ALTURA aderisce all’iniziativa delle Associazioni ‘Orso and friends’ e
‘Salviamo l’orso’ volta a tutelare i Monti Ernici con il fine ultimo di
conservare l’orso bruno marsicano. L’iniziativa delle due citate
associazioni si esplica con la proposta alle Regioni Lazio ed Abruzzo di
ampliare rispettivamente i confini del Parco dei Simbruini e della
Riserva naturale di Zompo lo Schioppo inglobando il territorio dei Monti
Ernici dove da molti anni è stata rilevata la presenza stabile di
alcuni individui di orso.
Per leggere il comunicato clicca qui
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lunedì 8 luglio 2013
mercoledì 15 maggio 2013
Il cane...il miglior amico dell'orso!
Campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione dei cani nell’area di presenza dell’orso bruno marsicano.
La tutela della residua popolazione di orso bruno marsicano è legata anche a una corretta gestione sanitaria degli ambienti nei quali questa specie sopravvive. La scarsa variabilità genetica e il numero esiguo di esemplari che costituiscono la popolazione di orso bruno marsicano fanno si che abbia una scarsa capacità di adattamento a variazioni ambientali improvvise, una delle quali può essere rappresentata proprio dall’introduzione di nuove malattie o dalla maggiore aggressività di malattie già presenti. Alcune delle malattie potenzialmente pericolose per gli orsi, quali Cimurro, Parvovirosi, Leptospirosi, Epatite infettiva, possono essere trasmesse dai cani. Il pericolo di trasmissione può essere ridotto al minimo con le vaccinazioni e la corretta gestione dei cani.
L’Ufficio Conservazione della Natura della Regione Abruzzo, nello svolgimento dell’Azione C2 del LIFE ARCTOS “Conservazione dell’orso bruno: azioni coordinate per l’areale alpino e appenninico”, in collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha ideato e realizzato una campagna di sensibilizzazione “Il cane…il miglior amico dell’orso”, che ha ottenuto il patrocinio della FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani), per invitare i proprietari dei cani presenti nell’area di presenza dell’orso, a vaccinare i propri animali e a non lasciarli liberi se non sotto stretto controllo.
Contemporaneamente, con il coordinamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, i medici veterinari e i biologi delle Aree protette di Abruzzo, Lazio e Molise, sono stati invitati a indicare le consistenze delle popolazioni canine presenti nell’area di presenza dell’orso e le aree potenzialmente a rischio per i contatti fra cani e orse con piccoli, in modo da poter studiare la migliore strategia per condurre un’ efficace campagna di vaccinazione dei cani. I costi dei vaccini, per i cani degli allevatori, saranno interamente sostenuti dall’Ufficio Conservazione della Natura della Regione Abruzzo con fondi del Life Arctos che permetteranno di acquistare circa 7000 vaccini con cui cercare di limitare la diffusione di agenti patogeni dai cani all’orso. La somministrazione dei vaccini verrà effettuata grazie alla collaborazione con i Servizi veterinari delle ASL e con quelli delle Aree Protette.
L’orso bruno marsicano è una “specie ombrello”, necessita di habitat vasti e articolati per poter sopravvivere, quindi le azioni di gestione sanitaria rivolte a questa specie avranno ricadute positive anche sulla conservazione delle altre specie selvatiche (in primis il lupo) e domestiche che vivono nello stesso contesto ambientale e daranno anche indicazioni sanitarie utili per la gestione delle attività umane tradizionali, come la zootecnia. La tutela dell’orso bruno marsicano è interesse di tutti, ognuno di noi può fare qualcosa di concreto, iniziamo vaccinando i nostri cani.
Per informazioni Segreteria Servizio Scientifico del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise
Tel. 0863/9113218
mercoledì 13 giugno 2012
Salvare l'Orso marsicano è anche compito della Regione
Situazione critica dell'orso marsicano:
l'orso è una priorità e vanno fatti sforzi straordinari.
Ora, non domani .
L’orso bruno marsicano è una sottospecie presente al
mondo solo in Appennino centrale; circa 40 individui, un numero critico di
femmine riproduttive, alta mortalità spesso per cause imputabili all’uomo,
bassa natalità: grande rischio di estinzione.
Rifondazione Comunista, LIPU e ALTURA chiedono
che le istituzioni si prodighino con impegno e costanza ad attuare le strategie
di conservazione già previste dal PATOM e dal LIFE ARCTOS.
Più precisamente chiedono conto delle azioni relative
a caccia, orsi confidenti, situazione sanitaria e causa di mortalità legate ad
attività umane.
I referenti per queste azioni sono la Regione
Abruzzo, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il Corpo Forestale dello
Stato, il Ministero dell’Ambiente e l’ ISPRA.
I consiglieri Acerbo e Saia avevano già interpellato la Regione Abruzzo il 14 marzo scorso sulla grave situazione in cui versa l’orso marsicano. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta da parte della Giunta Regionale. Acerbo e Saia chiedevano che si relazionasse sullo stato del PATOM ( Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) e del progetto LIFE ARCTOS. Si era portata l’attenzione sulle cause di mortalità delle orse (5 adulte morte in 5 anni) che sono in gran parte dovute a cause antropiche contrastando perciò con l’adesione della Regione al piano di tutela per questa specie.
Oggi Rifondazione Comunista, LIPU e ALTURA chiedono conto della situazione riguardo a caccia, aree contigue, orsi confidenti, situazione sanitaria e cause di mortalità.
· La questione ancora irrisolta della caccia al cinghiale
(braccata) benché già vietata nella Zona di Protezione Esterna del Parco è
questione molto complessa e sui cui pesano molti anni di totale inattività.
Pertanto Rifondazione Comunista e le associazioni
chiedono che attraverso il tavolo tecnico già costituito a livello
istituzionale, si arrivi entro breve ad un accordo con il mondo venatorio.
Rifondazione Comunista, LIPU e ALTURA chiedono infine che la caccia alla braccata (non solo al cinghiale) venga regolamentata come previsto dal PATOM verso forme di caccia meno impattanti o che vengano escluse dall’attività venatoria le aree più critiche in cui è verificata la costante presenza dell’orso marsicano.
Rifondazione Comunista, LIPU e ALTURA chiedono infine che la caccia alla braccata (non solo al cinghiale) venga regolamentata come previsto dal PATOM verso forme di caccia meno impattanti o che vengano escluse dall’attività venatoria le aree più critiche in cui è verificata la costante presenza dell’orso marsicano.
· E’ inoltre di fondamentale importanza per l’orso che si
definiscano e realizzino le aree contigue al PNALM così come previsto dalla
Legge Quadro sui Parchi (L. 394/91) e che ci sia una maggiore tutela del
territorio nelle aree di connessione (Corridoi ecologici) tra Aree Protette.
· Riguardo gli orsi definiti “confidenti” già nelle scorse
settimane diversi animali si alimentavano su cumuli di carote con il rischio
che anche femmine con piccoli trasmettessero cosi un comportamento errato alla
prole che si può tradurre in una situazione di potenziale pericolo per il futuro
di questi individui.
Dopo
l’Ordinanza del Presidente Rossi per vietare l’abbandono di carote e scarti
alimentari i Comuni non hanno ancora deliberato in questo senso nè nelle aree
comunali interne al PNALM, nè sulle aree esterne.
Chiediamo
anche che le squadre di intervento rapido appositamente addestrate attualmente
non ancora operative, lo diventino nel più breve tempo possibile attraverso
l’approvazione di Ministero dell’Ambiente e ISPRA.
· Per ciò che riguarda i problemi sanitari il progetto LIFE
ARCTOS prevede due azioni: una riguarda le pratiche di gestione del
bestiame domestico in modo compatibile con la presenza dell’orso: responsabile
per quest’azione è il PNALM. Sono già stata elaborate delle linee guida che
devono essere messe in pratica.
La seconda azione riguarda la gestione sanitaria del
bestiame domestico: per quest’azione è stato creato un tavolo tecnico al
Ministero della Salutee responsaibile per le azioni che dovrebbero coinvolgere
le ASL abruzzesi è la Regione Abruzzo.
Per entrambe le azioni Rifondazione Comunista LIPU e ALTURA chiedono al PNALM e Regione Abruzzo a che punto sono i lavori.
Per entrambe le azioni Rifondazione Comunista LIPU e ALTURA chiedono al PNALM e Regione Abruzzo a che punto sono i lavori.
· Riguardo alcune cause di morte legate all’attività
umana abbiamo saputo dal PNALM che è stato messo in sicurezza il vascone dove
nel 2010 due orse vennero ritrovate morte. Rifondazione Comunista, Lipu e
ALTURA chiedono a PNALM e CFS se sia stato portato a termine un censimento di
tali vasconi e se questi siano stati messi in sicurezza in maniera
adeguata.
Nel maggio
2011 un’orsa è stata investita mortalmente sulla statale che collega Gioia dei
Marsi a Pescasseroli, ad un anno di distanza non si è ancora fatto nulla di
concreto per rendere più sicure le strade che l’orso può attraversare. Il
problema è reale e urgente: lo testimoniano due recenti incidenti in Trentino
in cui sono morti due orsi.
Rifondazione
Comunista, LIPU e ALTURA chiedono che in tempi rapidissimi almeno vengano messe
in pratica misure idonee per rendere sicure le strade.
Approfondimento sulla caccia: Alla fine dell’estate l’orso marsicano comincia a
frequentare le aree esterne al PNALM e inizia la cosiddetta attività
“iperfagica”, per assicurarsi una buona dose di riserve di grasso prima del
letargo invernale. L’attivita venatoria in braccata può essere pericolosa per
l’orso sia per il disturbo diretto in un periodo cosi delicato, sia per la
possibilità affatto remota di un incidente di caccia.
Sarebbe importante che le singole squadre di cacciatori
venissero vincolate al territorio, nel senso che ogni squadra dovrebbe
esercitare la caccia in un’area specifica preventivamente assegnata e che le
ATC (Ambiti Territoriali per la Caccia) periferiche al PNALM fossero assegnate
ai soli cacciatori residenti impedendone l’utilizzo a quelli di altre ATC.
Si auspica che il tema della caccia sia discusso e
partecipato con le popolazioni locali.
Pescara, sala Corradino D’Ascanio, Consiglio Regionale, 11
giugno 2012
Link utili:
Per informazioni:
Maurizio Acerbo:
334-6934893; Stefano Allavena:
348-8121787; Daniele Valfrè:
340-6623558
sabato 7 aprile 2012
Orso bruno marsicano: le Associazioni incontrano il Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno incontrato nei giorni scorsi Dario Febbo per discutere di alcune tematiche inerenti la grave situazione in cui versa l’orso bruno marsicano ed in particolare dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause legate alla presenza dell’uomo.L’ultima stima della popolazione è di 40 individui: la specie è sull’orlo dell’estinzione e questi dati rendono ancora più evidente la drammaticità della situazione. Lo scorso anno sono nati solo tre cuccioli di orso marsicano. Il dato è il più basso dal 2006. Le associazioni chiedono che il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Ministero dell’Ambiente e della Salute, Corpo Forestale dello Stato e Regioni si adoperino per eliminare definitivamente le cause della mortalità.
Le Associazioni ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno incontrato nei giorni scorsi a Pescasseroli il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per discutere di alcune tematiche inerenti la grave situazione in cui versa l’orso bruno marsicano ed in particolare dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause all’uomo.
La situazione appare particolarmente critica visto che l’ultima stima della popolazione di orso bruno marsicano del 2008 consta di soli 40 individui di cui circa 10-12 femmine in età riproduttiva; di quest’ultime negli ultimi 5 anni 5 sono morte per cause varie, sia accidentali che illegali. Durante la conta delle femmine coi cuccioli effettuata lo scorso anno si è avuto il risultato più basso finora registrato dal 2006 che consiste di solo 3 piccoli del 2011 e 4 piccoli dell’anno precedente. La causa di tale scarsa natalità è dovuta secondo il dottor Paolo Ciucci dell’Università “La Sapienza” di Roma all’alta mortalità di femmine in età riproduttiva avvenuta a partire dal 2007 in gran parte legata all’attività umana.
Ad oggi, appare evidente che né gli obiettivi quantitativi, (“... aumento numerico del 25 per cento dell’intera popolazione Appenninica entro il 2020, ed una riduzione del 50 per cento della mortalità da attività antropiche illegali rispetto alle stime del decennio precedente …”) né gli obiettivi strategici di conservazione, previsti oramai tre anni fa nel PATOM (Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano), sono stati raggiunti o per lo meno affrontati in modo adeguato alla gravità e urgenza del caso. Anche gli obiettivi specifici con carattere di urgenza sono stati solo avviati solo parzialmente, come per il problema degli orsi confidenti e la gestione delle attività venatorie nelle aree di interesse per l’orso.La situazione è ancora più grave per quanto riguarda le azioni di gestione e conservazione previste dal PATOM quasi tutte a priorità alta o molto alta ma che sono ben lontane dall’essere almeno in parte realizzate come per l’istituzione delle aree contigue e l’identificazione delle aree di connessione, la gestione degli ambienti forestali, la riduzione dei conflitti con la zootecnia, il potenziamento del regime di tutela nelle aree critiche per la presenza dell’orso.
L’incontro con il Direttore del PNALM, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, ha visto trattare alcuni temi fondamentali per il futuro dell’orso bruno marsicano.Per le Associazioni appare urgente chiarire la situazione del plantigrado dal punto di vista sanitario, vista la concreta possibilità di una diminuita efficacia delle difese immunitarie a causa della ridotta variabilità genetica e visto che già due individui sono morti negli ultimi anni a causa di agenti patogeni forse riconducibili a interazioni con il bestiame domestico.Altro tema trattato è stato quello dei veleni. Fondamentale è che si analizzino e rimuovano le cause sociali dell’utilizzo del veleno, come nel caso dei bocconi avvelenati, ad opera di bracconieri e nelle aree di raccolta dei tartufi in aree marginali del PNALM quali il Frusinate e la Val Roveto, regolarmente frequentate dagli orsi. Per quanto riguarda la morte di orsi direttamente dovute ad incidenti stradali e ad incuria, ricordiamo che questi hanno avuto un impatto particolarmente grave quando hanno interessato esemplari di sesso femminile, come nel caso della femmina, madre di tre cuccioli, uccisa nei pressi di Pescasseroli nel maggio 2011 e delle due orse (madre e figlia) morte in un vascone a Collelongo nel giugno 2010.Si è discusso poi delle possibili interazioni dell’orso con le attività venatorie nelle aree circostanti il PNALM, e su come si pensa di affrontare il problema della caccia in battuta, nella Zona di Protezione Esterna del Parco e nelle altre aree sensibili, per la prossima stagione venatoria (e per la possibile preapertura).Infine appare urgente arginare il fenomeno degli “orsi confidenti” visto che, essendo oramai in piena primavera, a breve alcuni orsi potrebbero cominciare a frequentare le prossimità dei centri abitati, alla ricerca di qualcosa da mangiare. Ancora non sembrano essere operativi i gruppi di intervento rapido del personale di vigilanza del Parco e del Corpo Forestale.
Inoltre ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno contattato in questi giorni il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute, il Corpo Forestale dello Stato e le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise chiedendo risposte operative concrete allo scopo di arrivare rapidamente alla rimozione delle cause della mortalità dell’orso bruno marsicano.
Daniele Valfrè - Responsabile ALTURA Abruzzo
Bruno Santucci - Coordinatore Gruppo Naturalisti Rosciolo
Stefano Allavena - Coordinatore LIPU Abruzzo
Pietro Matta - Responsabile Pro Natura Abruzzo
Rosciolo dei Marsi, 5 aprile 2012
Per informazioni: Dott. Daniele Valfrè - Responsabile Abruzzo ALTURA
Cell: 328-7477915; 340-6623558
Le Associazioni ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno incontrato nei giorni scorsi a Pescasseroli il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per discutere di alcune tematiche inerenti la grave situazione in cui versa l’orso bruno marsicano ed in particolare dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause all’uomo.
La situazione appare particolarmente critica visto che l’ultima stima della popolazione di orso bruno marsicano del 2008 consta di soli 40 individui di cui circa 10-12 femmine in età riproduttiva; di quest’ultime negli ultimi 5 anni 5 sono morte per cause varie, sia accidentali che illegali. Durante la conta delle femmine coi cuccioli effettuata lo scorso anno si è avuto il risultato più basso finora registrato dal 2006 che consiste di solo 3 piccoli del 2011 e 4 piccoli dell’anno precedente. La causa di tale scarsa natalità è dovuta secondo il dottor Paolo Ciucci dell’Università “La Sapienza” di Roma all’alta mortalità di femmine in età riproduttiva avvenuta a partire dal 2007 in gran parte legata all’attività umana.
Ad oggi, appare evidente che né gli obiettivi quantitativi, (“... aumento numerico del 25 per cento dell’intera popolazione Appenninica entro il 2020, ed una riduzione del 50 per cento della mortalità da attività antropiche illegali rispetto alle stime del decennio precedente …”) né gli obiettivi strategici di conservazione, previsti oramai tre anni fa nel PATOM (Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano), sono stati raggiunti o per lo meno affrontati in modo adeguato alla gravità e urgenza del caso. Anche gli obiettivi specifici con carattere di urgenza sono stati solo avviati solo parzialmente, come per il problema degli orsi confidenti e la gestione delle attività venatorie nelle aree di interesse per l’orso.La situazione è ancora più grave per quanto riguarda le azioni di gestione e conservazione previste dal PATOM quasi tutte a priorità alta o molto alta ma che sono ben lontane dall’essere almeno in parte realizzate come per l’istituzione delle aree contigue e l’identificazione delle aree di connessione, la gestione degli ambienti forestali, la riduzione dei conflitti con la zootecnia, il potenziamento del regime di tutela nelle aree critiche per la presenza dell’orso.
L’incontro con il Direttore del PNALM, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, ha visto trattare alcuni temi fondamentali per il futuro dell’orso bruno marsicano.Per le Associazioni appare urgente chiarire la situazione del plantigrado dal punto di vista sanitario, vista la concreta possibilità di una diminuita efficacia delle difese immunitarie a causa della ridotta variabilità genetica e visto che già due individui sono morti negli ultimi anni a causa di agenti patogeni forse riconducibili a interazioni con il bestiame domestico.Altro tema trattato è stato quello dei veleni. Fondamentale è che si analizzino e rimuovano le cause sociali dell’utilizzo del veleno, come nel caso dei bocconi avvelenati, ad opera di bracconieri e nelle aree di raccolta dei tartufi in aree marginali del PNALM quali il Frusinate e la Val Roveto, regolarmente frequentate dagli orsi. Per quanto riguarda la morte di orsi direttamente dovute ad incidenti stradali e ad incuria, ricordiamo che questi hanno avuto un impatto particolarmente grave quando hanno interessato esemplari di sesso femminile, come nel caso della femmina, madre di tre cuccioli, uccisa nei pressi di Pescasseroli nel maggio 2011 e delle due orse (madre e figlia) morte in un vascone a Collelongo nel giugno 2010.Si è discusso poi delle possibili interazioni dell’orso con le attività venatorie nelle aree circostanti il PNALM, e su come si pensa di affrontare il problema della caccia in battuta, nella Zona di Protezione Esterna del Parco e nelle altre aree sensibili, per la prossima stagione venatoria (e per la possibile preapertura).Infine appare urgente arginare il fenomeno degli “orsi confidenti” visto che, essendo oramai in piena primavera, a breve alcuni orsi potrebbero cominciare a frequentare le prossimità dei centri abitati, alla ricerca di qualcosa da mangiare. Ancora non sembrano essere operativi i gruppi di intervento rapido del personale di vigilanza del Parco e del Corpo Forestale.
Inoltre ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno contattato in questi giorni il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute, il Corpo Forestale dello Stato e le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise chiedendo risposte operative concrete allo scopo di arrivare rapidamente alla rimozione delle cause della mortalità dell’orso bruno marsicano.
Daniele Valfrè - Responsabile ALTURA Abruzzo
Bruno Santucci - Coordinatore Gruppo Naturalisti Rosciolo
Stefano Allavena - Coordinatore LIPU Abruzzo
Pietro Matta - Responsabile Pro Natura Abruzzo
Rosciolo dei Marsi, 5 aprile 2012
Per informazioni: Dott. Daniele Valfrè - Responsabile Abruzzo ALTURA
Cell: 328-7477915; 340-6623558
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