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lunedì 17 dicembre 2012

Rapaci colpiti in Abruzzo: LIPU e ALTURA chiedono un rafforzamento degli organici degli organi di controllo antibracconaggio


Domenica di ordinaria follia venatoria. Tre diversi atti di bracconaggio ai danni di alcuni rapaci feriti o uccisi da pseudo cacciatori nelle campagne del pescarese. Interviene il Corpo Forestale dello Stato in una cronica situazione di personale sotto organico e di mancanza di fondi.

Nella giornata di domenica scorsa - fanno sapere Daniele Valfrè e Stefano Allavena responsabili per l'Abruzzo di LIPU e ALTURA -  si sono riscontrati diversi atti di bracconaggio in provincia di Pescara ai danni di alcuni esemplari di poiana (Buteo buteo), un specie di rapace non cacciabile e particolarmente protetta ai sensi della Legge 157 del 1992 (Legge nazionale sul prelievo venatorio).
Un esemplare ferito è stato preso in consegna dal personale del Corpo Forestale dello Stato e ricoverato presso il centro recupero fauna selvatica di Pescara per le cure del caso.
L’episodio più grave si è riscontrato nelle campagne di Loreto Aprutino dove, poco prima di mezzogiorno, una poiana posata su un palo della luce è stata uccisa sparando dal finestrino di un’auto (lato passeggero) dalla strada comunale, a poche decine di metri da alcune abitazioni e da alcuni passanti, prontamente intervenuti per bloccare i colpevoli del reato e impedire che portassero via il corpo del rapace. Malgrado ciò i responsabili del gesto meschino si davano alla fuga nelle campagne circostanti.
Sul posto è intervenuta una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, che ha accertato i fatti e prelevato il corpo della poiana. La pattuglia era la stessa che era intervenuta negli altri fatti accaduti domenica, l’unica in servizio nella provincia di Pescara.

ALTURA e LIPU denunciano il grave stato di carenza di personale e di fondi destinati a questi, specie per i giorni di prelievo venatorio, di Corpo Forestale dello Stato e Polizia Provinciale che si ripercuote in maniera negativa sul fronte della prevenzione e repressione degli illeciti nei confronti di chi non è capace a sottostare a semplici regole di civiltà.


ALTURA e LIPU SI SONO OPPOSTI A TRE PROGETTI EOLICI IMPATTANTI IN ABRUZZO

CRESTA COPPO VOLPE
Il Comitato per la Valutazione dell’Impatto Ambientale della Regione, nella riunione dell’11 dicembre ha, tra le tante cose, esaminato tre progetti di centrali eoliche particolarmente impattanti sul paesaggio, sugli ambienti naturali, sulla fauna selvatica. Su questi progetti sono stati sentiti dal Comitato anche gli esperti di LIPU e di ALTURA.
Un progetto, non approvato, riguardava le montagne più selvagge a ridosso del Parco regionale del Sirente-Velino, in comune di Tornimparte. Una zona ancora intatta frequentata dall’orso marsicano, dal lupo, dal cervo. La centrale eolica avrebbe messo a repentaglio anche la sopravvivenza nella zona dell’aquila reale  e della principale colonia di avvoltoio grifone di tutta Italia, frutto di un progetto di reintroduzione in zona, effettuato una ventina di anni fa dal Corpo Forestale dello Stato utilizzando esemplari portati dalla Spagna. Sia i grifoni che le aquile avrebbero potuto essere facilmente uccisi, per collisione con le pale rotanti degli aerogeneratori,  durante il volo.
Altro progetto respinto riguarda la centrale progettata in comune di Cupello, in provincia di Chieti, a pochissima distanza da una discarica che costituisce un’insostituibile risorsa alimentare per un'importante colonia di nibbi reali, grandi rapaci sempre più rari e in Abruzzo presenti solamente in una parte della provincia di Chieti, e, nei mesi primaverili - estivi, per alcune coppie di nibbio bruno. Anche i nibbi vengono facilmente uccisi dalle pale rotanti durante il loro lento volo volteggiante. Si tratta di specie particolarmente protette a livello nazionale e comunitario che la regione ha il preciso dovere di tutelare, anche per quanto riguarda la salvaguardia dei loro ambienti di vita.

Il Comitato VIA ha poi esaminato un altro progetto di centrale eolica nei comuni di Pizzoferrato e Quadri, in provincia di Chieti e praticamente ai confini del Parco Nazionale della Maiella. Si tratta di uno dei paesaggi più integri di tutto l’Appennino, già celebre più di duecento anni fa. E’ inoltre di importanza particolare  per la presenza  dell’orso bruno marsicano. La specie simbolo della regione Abruzzo, ridotta al massimo ad una cinquantina di esemplari, ha bisogno per sopravvivere di territori incontaminati e una centrale eolica, con tutto ciò che comporta, anche in fatto di  rumore delle pale, è chiaramente incompatibile con la sua presenza.  Il Comitato ha rinviato la decisione finale su questo punto in attesa di ulteriori approfondimenti in merito alla presenza dell’orso. Chiediamo che anche l’Ente Parco Nazionale della Majella faccia sentire la propria voce in difesa dell’orso marsicano e del suo ambiente.

 Città S. Angelo, 14 dicembre 2012


Dott. Stefano Allavena
Delegato LIPU per l’ Abruzzo
    

Dott. Daniele Valfrè
Responsabile per l’Abruzzo di ALTURA

venerdì 21 ottobre 2011

Energia rinnovabile: la LIPU dice NO al condono

RINNOVABILI. LIPU: NO AL CONDONO PER GLI IMPIANTI FUORILEGGE.

CONDIVISIBILE LA PROPOSTA DI MORATORIA DI CONFINDUSTRIA SUI GRANDI IMPIANTI

No al “condono tombale” proposto dal ministro delle Politiche agricole Saverio Romano sugli impianti fuorilegge. Sì invece alla moratoria proposta da Confindustria. E’ quanto afferma la LIPU-BirdLife Italia a proposito degli impianti industriali eolici e fotovoltaici.

L’ipotesi di un condono – sottolinea la LIPU – già deprecabile di per sé, aggraverebbe ulteriormente la situazione di un settore, quello delle energie rinnovabili, diventato uno dei più speculativi e caotici, che ha visto la concessione di generosi e lucrosi incentivi (i più alti del mondo nel caso dell’eolico industriale) e con la politica che ha abdicato al suo doveroso ruolo di coordinamento e controllo. Le argomentazioni di riduzione dei gas serra e di applicazione del Protocollo di Kyoto – aggiunge la LIPU - che avrebbero dovuto ispirare una dinamica razionale e pianificata in armonia con il territorio, sono state, purtroppo, utilizzate come paravento per coprire una devastante speculazione.

“Contestiamo il provvedimento del condono e chiediamo che non venga emanato – dichiara il coordinatore della Commissione Energia della LIPU-BirdLife Italia, Stefano Allavena - Sarebbe un ulteriore, grave segnale di distorsione in un settore già da anni nel caos e su cui continuano a prevalere interessi particolari a scapito di quelli collettivi, con enormi fiumi di denaro che oggi, vista la grave crisi economica sempre più incombente, appaiono ancora più stridenti”.

“Una seria analisi della situazione energetica del nostro Paese - aggiunge Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia - imporrebbe di orientare le già esigue risorse verso settori a più elevato valore aggiunto per l’economia, come le rinnovabili termiche, e al miglioramento dell’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello dei trasporti”.

Gli obiettivi comunitari al 2020, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili - denuncia la LIPU - sarebbero addirittura già garantiti dal solo fotovoltaico previsto, senza alcun apporto dell’eolico. Gli incentivi dovrebbero quindi interessare solo gli impianti urbanizzati o strettamente al servizio delle aziende agricole che non causano impatti territoriali.

Per questi motivi occorrono tagli agli incentivi ai grandi impianti impattanti, che rischiano di saturare la rete a scapito di quelli che, invece, dovrebbero essere realizzati diffusamente nei tessuti urbanizzati. La LIPU pertanto ritiene totalmente condivisibile la proposta di moratoria avanzata in questi giorni da Confindustria nei confronti dei grandi impianti eolici e fotovoltaici.

La LIPU segue da anni con crescente preoccupazione il dilagare delle centrali eoliche e fotovoltaiche visto che le prime (le eoliche) sono causa di morte, per impatto con le pale rotanti, di un gran numero di uccelli e altri animali, e sono causa, inoltre, di grave degrado ed alterazione di ambienti naturali di grande pregio, mentre le seconde (le fotovoltaiche) stanno rapidamente diventando in molte zone una delle principali cause di consumo del territorio e delle campagne.

Per questi motivi la LIPU ha, negli anni, ripetutamente quanto inutilmente, chiesto al Governo una moratoria, in un settore in preda a decine di migliaia di istanze fuori da strumenti di pianificazione e di controllo, e alle Regioni l’adozione di regole degne di questo nome. Attualmente il risultato è la drammatica compromissione su vasta scala dell’intero Mezzogiorno e di enormi comprensori in tutta Italia, con migliaia di pale e di ettari coperti dai pannelli fotovoltaici già realizzati, senza contare il gran numero di procedimenti già in una fase assai avanzata e quindi prossimi alla realizzazione.

Parma, 20 ottobre 2011

Fonte: Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia

sabato 9 aprile 2011

LIPU: CAMPO DI VOLONTARIATO PER STUDIARE I RAPACI

VOLONTARI PER STUDIARE I RAPACI:
10 POSTI DAL 2 ALL’8 MAGGIO
La ricerca è curata dalla LIPU-BirdLife Italia
per il Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Raccolta dati sui rapaci diurni e notturni, dai dormitori presenti in città ai punti di passaggio della migrazione. Saranno 10 i volontari che potranno partecipare al primo campo di lavoro curato dalla LIPU-BirdLife Italia e dalla sezione LIPU Gravina in Puglia (BA) per il Parco Nazionale dell’Alta Murgia su alcune specie di uccelli comprese nell’”Allegato I” della direttiva comunitaria “Uccelli”, specie per le quali sono previste particolari garanzie di tutela per il loro elevato interesse conservazionistico.

Il campo si terrà da lunedì 2 maggio a domenica 8 maggio; i volontari alloggeranno in un’antica masseria che caratterizza il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, circondata dal tipico paesaggio della pseudosteppa mediterranea.
Il campo si rivolge sia a studenti in Scienze naturali, biologiche o ambientali, sia ad appassionati di birdwatching e tutela dell’ambiente, dando loro la possibilità non solo di trascorrere una settimana immersi nella natura ma anche di svolgere attività formativa e pratica su come si studiano alcune specie di uccelli.
Sotto l’occhio vigile di esperti tutor, i volontari si occuperanno di monitorare il grillaio, un piccolo rapace minacciato a livello mondiale ma che popola numeroso l’area delle Murge, specie rare come occhione e succiacapre, rapaci notturni, e osserveranno la migrazione dei rapaci diurni.

I metodi utilizzati vanno dai “transetti” (ossia percorsi lungo i quali effettuare conteggi di uccelli) ai punti di osservazione fissi per l’avvistamento dei rapaci in migrazione. Ci sarà anche il conteggio diretto ai dormitori per il grillaio, che verrà organizzato nei centri urbani di alcune città del Parco, e il monitoraggio dell’occhione, da tenersi in apposite stazioni di ascolto presenti nell’area protetta.
Infine sarà possibile per i volontari collaborare all’attività di inanellamento scientifico condotta da un inanellatore autorizzato dall’Ispra, che prevede la cattura di piccoli uccelli, il riconoscimento delle specie, l’apposizione di un anello identificativo e le misurazioni, cui seguirà l’immediato rilascio degli animali.

Il costo di iscrizione fissato per i volontari è pari a 150 euro, cui dovranno aggiungersi 25 euro per l’iscrizione alla LIPU. La quota comprende l’assicurazione, la sistemazione in una struttura ricettiva convenzionata con l’Ente Parco e il trattamento di mezza pensione.

Per informazioni è possibile contattare Giuseppe Giglio, al numero 347.7578517 (email: lipugravina@libero.it).



Parma, 8 aprile 2011

UFFICIO STAMPA LIPU BIRDLIFE ITALIA
Andrea Mazza – andrea.mazza@lipu.it
Cell. +39 340 3642091 – Tel. +39 0521 1910706

mercoledì 22 dicembre 2010

ENERGIA RINNOVABILE, LIPU SCRIVE ALLE REGIONI

COMUNICATO  STAMPA
 
ENERGIA RINNOVABILE, LIPU SCRIVE ALLE REGIONI:
“ADOTTARE CON URGENZA LE LINEE GUIDA SU EOLICO E ALTRE FONTI.
OCCASIONE PER SALVAGUARDARE AMBIENTE, PAESAGGIO
E BIODIVERSITA’”
 
Con una lettera inviata nei giorni scorsi ai Presidenti di regione, agli assessori competenti e alle commissioni consiliari regionali interessate, la LIPU-BirdLife Italia chiede che vengano adottate con urgenza entro il prossimo 1° gennaio 2011 le Linee guida regionali per l’insediamento di impianti da fonti energetiche rinnovabili, in gran parte eolico e fotovoltaico. Un’occasione – sottolinea la LIPU - per salvaguardare ambiente, paesaggio, biodiversità.
 
Dopo l’approvazione del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso 10 settembre, che fissava le Linee guida nazionali, la LIPU chiede dunque alle regioni di intervenire, come previsto dallo stesso decreto, con un provvedimento che metta ordine a uno sviluppo incontrollato del settore che crea pericolo per l’ambiente, il paesaggio e la biodiversità.
 
Proprio per questo la LIPU segnala l’esigenza di definire, oltre alle Linee guida regionali, anche le aree che non sono idonee a ospitare tali impianti: dalle aree Unesco alle aree protette (legge 394/91) e le zone umide Ramsar, dai siti di rete Natura 2000 (Sic e Zps) alle aree Iba (Important Bird Areas, le Aree importanti per gli uccelli), dagli habitat naturali o semi naturali (come pascoli, macchie, boschi) alle Oasi di protezione e quelle di “ripopolamento e cattura” (legge 157/92). Ma anche aree archeologiche, monumenti, centri storici, e aree sottoposte a vincolo idrogeologico, tutte con una fascia di rispetto dignitosa e funzionale alle esigenze del caso.
 
Nel Documento di osservazioni LIPU inviato alle regioni, si richiama inoltre l’attenzione su quelle aree che ospitano siti riproduttivi di specie di uccelli ormai rari e di grande interesse conservazionistico come gli ultimi avvoltoi (capovaccaio, grifone e gipeto), cicogna nera e cicogna bianca, colonie riproduttive di aquila reale, aquila del bonelli, gallina prataiola e lanario o colonie riproduttive di grillaio.
Non mancano tra le osservazioni della LIPU prescrizioni sugli impianti fotovoltaici, idroelettrici (da vietare lo sbarramento degli ultimi corsi d’acqua con presenza della lontra) e la necessità di codificare con le Linee guida regionali la Valutazione di incidenza in alcuni casi specifici.
 
“Lo sviluppo incontrollato e non pianificato di impianti eolici ma anche fotovoltaici e idrici – scrive Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia – ha gravi ripercussioni sul paesaggio, sulla biodiversità, sui beni storici e archeologici e sull’identità rurale come purtroppo si è verificato in estesi comprensori del Mezzogiorno. Tutto ciò – prosegue Tallone – pone dunque alle Regioni il dovere di cogliere l’opportunità offerta dal decreto e intervenire con urgenza per non compromettere ulteriormente il territorio, pur programmando uno sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Nello stesso tempo – conclude Tallone – le regioni possono promuovere una politica nel settore finalmente più adeguata e magari indirizzata verso lo sfruttamento delle superfici antropizzate e industriali”.
 
22 dicembre 2010
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA 

giovedì 29 aprile 2010

Rinnovabili: BASTA ipocrisie, BASTA milioni di euro alla speculazione!

Il FarWest energetico continua a ipotecare migliaia di ettari di territorio senza alcuna sostenibilità ambientale. La LIPU rilancia le verità oscurate.

Non basta partire da giusti principi e poi promuovere acriticamente le fonti energetiche rinnovabili. L’abuso vergognoso e speculativo sta umiliando l’urbanistica e perfino la geografia del Paese con l’ausilio dei più vecchi metodi speculativi.
Un liberismo sfrenato, promosso con la falsa copertina della “ecocompatibilità”, sta compromettendo e mettendo a repentaglio risorse territoriali di inestimabile valore: Biodiversità, Assetto Urbanistico, Paesaggi, Identità culturali, Storia, Archeologia…. E non sono da trascurare deprecabili fenomeni di condizionamento delle fragili democrazie nelle piccole comunità, in svendita per fare cassa. Cosi come lo “strozzinaggio” ai danni dell’agricoltura, ostaggio della crisi e quindi costretta a concedere larghe opzioni d’uso dei terreni a queste industrializzazioni camuffate.
La LIPU pugliese da anni lancia l’allarme, avendo seguito con interesse il fenomeno e la assoluta aggressività con cui si è manifestato nel Mezzogiorno, attenzionando centinaia di progetti. Ma i media nazionali non sembrano avere lo stesso coraggio, né una qualsivoglia capacità (o volontà !) di giornalismo di inchiesta che dovrebbe fare oggettiva luce per il bene collettivo e per la stessa qualità d’informazione.
Studi ambientali generalmente superficiali, valutazioni scandalosamente disinvolte degli Enti preposti, regole farsa, minacce di ricorsi, cumuli di progetti a cui dare riscontri: situazioni indecenti, vergognose che meriterebbero ben altre attenzioni da parte di Amministratori deputati al (corretto) governo del territorio e dei politici di turno.
Invece, stanno per approdare in conferenza Stato - Regioni le, pur gravemente tardive, Linee Guida nazionali per le Autorizzazioni di impianti energetici da fonte rinnovabile.
Non si stabilisce alcun obbligo di tutela in capo alle Regioni, non si tiene in alcun conto della moltitudine di pareri ambientali positivi già espressi per migliaia di macchine eoliche, non si argina la pericolosa e incontrollata deriva di impianti da 1MW, solo per citare alcuni aspetti. Insomma, un provvedimento che ha il sapore di una legittimazione al disastro ambientale piuttosto che un orientamento a “salvare il salvabile”.
Sull’eolico, un dato tanto oggettivo quanto occultato basta a rendere il senso del VERO stato dell’arte inquadrato su vasta scala dalla LIPU con l’ausilio di numerose realtà locali: considerando non solo impianti realizzati e in esercizio (che non è poco), ma tutti quelli con pareri ambientali già espressi e quindi prossimi ad essere realizzati, la Nazione è silenziosamente ipotecata da oltre 11.000 MW di capacità eolica (*), in gran parte concentrati nel Mezzogiorno ma con un “contagio” che sta massicciamente interessando tutto Paese ! Dato ancora più scandaloso se si pensa che il “position paper” dello Stato Italiano ne prevede 10.000 (più 2000 off-shore) !!!!
Dati abilmente oscurati, quindi, per nulla gestiti dalle istituzioni (Governo e Regioni) e men che meno analizzati dai media. Hanno cosi facile gioco i ricatti e i lamenti della stessa lobby per rivendicare, ingiustamente, una scarsa penetrazione dell’eolico in Italia e un conseguente ampliamento del banchetto finanziario -speculativo.
Dati desolanti, conseguiti senza alcun dibattito preventivo o qualsivoglia forma di pianificazione o valutazione seria e multidisciplinare su ampia scala, nemmeno quando previsto per legge, e che basterebbero a ricercare con forza un momento di riflessione e di stop a questa vera e propria aggressione.
Enormi estensioni fotovoltaiche sugli ecosistemi agrari, invece, sono l’ennesimo insulto all’uso intelligente del territorio, fratturato e frammentato nella sua omogeneità con tutte le conseguenze immaginabili e con una esponenziale impennata alla deleteria dinamica di consumo di territorio. Anche un bambino capirebbe che tali insediamenti industriali possono costituire l’eccezione; la regola dovrebbe imporre lo sfruttamento di coperture e di aree già compromesse. Come pure in diversi casi (spontanei) si è avuto lodevole esempio. Basti ricordare l’impianto integrato su tetto più grande d’Italia, realizzato ad Altamura (Ba) su un capannone industriale !

Le fonti rinnovabili devono servire a salvare il pianeta. Non possono continuare ad essere il “cavallo di troia” per ulteriori deturpamenti territoriali, per di più plurisovvenzionati con incentivi pubblici, i più alti d’Europa e forse del mondo.
Non è più accettabile la retorica comunicativa di cui per anni ha beneficiato la speculazione eolica, e oggi anche quella del fotovoltaico : o sei con le rinnovabili (comunque e dovunque) o sei per il nucleare e le fonti fossili.

Esiste una terza via: la VERITA’ dei FATTI, oggettiva e soprattutto scevra da interessi.
Con queste verità, la LIPU pugliese rinnova con forza la vertenza e il suo impegno di denuncia delle aggressioni e degli usi sconsiderati del territorio rurale, oscenamente declassato a mero ricettacolo di invasive centrali eoliche e assurde distese fotovoltaiche.
Sulle rinnovabili vi è un approccio qualunquista con una devastazione del territorio in cambio di denaro, e allora BASTA milioni di euro di incentivi a queste speculazioni! BASTA ulteriori aberrazioni ambientali!
Governo e Regioni, a cominciare da quella Pugliese, non rimangano a guardare di fronte alla macelleria urbanistica che si sta consumando in completa anarchia ! Ne prendano oggettivamente atto e alla prossima conferenza Stato – Regioni corrano ai ripari.

Puglia, 28.04.2010 LIPU - delegazione Puglia


(*) Nota: La potenza in MW esprime la potenza massima istantanea (o di targa) che un impianto è in grado di sviluppare in condizioni ottimali di funzionamento, cosa ben diversa dalla energia prodotta che invece dipende dall’effettivo regime di funzionamento dell’impianto.