Sabato 16 marzo, nello scenario del Parco Regionale dei Lucretili, si è svolto a Percile (RM) il workshop ‘L’Aquila reale nell’Appennino centrale: strumenti di conoscenza ed iniziative di conservazione della specie e dei suoi ambienti naturali’. Notevole interesse hanno suscitato gli interventi dei singoli relatori. Il tema ricorrente è stato la qualità dell’habitat di presenza della specie, con particolare riferimento alle sue forti trasformazioni avvenute nel corso di alcuni decenni. In generale sono stati trattati i temi attinenti le minacce verso l’aquila reale e le misure per neutralizzarle. Ai lavori hanno partecipato diversi soci Altura, naturalisti, operatori di aree protette e tanti appassionati.
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mercoledì 20 marzo 2013
martedì 12 marzo 2013
Workshop sull'Aquila reale
L'Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili organizza in collaborazione con ALTURA un workshop di studi dal titolo:
L’aquila reale nell’Appennino centrale: strumenti di conoscenza e iniziative per la conservazione della specie e dei suoi ambienti naturali.
Il workshop si svolgerà nella giornata di sabato 16 marzo 2013 presso “La Locanda della Vecchia Scola”, sita in loc. Via Piana, nel Comune di Percile (RM).
Le relazioni previste dal workshop, riservate alla partecipazione di professionisti del settore ed a personale tecnico, rivestono carattere multidisciplinare e sono dedicate ad approfondire il tema della conservazione e gestione della presenza dell’aquila reale, con riferimento ai contesti appenninici e preappenninici centroitaliani.
La sessione mattutina è dedicata alla definizione dei principali parametri ambientali la cui conoscenza può consentire una valutazione dello stato di conservazione delle presenze stanziali della specie e ad orientare eventuali politiche ed interventi gestionali di salvaguardia.
La sessione pomeridiana è rivolta al tema dell’individuazione e caratterizzazione degli elementi di minaccia antropica emergenti per la specie.
L’aquila reale nell’Appennino centrale: strumenti di conoscenza e iniziative per la conservazione della specie e dei suoi ambienti naturali.
Il workshop si svolgerà nella giornata di sabato 16 marzo 2013 presso “La Locanda della Vecchia Scola”, sita in loc. Via Piana, nel Comune di Percile (RM).
Le relazioni previste dal workshop, riservate alla partecipazione di professionisti del settore ed a personale tecnico, rivestono carattere multidisciplinare e sono dedicate ad approfondire il tema della conservazione e gestione della presenza dell’aquila reale, con riferimento ai contesti appenninici e preappenninici centroitaliani.
La sessione mattutina è dedicata alla definizione dei principali parametri ambientali la cui conoscenza può consentire una valutazione dello stato di conservazione delle presenze stanziali della specie e ad orientare eventuali politiche ed interventi gestionali di salvaguardia.
La sessione pomeridiana è rivolta al tema dell’individuazione e caratterizzazione degli elementi di minaccia antropica emergenti per la specie.
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lunedì 24 settembre 2012
Eccezionale annata il 2012 per gli involi di aquile reali nel Lazio!
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| Aquila reale giovane |
Fabio Borlenghi
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| Aquila reale adulto |
lunedì 5 marzo 2012
1° Censimento dell’ Aquila reale nell’Appennino umbro marchigiano
Lo scorso 26 febbraio le Associazioni ALTURA e WWF Marche hanno organizzato il 1° censimento dell’ Aquila reale Aquila chrysaetos nell’Appennino umbro marchigiano, che ha visto il coinvolgimento dei parchi nazionali e delle riserve regionali e dello stato, che ospitano coppie territoriali di questo rapace e con il coinvolgimento di oltre 45 ornitologi volontari.
Sono stati coinvolti direttamente nell’iniziativa e si ringraziano per la preziosa collaborazione la Regione Marche Ufficio Parchi e Rete Natura 2000 e le seguenti aree protette appenniniche: il Parco Sasso Simone e Simoncello, la Riserva Naturale dello Stato Gola del Furlo e la Provincia di Pesaro e Urbino, il Parco Gola della Rossa e di Frasassi , il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con la collaborazione del C.T.A Corpo Forestale dello Stato di Visso .
Il censimento è stato effettuato il giorno 26 febbraio 2012 , mediante il monitoraggio simultaneo dalle 9.00 alle 14.00 delle coppie territoriali di Aquila reale presenti in 22 siti di osservazione diversi dell’Appennino Umbro Marchigiano.
.
Il coordinamento tecnico scientifico della giornata è stato svolto dal dr. Angelini Jacopo, presidente del WWF marche, che studia la biologia riproduttiva della popolazione appenninica di Aquila reale da oltre venti anni.
Lo scopo di tale iniziativa è stato duplice, coordinare un attività di monitoraggio e ricerca scientifica su un supepredatore, raro e ancora minacciato in Appennino, e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione di questa specie ombrello, posta al vertice delle reti alimentari dell’Appennino, evidenziando nel contempo il fondamentale ruolo della aree protette appenniniche nella conservazione della specie.
I primi risultati ottenuti, che verranno in seguito elaborati, hanno consentito di osservare in simultanea ben 26 individui adulti di Aquila reale, 5 individui immaturi e due giovani nati nel 2011 per un totale di 33 Aquile reali .
Roccaforte della popolazione appenninica è indubbiamente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove nel suo interno e nelle aree limitrofe sono state osservati 12 adulti di Aquila reale ,3 immaturi e 1 giovane nato nel 2011 per complessive 16 Aquile reali,
Il monitoraggio simultaneo ha inoltre permesso di verificare la presenza di nuove coppie territoriali per la popolazione dell’Appennino Umbro Marchigiano, con una popolazione attuale di 16 coppie territoriali.
Proprio il grave episodio di bracconaggio ai danni di un adulto di Aquila reale, avvenuto nei giorni passati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dimostra quanto ancora sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione dei grandi rapaci appenninici come l’Aquila reale, specie simbolo della wilderness appenninica,tuttora minacciata non solo dal bracconaggio, dalle linee elettriche, dalle attività di arrampicata non regolamentate e dal sorvolo a bassa quota di velivoli , ma anche dal rischio di una proliferazione incontrollata di impianti eolici nell’Appennino Umbro Marchigiano.
Dr. Jacopo Angelini
Presidente wwf marche
Vice presidente ALTURA
Sono stati coinvolti direttamente nell’iniziativa e si ringraziano per la preziosa collaborazione la Regione Marche Ufficio Parchi e Rete Natura 2000 e le seguenti aree protette appenniniche: il Parco Sasso Simone e Simoncello, la Riserva Naturale dello Stato Gola del Furlo e la Provincia di Pesaro e Urbino, il Parco Gola della Rossa e di Frasassi , il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con la collaborazione del C.T.A Corpo Forestale dello Stato di Visso .
Il censimento è stato effettuato il giorno 26 febbraio 2012 , mediante il monitoraggio simultaneo dalle 9.00 alle 14.00 delle coppie territoriali di Aquila reale presenti in 22 siti di osservazione diversi dell’Appennino Umbro Marchigiano.
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Il coordinamento tecnico scientifico della giornata è stato svolto dal dr. Angelini Jacopo, presidente del WWF marche, che studia la biologia riproduttiva della popolazione appenninica di Aquila reale da oltre venti anni.
Lo scopo di tale iniziativa è stato duplice, coordinare un attività di monitoraggio e ricerca scientifica su un supepredatore, raro e ancora minacciato in Appennino, e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione di questa specie ombrello, posta al vertice delle reti alimentari dell’Appennino, evidenziando nel contempo il fondamentale ruolo della aree protette appenniniche nella conservazione della specie.
I primi risultati ottenuti, che verranno in seguito elaborati, hanno consentito di osservare in simultanea ben 26 individui adulti di Aquila reale, 5 individui immaturi e due giovani nati nel 2011 per un totale di 33 Aquile reali .
Roccaforte della popolazione appenninica è indubbiamente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove nel suo interno e nelle aree limitrofe sono state osservati 12 adulti di Aquila reale ,3 immaturi e 1 giovane nato nel 2011 per complessive 16 Aquile reali,
Il monitoraggio simultaneo ha inoltre permesso di verificare la presenza di nuove coppie territoriali per la popolazione dell’Appennino Umbro Marchigiano, con una popolazione attuale di 16 coppie territoriali.
Proprio il grave episodio di bracconaggio ai danni di un adulto di Aquila reale, avvenuto nei giorni passati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dimostra quanto ancora sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione dei grandi rapaci appenninici come l’Aquila reale, specie simbolo della wilderness appenninica,tuttora minacciata non solo dal bracconaggio, dalle linee elettriche, dalle attività di arrampicata non regolamentate e dal sorvolo a bassa quota di velivoli , ma anche dal rischio di una proliferazione incontrollata di impianti eolici nell’Appennino Umbro Marchigiano.
Dr. Jacopo Angelini
Presidente wwf marche
Vice presidente ALTURA
venerdì 6 gennaio 2012
L'Aquila regina del Parco
Uno dei maggiori successi conservazionistici della fauna in Appennino
Sabato 7 gennaio, alle ore 17.30, alla Gabellina, storica dogana-osteria di Collagna (Reggio Emilia) recentemente ristrutturata, verranno presentati il filmato "l'Aquila reale nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano" e il libro che porta lo stesso titolo.
Interverranno alla presentazione Paolo Bargiacchi, sindaco di Collagna e Willy Reggioni, tecnico settore conservazione della natura Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.
«L'Aquila reale – spiega Reggioni - è sicuramente uno dei rapaci più maestosi al mondo. Erroneamente individuato come simbolo di forza e di potenza, è in realtà un animale la cui sopravvivenza è spesso messa a repentaglio da inadeguati comportamenti assunti dell'uomo e da una gestione del territorio complessivamente irrispettosa dei delicati equilibrio ambientali.
Fortunatamente, almeno in questa porzione di Appennino Tosco Emiliano, l'atteggiamento delle persone nei confronti degli elementi e delle risorse naturali è complessivamente cambiato e l'Aquila è tornata a occupare con continuità il territorio del Parco. Da un punto di vista ecologico è sicuramente uno dei maggiori successi conservazionistico che abbiamo potuto osservare in questi ultimi anni. L'Aquila non mette radici in un territorio se non si sente al sicuro e se non ha cibo in abbondanza. Attualmente sono cinque le coppie che nidificano nell'area del Parco».
L'attività di monitoraggio dell'Aquila reale nel territorio del Parco Nazionale è stata affidata alla LIPU di Parma che con proprio personale ha condotto, in questi ultimi anni, anche strategiche attività d'informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica nonché formazione al personale afferente al Parco. Alle attività di monitoraggio hanno, infatti, partecipato anche agenti del Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato ai quali è rivolto un particolare ringraziamento.
Il libro e il video documentario sono stati realizzati da Marco Gustin, responsabile scientifico del progetto Lipu – Bridlife Italia, in collaborazione con il gruppo di monitoraggio composto da Marco Perdelli, Stefano Schiassi e Michele Mendi, mentre i contributi filmati sono stati curati da Marco Andreini. Queste opere non rappresentano solamente piacevoli raccolte d'immagini di Aquila reale e di ambienti del Parco Nazionale nelle quattro stagioni dell'anno, ma costituiscono anche una prima e importante sintesi tecnica del lavoro di monitoraggio della presenza della specie nel Parco, realizzato negli ultimi dieci anni dal "gruppo di monitoraggio Aquila reale Appennino settentrionale".
Il progetto, che ha permesso di realizzare anche una mostra fotografica itinerante dedicata alla specie, è stato finanziato al Parco Nazionale con propri fondi dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è stato condotto a termine in strettissima collaborazione con la LIPU di Parma.
(Sassalbo, 05 Gen 12)
Fonte: http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=15854
Sabato 7 gennaio, alle ore 17.30, alla Gabellina, storica dogana-osteria di Collagna (Reggio Emilia) recentemente ristrutturata, verranno presentati il filmato "l'Aquila reale nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano" e il libro che porta lo stesso titolo.
Interverranno alla presentazione Paolo Bargiacchi, sindaco di Collagna e Willy Reggioni, tecnico settore conservazione della natura Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.
«L'Aquila reale – spiega Reggioni - è sicuramente uno dei rapaci più maestosi al mondo. Erroneamente individuato come simbolo di forza e di potenza, è in realtà un animale la cui sopravvivenza è spesso messa a repentaglio da inadeguati comportamenti assunti dell'uomo e da una gestione del territorio complessivamente irrispettosa dei delicati equilibrio ambientali.
Fortunatamente, almeno in questa porzione di Appennino Tosco Emiliano, l'atteggiamento delle persone nei confronti degli elementi e delle risorse naturali è complessivamente cambiato e l'Aquila è tornata a occupare con continuità il territorio del Parco. Da un punto di vista ecologico è sicuramente uno dei maggiori successi conservazionistico che abbiamo potuto osservare in questi ultimi anni. L'Aquila non mette radici in un territorio se non si sente al sicuro e se non ha cibo in abbondanza. Attualmente sono cinque le coppie che nidificano nell'area del Parco».
L'attività di monitoraggio dell'Aquila reale nel territorio del Parco Nazionale è stata affidata alla LIPU di Parma che con proprio personale ha condotto, in questi ultimi anni, anche strategiche attività d'informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica nonché formazione al personale afferente al Parco. Alle attività di monitoraggio hanno, infatti, partecipato anche agenti del Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato ai quali è rivolto un particolare ringraziamento.
Il libro e il video documentario sono stati realizzati da Marco Gustin, responsabile scientifico del progetto Lipu – Bridlife Italia, in collaborazione con il gruppo di monitoraggio composto da Marco Perdelli, Stefano Schiassi e Michele Mendi, mentre i contributi filmati sono stati curati da Marco Andreini. Queste opere non rappresentano solamente piacevoli raccolte d'immagini di Aquila reale e di ambienti del Parco Nazionale nelle quattro stagioni dell'anno, ma costituiscono anche una prima e importante sintesi tecnica del lavoro di monitoraggio della presenza della specie nel Parco, realizzato negli ultimi dieci anni dal "gruppo di monitoraggio Aquila reale Appennino settentrionale".
Il progetto, che ha permesso di realizzare anche una mostra fotografica itinerante dedicata alla specie, è stato finanziato al Parco Nazionale con propri fondi dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è stato condotto a termine in strettissima collaborazione con la LIPU di Parma.
(Sassalbo, 05 Gen 12)
Fonte: http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=15854
mercoledì 23 novembre 2011
giovedì 11 agosto 2011
Aquila reale: 2 doppi involi nel Lazio!
Eccezionale annata per la riproduzione nel Lazio dell' Aquila reale. In due siti si sono involate due coppie di aquilotti, cosa rara nell'Appennino. Si tratta del sito dei Monti Lepini, ricolonizzato l'anno scorso dopo trent'anni, e del sito dei Monti della Meta nel versante laziale del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise.
L'evento è davvero raro, basti pensare che nell'Appennino le coppie controllate che involano due aquilotti non superano il 5%.
Quest'anno nel Lazio si sono riprodotte con successo 4 delle 9 coppie riproduttive esistenti, involando in totale 6 aquilotti e dando così luogo ad una buona produttività ( 0,67).
Nel blocco Sirente-Velino, altro areale controllato dal gruppo laziale di Altura, si sono involati 2 aquilotti nei rispettivi siti di Monte Velino e Gole di Celano.
Fabio Borlenghi
giovedì 2 giugno 2011
Abruzzo: ricolonizzato un vecchio sito di aquila reale!

Ieri Maurizio Carfagnini, bravissima e appassionata guardia forestale oggi in pensione, mi ha comunicato la ricolonizzazione di un sito di aquila reale a monte del Lago di Scanno. Questo sito è rimasto deserto per circa 25 anni nonostante la presenza quasi costante di immaturi, a testimonianza della valenza naturalistica del territorio. Il bianco di un pulcino osservato nel vecchio nido da Carfagnini pochi giorni fa ha suggellato il reinsediamento della nuova coppia di aquila reale che già l’anno passato era stata osservata nel vallone.
Questo importante evento conferma il trend positivo della specie nell’Appenino centrale, tanto che altri siti potrebbero essere ricolonizzati. Che dire di più: auguri alla nuova coppia abruzzese!
Fabio Borlenghi
lunedì 30 maggio 2011
Pubblicato volume sull'Aquila reale
Pubblicato libro di Fabio Borlenghi
L'Aquila reale: biologia, status e conservazione.
Questa pubblicazione è rivolta principalmente agli amanti della Natura che intendono conoscere la "regina dei cieli": una delle specie più spettacolari che dominano i grandi spazi aerei e di cui l'Uomo è da sempre affascinato. Il testo è volutamente semplice ma rigorosamente scientifico, avulso da toni accademici; i brevi racconti all'inizio di ogni capitolo, ricavati dal diario di campo dell'Autore, integrano i contenuti con la descrizione di episodi realmente accaduti e rendono ancor più piacevole la lettura. Particolare cura è stata profusa all'iconografia, in ossequio all'immagine di bellezza in natura dell'Aquila reale, sia con illustrazioni originali, sia con gli scatti di alcune delle firme più prestigiose della fotografia naturalistica italiana.
Fabio Borlenghi è un naturalista autodidatta, esperto della biologia degli uccelli rapaci. Da oltre venticinque anni studia le aquile reali dell'Appennino e delle isole, in particolare la popolazione dell'Italia centrale, attraverso un'intensa e sistematica attività di ricerca di campo; da ciò scaturisce la profonda conoscenza, oltre che un amore sconfinato per la specie. È tra i fondatori di ALTURA, associazione nazionale che si occupa di protezione e conservazione dei rapaci e dei loro ambienti. Ha pubblicato diversi lavori scientifici sulla biologia dell' Aquila reale e di altri rapaci italiani. Da alcuni anni si batte con forza per la salvaguardia degli habitat montani e dei paesaggi naturali aggrediti da ogni sorta di speculazione, in particolare dall'avvento selvaggio di "Parchi eolici".
L'Aquila reale: biologia, status e conservazione.
Questa pubblicazione è rivolta principalmente agli amanti della Natura che intendono conoscere la "regina dei cieli": una delle specie più spettacolari che dominano i grandi spazi aerei e di cui l'Uomo è da sempre affascinato. Il testo è volutamente semplice ma rigorosamente scientifico, avulso da toni accademici; i brevi racconti all'inizio di ogni capitolo, ricavati dal diario di campo dell'Autore, integrano i contenuti con la descrizione di episodi realmente accaduti e rendono ancor più piacevole la lettura. Particolare cura è stata profusa all'iconografia, in ossequio all'immagine di bellezza in natura dell'Aquila reale, sia con illustrazioni originali, sia con gli scatti di alcune delle firme più prestigiose della fotografia naturalistica italiana.
Fabio Borlenghi è un naturalista autodidatta, esperto della biologia degli uccelli rapaci. Da oltre venticinque anni studia le aquile reali dell'Appennino e delle isole, in particolare la popolazione dell'Italia centrale, attraverso un'intensa e sistematica attività di ricerca di campo; da ciò scaturisce la profonda conoscenza, oltre che un amore sconfinato per la specie. È tra i fondatori di ALTURA, associazione nazionale che si occupa di protezione e conservazione dei rapaci e dei loro ambienti. Ha pubblicato diversi lavori scientifici sulla biologia dell' Aquila reale e di altri rapaci italiani. Da alcuni anni si batte con forza per la salvaguardia degli habitat montani e dei paesaggi naturali aggrediti da ogni sorta di speculazione, in particolare dall'avvento selvaggio di "Parchi eolici".
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venerdì 7 gennaio 2011
Grifoni e non solo alle gole di Celano: gioie e dolori
Il 28 Dicembre alcuni di noi soci Altura, insieme ad altri amici naturalisti siamo saliti alle Gole di Celano per verificare la presenza dei grifoni in quella zona. Eravamo: Stefano Allavena, Jacopo Angelini, Fabio Borlenghi, Maurizio Carfagnini, Bruno De Amicis, Claudia Gambini, Gianni Lauretti e Daniele Valfrè. Le buone condizioni metereologiche ci hanno consentito di fare osservazioni interessanti per quanto riguarda i rapaci e non solo. E’ stata osservata più volte l’aquila reale (adulta) volteggiare davanti ai costoni di Monte Etra, circondata da altre presenze di rilievo quale un’albanella reale, otto corvi imperiali e diversi gracchi corallini. Il volo di tre coturnici ci ha salutato nel momento in cui ci siamo affacciati sulle gole. Tuttavia lo scopo dell’escursione erano i grifoni e questi ultimi non si sono certo fatti attendere. Numerosi individui sono stati osservati in attraversamento delle gole o in volteggio sulle creste circostanti. Preoccupante si è dimostrata la vicinanza dell’impianto eolico di Collarmele, posto a pochi chilometri dalle gole. I grifoni infatti eseguono spostamenti lineari di svariati chilometri lungo una direttrice ovest-est che passa proprio nelle immediate vicinanze delle torri e anche tra di esse. Ci sono diverse osservazioni, fatte anche dal sottoscritto, di grifoni costretti, magari dalla nebbia o dall’esaurimento di una lunga scivolata, ad abbassarsi proprio sopra gli aerogeneratori per riacquistare quota volteggiando. E’ innegabile che questa situazione costituisca una grave fonte di pericolo per l’intera colonia di avvoltoi. Sarebbe necessario eseguire controlli alla base delle torri per verificare la presenza di carcasse di uccelli morti per impatto con le torri. Rimane quindi un serio problema da affrontare.
Tornando alle osservazioni, molto interessante è risultata l’individuazione di tre individui di grifoni posati presso alcune cenge rocciose nella destra idrografica del vallone. In quella parete sono presenti vecchi nidi di aquila reale oltreché numerose cavità ed ampie cornici calcaree presso le quali non è da escludere che alcune coppie di questi magnifici avvoltoi possano nidificare. Tra l’altro la presenza di numerose deiezioni bianche in questo sito fa ben sperare per il futuro. In primavera quindi controlleremo...
A metà pomeriggio la chiusura dell’escursione è stata suggellata dall’osservazione di due bellissimi caprioli al pascolo in un’ampia radura della sinistra idrografica del vallone. Autore della scoperta, neanche a dirlo, l’immancabile Maurizio Carfagnini, al quale, dopo anni e anni di inseguimenti visivi con gli orsi marsicani, non manca certo l’acutezza della vista!
Il ritorno ci ha visti ridiscendere la tortuosa sterrata ora fangosa, fra chiazze di neve e ruscelletti temporanei.
Vent’anni fa non avremmo visto i grifoni, i corvi imperiali e probabilmente neanche i caprioli e questo ci riempie di gioia, tuttavia ci sono anche i dolori dovuti alla presenza dell’impianto eolico che a quell’epoca esisteva in forma fortemente ridotta mentre oggi, per la sua estensione, costituisce una vera e propria minaccia per l’avifauna tutta e più in generale per la biodiversità.
7 gennaio 2011
Testo di Fabio Borlenghi




Tornando alle osservazioni, molto interessante è risultata l’individuazione di tre individui di grifoni posati presso alcune cenge rocciose nella destra idrografica del vallone. In quella parete sono presenti vecchi nidi di aquila reale oltreché numerose cavità ed ampie cornici calcaree presso le quali non è da escludere che alcune coppie di questi magnifici avvoltoi possano nidificare. Tra l’altro la presenza di numerose deiezioni bianche in questo sito fa ben sperare per il futuro. In primavera quindi controlleremo...
A metà pomeriggio la chiusura dell’escursione è stata suggellata dall’osservazione di due bellissimi caprioli al pascolo in un’ampia radura della sinistra idrografica del vallone. Autore della scoperta, neanche a dirlo, l’immancabile Maurizio Carfagnini, al quale, dopo anni e anni di inseguimenti visivi con gli orsi marsicani, non manca certo l’acutezza della vista!
Il ritorno ci ha visti ridiscendere la tortuosa sterrata ora fangosa, fra chiazze di neve e ruscelletti temporanei.
Vent’anni fa non avremmo visto i grifoni, i corvi imperiali e probabilmente neanche i caprioli e questo ci riempie di gioia, tuttavia ci sono anche i dolori dovuti alla presenza dell’impianto eolico che a quell’epoca esisteva in forma fortemente ridotta mentre oggi, per la sua estensione, costituisce una vera e propria minaccia per l’avifauna tutta e più in generale per la biodiversità.
7 gennaio 2011
Testo di Fabio Borlenghi



giovedì 23 dicembre 2010
Il veleno colpisce anche in Irlanda

Un certo risalto ha avuto in Irlanda il ritrovamento di un maschio di aquila reale trovato morto avvelenato ai primi di Dicembre 2010. In questo paese è in corso da molti anni un progetto di reintroduzione dell’aquila reale nella parte nord occidentale del paese dove fino ai primi anni del novecento viveva una piccola popolazione di questo rapace. La reintroduzione è avvenuta negli anni passati utilizzando il metodo dell’hacking, prelevando da nidi scozzesi aquilotti di 5-6 settimane di vita su licenza dello Scottish Natural Heritage per poi rilasciarli nei vecchi home range irlandesi una volta conseguito il piumaggio completo. Nel 2007 si è involato il primo giovane da un nido irlandese dopo quasi cento anni! Il veleno è ancora una delle minacce più consistenti per quei rapaci che, come l’aquila reale, si nutrono anche di carogne.

Di seguito l'articolo di Claire Smith che riporta l'evento irlandese:
“A RARE golden eagle taken to Ireland from Scotland as a chick as part of a reintroduction programme has been found poisoned. The RSPB told yesterday how the poisoned eagle was found outside the village of Killeter, Co Tyrone, Northern Ireland, last month. Police were called in after the male raptor was poisoned by carbofuran, which has been banned in the UK since 2001. The bird was collected as a chick from the Outer Hebrides in June this year and reared and released in Glenveagh National Park, Co Donegal, by the Golden Eagle Trust as part of an ongoing project to restore golden eagles in the Republic of Ireland.
RSPB Northern Ireland director Dr James Robinson said: “Words cannot express our disgust at this terrible and careless act.” After 20 years, there are now 35 young golden eagles in Glenveagh.
Planning for the project began in 1989.
The Irish government took the first step by partly funding environmental improvements as part of the millennium heritage celebrations. The chosen refuge for the eagles soon showed promise, with an abundance of their favourite foods.
However, the reintroduction was opposed by some farmers as a threat to their livestock”
By Claire Smith
Un certo risalto ha avuto in Irlanda il ritrovamento di un maschio di aquila reale trovato morto avvelenato ai primi di Dicembre 2010. In questo paese è in corso da molti anni un progetto di reintroduzione dell’aquila reale nella parte nord occidentale del paese dove fino ai primi anni del novecento viveva una piccola popolazione di questo rapace. La reintroduzione è avvenuta negli anni passati utilizzando il metodo dell’hacking, prelevando da nidi scozzesi aquilotti di 5-6 settimane di vita su licenza dello Scottish Natural Heritage per poi rilasciarli nei vecchi home range irlandesi una volta conseguito il piumaggio completo. Nel 2007 si è involato il primo giovane da un nido irlandese dopo quasi cento anni! Il veleno è ancora una delle minacce più consistenti per quei rapaci che, come l’aquila reale, si nutrono anche di carogne.
Di seguito l'articolo di Claire Smith che riporta l'evento irlandese:
“A RARE golden eagle taken to Ireland from Scotland as a chick as part of a reintroduction programme has been found poisoned. The RSPB told yesterday how the poisoned eagle was found outside the village of Killeter, Co Tyrone, Northern Ireland, last month. Police were called in after the male raptor was poisoned by carbofuran, which has been banned in the UK since 2001. The bird was collected as a chick from the Outer Hebrides in June this year and reared and released in Glenveagh National Park, Co Donegal, by the Golden Eagle Trust as part of an ongoing project to restore golden eagles in the Republic of Ireland.
RSPB Northern Ireland director Dr James Robinson said: “Words cannot express our disgust at this terrible and careless act.” After 20 years, there are now 35 young golden eagles in Glenveagh.
Planning for the project began in 1989.
The Irish government took the first step by partly funding environmental improvements as part of the millennium heritage celebrations. The chosen refuge for the eagles soon showed promise, with an abundance of their favourite foods.
However, the reintroduction was opposed by some farmers as a threat to their livestock”
By Claire Smith
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