. Per questo animale sono noti casi di bracconaggio diretto, così come si sospetta anche per gli adulti di Aquila del Bonelli.
Nel corso della conferenza tenutasi presso il Municipio di Palermo, l’Eurodeputato Andrea Zanoni, da sempre sensibile alle tematiche di protezione ambientale, aveva riferito di come della questione fosse stato interessato lo stesso Commissario all’Ambiente della UE Janez Potočnik. Una questione che sarebbe rientrata tra le violazioni dell’Italia alle Direttive europee di settore.
Il mercato che richiede questi animali, secondo le indagini del Corpo Forestale, sarebbe quello del mondo della falconeria illegale. Falchi ed Aquile utilizzati per la caccia ma forse ancor di più per gli spettacoli a pagamento di sapore medioevale gettonati dalle pubbliche amministrazioni.
Intanto, per questa volta, una buona notizia. Leo, è tornato libero nei cieli siciliani.
FONTE: http://tinyurl.com/q3f92g9
Evento In ricordo di Gaspare Guerrieri
Sabato 27 luglio 2013 ALTURA sta organizzando un’uscita dedicata all’amico e socio
Gaspare Guerrieri in occasione dell’anniversario della sua scomparsa
avvenuta
proprio il 27 luglio di un anno fa. In questa occasione sarà consegnata una targa ricordo alla sua compagna Amalia Castaldi.
L’uscita si farà al Velino, uno dei luoghi cari a Gaspare.
Quanto prima saranno comunicati i dettagli dell’uscita. Si prega fin da ora di confermare la propria presenza a Fabio Borlenghi (fabioborlenghi@libero.it)
giovedì 27 giugno 2013
Una nuova politica per la produzione di energia da fonti rinnovabili
Conferenza stampa di associazioni sul problema dell'eolico selvaggio
L’attuazione del PIEAR
(Piano Energetico Regionale) di Basilicata, che assegna ai “parchi eolici” di
grande dimensione, la produzione dei 2/3 del burden sharing regionale di energia da fonti rinnovabili, ha fatto esplodere la contraddizione
insita in tale scelta di politica energetica: dall’energia da combustibili
fossili (risorsa non rinnovabile), si passa ad energia da impianti eolici che consumano
paesaggio, anch’esso risorsa non rinnovabile.
In Basilicata (ma il discorso vale per molte altre regioni italiane), praticamente tutto il territorio regionale potrebbe essere occupato da selve di pali eolici, dall’altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinquanta piani. Si tratterebbe della compromissione di aree ad alto valore paesaggistico, fra le quali proprio quelle individuate nell’Atto di Indirizzo per il corretto Inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale, emanato con delibera di Giunta Regionale di Basilicata n°2920 del 13/12/2004!
In Basilicata (ma il discorso vale per molte altre regioni italiane), praticamente tutto il territorio regionale potrebbe essere occupato da selve di pali eolici, dall’altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinquanta piani. Si tratterebbe della compromissione di aree ad alto valore paesaggistico, fra le quali proprio quelle individuate nell’Atto di Indirizzo per il corretto Inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale, emanato con delibera di Giunta Regionale di Basilicata n°2920 del 13/12/2004!
Un’operazione miope e sciagurata,
contro la quale tutte le Associazioni che sottoscrivono il presente comunicato
vogliono mobilitare la società civile, e richiamare l’attenzione dei
consiglieri regionali e di tutto il mondo politico lucano. Un’operazione frutto
avvelenato di una politica che non ha stabilito regole di valutazione delle
trasformazioni territoriali e che ha consentito l’approvazione di un Piano
Energetico Regionale che non tutela il paesaggio, visto che rinvia ai Piani
Paesaggistici (ancora inesistenti!) l’individuazione dei crinali di valore
elevato, ma nel frattempo autorizza l’indiscriminata occupazione del
territorio, con la conseguenza di sconvolgere, e cambiare per sempre, i
connotati del paesaggio lucano.
Le Associazioni sottoscritte hanno
promosso una conferenza stampa,aperta al pubblico, per sabato 29 giugno alle
ore 10,30 presso l’ex convento di SS Lucia e Agata, Porta Pistola, sasso
caveoso a Matera, città emblema, insieme con Orvieto, di questa sacrosanta
battaglia di difesa del paesaggio.
Le Associazioni chiedono al
Consiglio Regionale di fermare l’infernale macchina delle Conferenze di
Servizio programmate, e contestualmente di aggiornare
il Piano Energetico sulla base dei criteri nazionali (Linee Guida – DM
10/09/2010) e del citato Atto (che non più in vigore, va assolutamente in gran
parte recuperato per le ampie tutele che prevedeva), in maniera da individuare
le aree non idonee per l’installazione delle centrali eoliche. In parallelo il
medesimo aggiornamento dovrà segnare una decisa virata della politica
energetica regionale, dalla previsione di “grandi impianti”, fotovoltaici ed eolici, alla incentivazione di micro-impianti di “autoproduzione”, integrati nelle residenze, nei servizi pubblici, nelle attività
produttive agricole, artigianali, industriali, ecc. (la cui realizzazione
potrebbe attivare, essa sì, un significativo comparto produttivo regionale), ed
alla incentivazione, in linea con le recenti scelte di politica nazionale, di
interventi di “contenimento” dei consumi energetici, che risparmiano energia,
ma non consumano nulla, paesaggio compreso!
Quindi non una generica moratoria
ma un adeguato, severo ed illuminato aggiornamento dei criteri di gestione del
territorio lucano ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Altresì le Associazioni richiamano
la politica nazionale a un urgente
atto di responsabilità nei confronti della collettività e dei valori
territoriali che rischiano di essere alienati per sempre: rimuovere gli
incentivi ai nuovi impianti eolici, ormai gravemente autorizzati sui terreni
agro-pastorali, e tassare le grandi rendite garantite per 15 anni (ora per 20!)
a quelli realizzati, che in tempi di crisi sarebbe un mero atto di giustizia.
Matera, 25 giugno 2013
Le
Associazioni
§
Italia
Nostra
§
Istituto
Nazionale di Urbanistica
§
Altura
§
Amici
della Terra
§
LIPU
§
Comitato
Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle aree verdi e naturali.
Associazioni
e/o Comitati che, pur non potendo materialmente partecipare alla conferenza, aderiscono
al comunicato e lo sottoscrivono:
-Comitato
Nazionale del Paesaggio
-Comitato
Difesa Paesaggio Carmignano
-Comitato
Ambiente Paesaggio Salute Sicurezza
-Osservatorio
Molisano Legalità
-Rete
molisana dei crinali
-Natura e
Psiche, Nazionale
-Comitato
Ariacheta,San Godenzio – Firenze
-Salviamo il
Paesaggio
-Comitato
Alta Valle del Sillaro
-Salvatore
Tolone Azzariti
-Associazioni
ambientaliste e comitati dell’orvietano
-Coordinamento
umbro sulle rinnovabili
-Comitato
tutela ambientale e del paesaggio Castel Rio e Firenzuola
-Associazione
Culturale Officine Frida Matera
-Comitato
Diritto alla Salute Lavello
-Comitato
Monte Faggiola Fiorenzuola
-Comitato
per la Salvaguardia del Territorio di Zeri (MS)
-Comitato
Prato Barbieri-Bettola (PC)
-Consorzio
rurale Noce –Cazuccone –Ferriere (PC)
Oltre a
tantissimi comitati, associazioni , personalità, che faranno giungere le loro
adesioni in queste ore
martedì 18 giugno 2013
RITROVATE LE AQUILE DI BONELLI RUBATE IN SICILIA
(AGENPARL)
- Roma, 13 giu - Due pulcini (pullus) di Aquila del Bonelli (Aquila
fasciata) sottratti dal loro nido nell'agrigentino lo scorso 8 maggio
sono stati ritrovati dopo un mese dalla Sezione Investigativa CITES del
Corpo forestale dello Stato in un rudere delle campagne di Alessandria.
Individuato il presunto responsabile dell'illecito, denunciato
all'Autorità Giudiziaria per violazioni alla normativa Cites e a quella
sulla caccia e per maltrattamento animali. Durante la perquisizione,
nell'immobile è stato scoperto anche un laboratorio clandestino per la
riproduzione di anelli di marcaggio, certificati Cites olandesi falsi,
corde e chiodi d'arrampicata e strumenti per il bracconaggio, oltre a
numerosi animali morti conservati in congelatore.
Coordinati
dalla dott.ssa Brunella Sardoni, Sostituto Procuratore della Procura
della Repubblica di Agrigento, gli accertamenti condotti dalla Forestale
hanno portato al rinvenimento e al sequestro oltre che dei due
esemplari di Aquila del Bonelli anche di sei falchi pellegrini catturati
illegalmente. Dalle indagini sarebbe emerso che tutti gli animali
ritrovati sarebbero poi stati immessi nel mercato clandestino, dove un
esemplare di Aquila del Bonelli accompagnato da documenti falsi o
riciclati può valere fino a 15 mila euro.
La
cattura dei due pulcini, ancora non abili al volo, avrebbe comportato
un danno gravissimo alla conservazione di questa varietà di rapace,
tutelata dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale
delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione. Soltanto una
ventina di coppie sopravvivono nell'habitat selvatico del nostro Paese.
Tutte nidificano in Sicilia, dove sono costantemente minacciate.
Nel
condurre le indagini, che rientrano nelle operazioni svolte in Sicilia
dalla Forestale e che, coordinate da diverse Procure, sono finalizzate a
reprimere il bracconaggio e la depredazione dei siti di nidificazione,
gli agenti si sono avvalsi di fonti confidenziali e del supporto
informatico e specialistico dei volontari della Lipu e del personale del
Coordinamento rapaci della Sicilia.
Dal
2010 ad oggi sono stati sequestrati oltre 60 rapaci protetti, tra cui
Aquile del Bonelli, Gipeti, Capovaccai, Falchi lanari e pellegrini. Gli
animali verranno o liberati, alcuni con la tecnica dell'hacking cioè
rimettendoli vicino al nido di provenienza, o introdotti in un progetto
di conservazione della specie, come è avvenuto per Turi, un maschio di
aquila liberato lo scorso dicembre nel palermitano, o come avverrà per
uno dei due esemplari rubati nell'agrigentino lo scorso maggio che gli
esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu "Bosco di
Ficuzza", nel palermitano, insieme agli specialisti della Riserva
Regionale del Lago di Vico, nel Lazio, hanno recentemente curato e
preparato al ritorno in natura.
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