venerdì 15 marzo 2013

Firma per la Cicogna nera


Sarebbe utile esprimere la vostra opinione nel sondaggio che si trova a questo link:
http://www.trmtv.it/home/attualita/2013_03_13/46460.html
Nel link la polemica portata sulle pagine (anche) di questo giornale circa le attività del cosidetto "volo dell'angelo" nel Parco regionale, e SIC/ZPS, delle piccole Dolomiti Lucane in Basilicata.
A breve distanza da pareti occupate da Cicogna nera e rapaci passano a tutta velocità uomini imbracati, sospesi a cavi di acciaio, da un capo all'altro della vallata.
Non avrebbe mai dovuto essere realizzata ... ma ora c'è un braccio di ferro tra chi come ALTURA, CERM, CISO, LANIUS,  e LIPU ha chiesto di non anticipare le attività a prima del 30 maggio, almeno per evitare disturbi nella fase di insediamento delle coppie, e i soliti noti che la buttano sul progresso, economia e compagnia bella...



 
Tra queste pareti nidificano specie rare: siamo in area protetta!













martedì 12 marzo 2013

Workshop sull'Aquila reale

L'Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili organizza in collaborazione con ALTURA un workshop di studi dal titolo:

L’aquila reale nell’Appennino centrale: strumenti di conoscenza e iniziative per la conservazione della specie e dei suoi ambienti naturali.

Il workshop si svolgerà nella giornata di sabato 16 marzo 2013 presso “La Locanda della Vecchia Scola”, sita in loc. Via Piana, nel Comune di Percile (RM). 
Le relazioni previste dal workshop, riservate alla partecipazione di professionisti del settore ed a personale tecnico, rivestono carattere multidisciplinare e sono dedicate ad approfondire il tema della conservazione e gestione della presenza dell’aquila reale, con riferimento ai contesti appenninici e preappenninici centroitaliani. 
La sessione mattutina è dedicata  alla definizione dei principali parametri ambientali la cui conoscenza può consentire una valutazione dello stato di conservazione delle presenze stanziali della specie e ad orientare eventuali politiche ed interventi gestionali di salvaguardia. 
La sessione pomeridiana è rivolta al tema dell’individuazione e caratterizzazione degli elementi di minaccia antropica emergenti per la specie.  

CLICCA PER INGRANDIRE


 

mercoledì 23 gennaio 2013

Ancora eolico? Grazie, basta così!

In un recente comunicato stampa ANEV (Associazione nazionale energia del vento) e Legambiente si stracciano le vesti, perché i risultati delle Aste competitive al ribasso pubblicati dal GSE, preannuncerebbero effetti lesivi per il settore che potrebbe vedere da quest’anno il volume dei suoi affari diminuito del 75%. E’ successo che una quota del contingente previsto nelle Aste non è stato assegnato perché molti produttori non hanno potuto concorrere alla gara in quanto privi dell’affidabilità patrimoniale necessaria a ottenere il credito bancario richiesto. Il che equivale a una implicita ma inequivocabile dimostrazione del caos e della approssimazione che aveva caratterizzato fino a ieri l’“assalto alla diligenza” degli incentivi concessi alle energie rinnovabili, prelevandoli disinvoltamente dalle tasche degli italiani.


Al contrario, la notizia è stata accolta con soddisfazione da tutte le associazioni ambientaliste e dai movimenti spontanei che da anni combattono per ostacolare l’aggressione selvaggia al territorio e la irreversibile degradazione del valore identitario dei paesaggi italiani causate dalla selva di aerogeneratori che stanno sorgendo ovunque, anche in zone non favorite da una sufficiente ventosità, a esclusivo vantaggio di improvvisati ( e a volte anche malavitosi) produttori e dei loro accoliti. Nessuno è contrario, in linea teorica, al ricorso a fonti di energia “pulite” e rinnovabili; ma molte sono le perplessità sulle politiche messe in atto fino ad oggi in tale ambito, per quel che riguarda i costi e i benefici economici delle soluzioni adottate, l’eccesso di incentivazioni concentrate sulle rinnovabili elettriche con la sproporzionata proliferazione delle torri eoliche e dei pannelli fotovoltaici, la scarsa attenzione, in concreto, alle rinnovabili termiche, all’efficienza energetica, al risparmio, nonostante le riconosciute potenzialità di questi settori. La stessa Strategia Energetica Nazionale ha reso evidente che l’incidenza dell’eolico industriale sulla produzione di energia elettrica rimarrà comunque irrilevante. Tale da non giustificare i danni gravissimi che esso provoca all’ambiente naturale e al patrimonio culturale della Nazione. Senza parlare poi dei costi pesanti per l’intera comunità, in un momento di crisi. Per gli incentivi alle rinnovabili elettriche sono stati sottratti ai portafogli degli italiani circa11 miliardi, per il solo anno 2012. E il prelievo proseguirà per 20 anni con oltre 12 miliardi all’anno (6,7 per fotovoltaico e 5,8 per le altre FER, tra cui l’eolico in misura prevalente).


In un successivo documento pre-elettorale redatto da Legambiente, WWF e Greenpeace si chiede, tra molte altre cose, che il prossimo Governo torni a favorire oltre ogni misura i produttori di energia eolica e fotovoltaica; la richiesta è sostenuta da un ricatto occupazionale più che dubbio e attraverso affermazioni avventate che sfiorano il terrorismo. Secondo gli estensori l’aver finalmente cominciato ad imporre regole ragionevoli al settore delle energie rinnovabili soffocherà l’unica speranza di futuro per l’Italia. Le associazioni e i movimenti che sottoscrivono il presente documento su questo punto pensano esattamente il contrario e chiedono invece alle forze politiche di impegnarsi per azzerare ulteriori incentivi a nuovi o rinnovati impianti eolici.

Roma, 23 gennaio 2013

Altura

Amici della Terra

CNP – Comitato Nazionale per il Paesaggio

Comitato per la Bellezza

Italia Nostra

Mountain Wilderness Italia

MovimentoAzzurro

sabato 22 dicembre 2012

lunedì 17 dicembre 2012

Rapaci colpiti in Abruzzo: LIPU e ALTURA chiedono un rafforzamento degli organici degli organi di controllo antibracconaggio


Domenica di ordinaria follia venatoria. Tre diversi atti di bracconaggio ai danni di alcuni rapaci feriti o uccisi da pseudo cacciatori nelle campagne del pescarese. Interviene il Corpo Forestale dello Stato in una cronica situazione di personale sotto organico e di mancanza di fondi.

Nella giornata di domenica scorsa - fanno sapere Daniele Valfrè e Stefano Allavena responsabili per l'Abruzzo di LIPU e ALTURA -  si sono riscontrati diversi atti di bracconaggio in provincia di Pescara ai danni di alcuni esemplari di poiana (Buteo buteo), un specie di rapace non cacciabile e particolarmente protetta ai sensi della Legge 157 del 1992 (Legge nazionale sul prelievo venatorio).
Un esemplare ferito è stato preso in consegna dal personale del Corpo Forestale dello Stato e ricoverato presso il centro recupero fauna selvatica di Pescara per le cure del caso.
L’episodio più grave si è riscontrato nelle campagne di Loreto Aprutino dove, poco prima di mezzogiorno, una poiana posata su un palo della luce è stata uccisa sparando dal finestrino di un’auto (lato passeggero) dalla strada comunale, a poche decine di metri da alcune abitazioni e da alcuni passanti, prontamente intervenuti per bloccare i colpevoli del reato e impedire che portassero via il corpo del rapace. Malgrado ciò i responsabili del gesto meschino si davano alla fuga nelle campagne circostanti.
Sul posto è intervenuta una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, che ha accertato i fatti e prelevato il corpo della poiana. La pattuglia era la stessa che era intervenuta negli altri fatti accaduti domenica, l’unica in servizio nella provincia di Pescara.

ALTURA e LIPU denunciano il grave stato di carenza di personale e di fondi destinati a questi, specie per i giorni di prelievo venatorio, di Corpo Forestale dello Stato e Polizia Provinciale che si ripercuote in maniera negativa sul fronte della prevenzione e repressione degli illeciti nei confronti di chi non è capace a sottostare a semplici regole di civiltà.


ALTURA e LIPU SI SONO OPPOSTI A TRE PROGETTI EOLICI IMPATTANTI IN ABRUZZO

CRESTA COPPO VOLPE
Il Comitato per la Valutazione dell’Impatto Ambientale della Regione, nella riunione dell’11 dicembre ha, tra le tante cose, esaminato tre progetti di centrali eoliche particolarmente impattanti sul paesaggio, sugli ambienti naturali, sulla fauna selvatica. Su questi progetti sono stati sentiti dal Comitato anche gli esperti di LIPU e di ALTURA.
Un progetto, non approvato, riguardava le montagne più selvagge a ridosso del Parco regionale del Sirente-Velino, in comune di Tornimparte. Una zona ancora intatta frequentata dall’orso marsicano, dal lupo, dal cervo. La centrale eolica avrebbe messo a repentaglio anche la sopravvivenza nella zona dell’aquila reale  e della principale colonia di avvoltoio grifone di tutta Italia, frutto di un progetto di reintroduzione in zona, effettuato una ventina di anni fa dal Corpo Forestale dello Stato utilizzando esemplari portati dalla Spagna. Sia i grifoni che le aquile avrebbero potuto essere facilmente uccisi, per collisione con le pale rotanti degli aerogeneratori,  durante il volo.
Altro progetto respinto riguarda la centrale progettata in comune di Cupello, in provincia di Chieti, a pochissima distanza da una discarica che costituisce un’insostituibile risorsa alimentare per un'importante colonia di nibbi reali, grandi rapaci sempre più rari e in Abruzzo presenti solamente in una parte della provincia di Chieti, e, nei mesi primaverili - estivi, per alcune coppie di nibbio bruno. Anche i nibbi vengono facilmente uccisi dalle pale rotanti durante il loro lento volo volteggiante. Si tratta di specie particolarmente protette a livello nazionale e comunitario che la regione ha il preciso dovere di tutelare, anche per quanto riguarda la salvaguardia dei loro ambienti di vita.

Il Comitato VIA ha poi esaminato un altro progetto di centrale eolica nei comuni di Pizzoferrato e Quadri, in provincia di Chieti e praticamente ai confini del Parco Nazionale della Maiella. Si tratta di uno dei paesaggi più integri di tutto l’Appennino, già celebre più di duecento anni fa. E’ inoltre di importanza particolare  per la presenza  dell’orso bruno marsicano. La specie simbolo della regione Abruzzo, ridotta al massimo ad una cinquantina di esemplari, ha bisogno per sopravvivere di territori incontaminati e una centrale eolica, con tutto ciò che comporta, anche in fatto di  rumore delle pale, è chiaramente incompatibile con la sua presenza.  Il Comitato ha rinviato la decisione finale su questo punto in attesa di ulteriori approfondimenti in merito alla presenza dell’orso. Chiediamo che anche l’Ente Parco Nazionale della Majella faccia sentire la propria voce in difesa dell’orso marsicano e del suo ambiente.

 Città S. Angelo, 14 dicembre 2012


Dott. Stefano Allavena
Delegato LIPU per l’ Abruzzo
    

Dott. Daniele Valfrè
Responsabile per l’Abruzzo di ALTURA