Nei giorni 7 8 e 9 dicembre scorsi si è svolta la prima sessione di censimento rivolta alla popolazione svernante di Nibbio reale in Italia, progetto coordinato dal CISO e giunto al suo secondo anno di svolgimento.
Il cattivo tempo ha caratterizzato tutti e tre i giorni deputati ai conteggi, influenzando così i risultati soprattutto in Italia centrale. Tuttavia il risultato ottenuto è piuttosto interessante, soprattutto in considerazione delle già citate pessime condizioni meteo.
Complessivamente sono stati censiti 1.483 - 1.524 Nibbi reali distribuiti in 9 regioni e in 28 dormitori complessivi.
Il dato più eclatante è quello della Basilicata con ben 1.102 individui in 16 dormitori, dei quali due con oltre 200 soggetti!
Notizie invece non molto incoraggianti provengono dalle due Isole maggiori, dove la popolazione di Nibbio reale sembra ridotta al lumicino.
Le forti nevicate in Abruzzo e Molise non hanno consentito di coprire in maniera adeguata i siti conosciuti per queste due regioni che, grazie all'impegno di molti volontari, saranno "recuperate" nei prossimi giorni. La seconda sessione di censimenti si terrà nel periodo 4-6 gennaio 2013, in occasione dello European Red Kite Census.
Alla conclusione dei rilievi di gennaio sarà prodotto un report scaricabile dal sito del CISO http://ciso-coi.it/
Egidio Fulco, coordinatore del Progetto ringrazia tutti i rilevatori che (in maniera TOTALMENTE volontaria) hanno sfidato il vento, la neve e il gelo per "dare i numeri" contando all'imbrunire questi magnifici rapaci.
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venerdì 14 dicembre 2012
martedì 4 settembre 2012
Il Nibbio Reale vola alto nella valle dell'Albegna
Enel Distribuzione ha modificato circa 50 km di linee elettriche per consentire il ritorno del nibbio.
Grosseto: Prosegue con successo il programma di ripopolamento del nibbio reale nell’area amiatina, portato avanti dall’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana nell’ambito del progetto LIFE Save the Flyers, cofinanziato dalla Commissione Europea: è stato infatti effettuato il rilascio di 13 giovani esemplari, otto dei quali provenienti dal Cantone di Friburgo, in Svizzera, e cinque dalla Corsica, Francia.
Un progetto che in Toscana, nell’alta Valle dell’Albegna sul territorio dell’Amiata grossetano, ha trovato terreno fertile grazie al sostegno di Enel Distribuzione che ha partecipato al progetto “Life Natura Save the Flyers, consentendo al nibbio di tornare a nidificare in Toscana dopo 40 anni: nei mesi scorsi i tecnici di “Enel Sviluppo Rete – Distaccamento di Grosseto” hanno completato gli interventi di sostituzione dell’armamento dei pali e di isolamento dei conduttori nei punti di fissaggio sugli isolatori su molti km di linee del territorio, allo scopo di garantire l’incolumità dei rapaci.
Il monitoraggio degli spostamenti di questi animali viene svolto dagli esperti del CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR), in collaborazione con il Dott. Willem Bouten dell’Università di Amsterdam, Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics, Computational Geo-Ecology, che segue vari progetti di monitoraggio su numerose specie di uccelli in tutta Europa, in Sud Africa e nella Penisola arabica.
I 13 esemplari di nibbio reale liberati sono dotati di dispositivi GPS UvA-BiTS (University of Amsterdam Bird Tracking System) di soli 20 grammi, che sono in grado di immagazzinare 60.000 dati inerenti la localizzazione degli animali per poi scaricarli ad una stazione ricevente fissa od a stazioni portatili dotate di antenna direzionale. I dati acquisiti con questo sofisticato sistema GPS datalogger vengono immagazzinati in un database permettendo di localizzare le diverse posizioni degli animali durante il giorno; una volta rielaborati, i dati forniscono anche importanti informazioni sull’uso del territorio e per l’individuazione dei nidi. I dispositivi GPS sono stati applicati agli animali con una imbracatura a zainetto dal Dott. Adrian Aebischer, biologo svizzero di fama internazionale, uno dei maggiori esperti della specie nibbio reale.
Intanto i nibbi reali liberati nell’Area amiatina a partire dal 2007 continuano a riprodursi in natura, consolidando sempre di più la nuova popolazione. Nella stagione riproduttiva 2012 si stima che si siano formate almeno 12-14 coppie e gli esperti del CERM hanno seguito costantemente tutte le fasi di nidificazione di tre di esse, che hanno portato all’involo di cinque giovani. Il ritorno di questi stupendi rapaci è stato ben accolto da parte della popolazione anche perché, cibandosi soprattutto di piccoli animali come topi, arvicole, insetti e di animali morti, risultano validi alleati degli agricoltori per non parlare del fatto che sono in grado di contenere in maniera significativa il numero di gazze e cornacchie. Nibbi reali vengono osservati ormai in buona parte della provincia di Grosseto ed attraggono per la loro bellezza sempre più appassionati di birdwatching e turisti.
Martedì 04 Settembre 2012 14:40 |
Fonte: maremmanews.tv.it
lunedì 5 dicembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
Basilicata: avvistato un giovane Nibbio reale con marche alari
Un Nibbio reale (Milvus milvus) con marche alari blu è stato osservato dall'ornitologo lucano Egidio Fulco il giorno 03 novembre 2011 in Basilicata nel territorio del comune di Marsicovetere (Pz) a circa 1000 metri di quota. A seguito di contatti con i responsabili di un progetto che si occupa della reintroduzione di questa specie in alcune aree dell'Italia centrale è emerso che questo nibbio (con codice IJJ) è un giovane liberato l'anno scorso nelle Marche nel Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Save the Flyers". Questa importante osservazione conferma che tra le varie metapopolazioni di nibbio reale vi è un effettivo collegamento che potrebbe contribuire a consolidare la speranza di una ripresa della specie soprattutto in aree ove un tempo erano più comuni come la Toscana, il Lazio, l'Abruzzo, le Marche e il Molise. La popolazione nidificante lucana, la più importante d'Italia, rappresenta allo stesso tempo sia un grande serbatoio di esemplari che possono occupare nuove aree anche distanti diverse centinaia di km sia un forte richiamo per altri nibbi erratici proprio come IJJ avvistato nelle aree interne della regione. Ci hanno informato i responsabili del LIFE che precentemente questo giovane era stato visto sia in Toscana che nel Lazio, a dimostrazione di un comportamento di erratismo molto importante per la ricerca di nuovi territori da parte di giovani.
posted by Matteo Visceglia

posted by Matteo Visceglia
sabato 14 maggio 2011
FROSOLONE (IS): PALA EOLICA COLPISCE NIBBIO REALE
COMUNICATO STAMPA LIPU
LIPU: casi frequenti. Studi preliminari superficiali, è necessario chiudere gli impianti killer sorti nelle ZPS
Un altro splendido Nibbio reale è stato trovato da alcuni gitanti ieri ai piedi di una torre eolica a Frosolone (IS), colpito da una maledetta pala rotante.
Il raro rapace è stato portato al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU, dove è stato sottoposto agli accertamenti del veterinario che ne ha decretato l'impossibilità del recupero.
Il Nibbio reale è stato colpito di striscio dalla pala eolica, ma ha perso le falangi e l'ala presenta fratture multiple e scomposte.
"Per Frosolone è già il secondo Nibbio in pochi mesi - informano alla LIPU - ormai si moltiplicano le segnalazioni di animali morti ai piedi delle torri eoliche, falciati durante il volo o la migrazione".
Gli ambientalisti sostengono inoltre che questi ritrovamenti sono solo la punta di un iceberg. Molte carcasse vengono prelevate nottetempo da cani e volpi, per cui risulta di molto sottovalutato il numero delle perdite.
Si tratta soprattutto di Poiane, ma cadono vittima sovente animali più rari come in questo ultimo caso.
Da diversi anni la LIPU molisana sostiene l'impossibilità di tollerare impianti eolici nati all'interno delle aree Natura 2000, che l'Europa ha concepito per la salvaguardia delle specie a rischio e non per la loro estinzione. In Molise invece sono sorti torri eoliche a Ripabottoni, Longano e Frosolone, tutte in aree dove non dovrebbero esserci.
"Non è tollerabile questa palese violazione delle Direttive UE - proseguono alla LIPU - e il continuo ritrovamento di animali uccisi dalle pale ci spinge a chiedere formalmente la chiusura di tutti gli impianti costruiti nelle IBA e ZPS (Zone a protezione speciale)".
Ormai il grande fronte di opposizione alla proliferazione selvaggia dell'eolico ha innescato la nascita dell'indignazione pubblica e politici ed amministratori devono tenerne conto.
"Vorremmo sapere dalla Regione Molise - concludono alla LIPU-Birdlife Italia - quali sono gli interventi che ha adottato per tutelare l'avifauna minacciata, come prevedono le normative, visto che invece si continua ad autorizzare la costruzione di centinaia di torri eoliche"
Casacalenda, 13 maggio 2011

http://www.flickr.com/photos/damianoangela/5716623572/in/photostream
LIPU: casi frequenti. Studi preliminari superficiali, è necessario chiudere gli impianti killer sorti nelle ZPS
Un altro splendido Nibbio reale è stato trovato da alcuni gitanti ieri ai piedi di una torre eolica a Frosolone (IS), colpito da una maledetta pala rotante.
Il raro rapace è stato portato al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU, dove è stato sottoposto agli accertamenti del veterinario che ne ha decretato l'impossibilità del recupero.
Il Nibbio reale è stato colpito di striscio dalla pala eolica, ma ha perso le falangi e l'ala presenta fratture multiple e scomposte.
"Per Frosolone è già il secondo Nibbio in pochi mesi - informano alla LIPU - ormai si moltiplicano le segnalazioni di animali morti ai piedi delle torri eoliche, falciati durante il volo o la migrazione".
Gli ambientalisti sostengono inoltre che questi ritrovamenti sono solo la punta di un iceberg. Molte carcasse vengono prelevate nottetempo da cani e volpi, per cui risulta di molto sottovalutato il numero delle perdite.
Si tratta soprattutto di Poiane, ma cadono vittima sovente animali più rari come in questo ultimo caso.
Da diversi anni la LIPU molisana sostiene l'impossibilità di tollerare impianti eolici nati all'interno delle aree Natura 2000, che l'Europa ha concepito per la salvaguardia delle specie a rischio e non per la loro estinzione. In Molise invece sono sorti torri eoliche a Ripabottoni, Longano e Frosolone, tutte in aree dove non dovrebbero esserci.
"Non è tollerabile questa palese violazione delle Direttive UE - proseguono alla LIPU - e il continuo ritrovamento di animali uccisi dalle pale ci spinge a chiedere formalmente la chiusura di tutti gli impianti costruiti nelle IBA e ZPS (Zone a protezione speciale)".
Ormai il grande fronte di opposizione alla proliferazione selvaggia dell'eolico ha innescato la nascita dell'indignazione pubblica e politici ed amministratori devono tenerne conto.
"Vorremmo sapere dalla Regione Molise - concludono alla LIPU-Birdlife Italia - quali sono gli interventi che ha adottato per tutelare l'avifauna minacciata, come prevedono le normative, visto che invece si continua ad autorizzare la costruzione di centinaia di torri eoliche"
Casacalenda, 13 maggio 2011

http://www.flickr.com/photos/damianoangela/5716623572/in/photostream
mercoledì 12 gennaio 2011
Concluso con successo in Basilicata il Censimento del Nibbio reale al dormitorio

Nell’ambito del 1° Censimento Nazionale del Nibbio reale (Milvus milvus) svernante 20 rilevatori rappresentati da ornitologi, birdwatchers e appassionati di rapaci provenienti dalla Lucania, Puglia, Calabria e Toscana hanno condotto ricerche sul campo in molte aree della Basilicata già note per la discreta concentrazione di nibbi reali in vari periodi dell'anno. Per la stima degli individui che sostano durante i mesi invernali i giorni ufficialmente fissati erano l’8 e il 9 gennaio 2011 ma sono stati effettuati importanti conteggi anche il giorno successivo. Questa iniziativa è nata nell’ambito di un programma di monitoraggio europeo della specie promosso dalla LPO (Ligue pour la protection des oiseaux) francese che ha stimolato anche gli ornitologi italiani ad avviare analoghe iniziative nelle proprie regioni.
L’iniziativa è stata coordinata per la provincia di Matera da Matteo Visceglia e per la provincia di Potenza da Egidio Fulco ed ha visto il coinvolgimento e la partecipazione di vari organismi come De Rerum Natura, Studio Milvus, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti/ALTURA, Lega Italiana per la protezione degli Uccelli/LIPU, Argonauti, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di San Giuliano, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di Pignola, Centro Studi Naturalistici/CSN. Un particolare ruolo è stato svolto da Guido Ceccolini, direttore del CERM/Centro Rapaci Minacciati, che ha stimolato e coordinato il monitoraggio a livello nazionale curando i rapporti con i colleghi francesi promotori dell’iniziativa.
Lo scopo principale del monitoraggio che abbiamo promosso ed effettuato in Basilicata è stato quello di ottenere una stima, riferita ad un campione di siti da noi conosciuti e frequentati dalla specie, della popolazione svernante del Nibbio reale nelle due province lucane. I dati scientifici emersi da studi precedenti da parte di vari ornitologi già mettevano in risalto l’importanza primaria della Basilicata rispetto al resto d’Italia sia per quello che concerne la popolazione nidificante che quella svernante.
Uno dei metodi più efficaci per avere un quadro abbastanza chiaro della consistenza del numero di individui che trascorrono l’inverno nelle nostre aree è quello di attendere il tramonto e censire gli esemplari nel momento in cui si radunano in particolari aree per trascorrere la notte insieme su alcuni alberi (roosting).
Tale metodo è applicabile solo in quelle aree di cui sono già note buone concentrazioni di esemplari che fanno preludere a successivi assembramenti serali. Le aree sottoposte a monitoraggio sono state in tutto 14 e il numero complessivo degli esemplari effettivamente contati si avvicina ai 700 individui, il più alto d’Italia, con dormitori comuni che ospitavano da un minimo di 8 individui ad un massimo di 160. Questo dato, che sicuramente presenteremo al prossimo Convegno Nazionale di Ornitologia che si svolgerà a settembre in Emilia Romagna, conferma ancora una volta che la Basilicata può a tutti gli effetti essere considerata la "terra dei nibbi reali" e che la loro presenza così consistente e diffusa, anche se sicuramente inferiore al passato, è indice di una situazione territoriale non ancora totalmente compromessa, con vasti territori integri ed in grado di ospitare e sostenere la più grossa popolazione svernante e nidificante di questa specie a livello nazionale.
Considerato il successo dell’iniziativa e la entusiasta partecipazione di molti esperti la nostra intenzione è quella di ripetere anche nei prossimi anni questo tipo di monitoraggio, si spera anche con il supporto e la collaborazione di istituzioni locali ed Enti parco, che ci permetterà di valutare in che modo le trasformazioni del territorio possono influenzare in maniera negativa o positiva la situazione demografica della specie. La popolazione svernante di Nibbio reale, mediante la sua stima quantitativa ripetuta negli anni, potrà essere perciò paragonata ad un vero e proprio termometro ambientale che ci dirà cosa sarà cambiato in peggio o in meglio intorno alle aree abitualmente frequentate da questi rapaci sia per la ricerca del cibo che per il riposo notturno”.
Matteo Visceglia & Egidio Fulco - Coordinatori Regionali Censimento Nibbio reale


martedì 4 gennaio 2011
1° Censimento nazionale del Nibbio reale al dormitorio

Nei giorni 8 e 9 gennaio prossimi sarà effettuato il 1° Censimento Nazionale invernale del Nibbio reale finalizzato principalmente al conteggio degli esemplari nei pressi del dormitorio serale.
Il progetto, promosso nell'ambito della LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) francese, sarà svolto con la collaborazione volontaria di diverse associazioni, gruppi e appassionati di rapaci. Questa iniziativa prevede l' individuazione preliminare dei siti in cui si radunano i nibbi prima del riposo notturno e il successivo conteggio degli esemplari al fine di quantificare la consistenza della popolazione svernante nelle varie aree.
La partecipazione di ALTURA è assicurata in tutte le regioni interessate da questa iniziativa.
Dopo che saranno stati raccolti i dati mediante la compilazione di un'apposita scheda gli stessi saranno riassunti ed inviati alla LPO.
Chiunque sia a conoscenza di siti con discreta concentrazione di esemplari osservati soprattutto nel pomeriggio può collaborare con questo progetto mettendosi in contatto con i coordinatori regionali di ALTURA, con il Presidente altura_allavena@yahoo.it o chiedendo info come commento al post.
venerdì 4 giugno 2010
Un premio dall'Europa per il ripopolamento del Nibbio reale in Toscana
"Comunità montana sul tetto d Europa"
di Fiora Bonelli
CASTELDELPIANO. Nell’anno dedicato alla Biodiversità la Commissione Europea premia la Comunità Montana Amiata Grossetano per il progetto “Life Natura Biarmicus”. Un riconoscimento prestigioso per l’Ente Montano che a Bruxelles, il giorno della cerimonia che si è svolta il 31 maggio, era rappresentata dall’assessore all’ambiente Simone Savelli e dal dirigente Cesare Papalini. Ma in sostanza, perché questo premio? E soprattuto quale il ruolo della Comunità Montana? Ogni anno la Commissione Europea co-finanzia alcuni progetti finalizzati alla conservazione di habitat e specie, con uno strumento denominato, appunto “Life Natura”. Dal 1998 la Comunità Montana ha realizzato due di questi progetti, entrambi nel Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale per l’Avifauna “Monte Labbro e Alta Valle dell’Albegna”, un territorio eccezionale, di circa 6.300 ettari che va dal Parco Faunistico dell’Amiata a Rocchette di Fazio. Il secondo di questi progetti, “Biarmicus”, è l’unico progetto italiano selezionato dalla Commissione Europea tra i migliori 23 europei, conclusi tra 2008 e 2009. Biarmicus, realizzato tra il 2004 ed il 2008, ha attuato molteplici interventi tra i quali la riqualificazione di 70 ettari di praterie sommitali - un ambiente prezioso, per la quantità e rarità delle piante ed animali che ospita- il diradamento di 60 ettari di rimboschimenti, nove nuovi stagni, la creazione del CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Rocchette di Fazio e la messa in sicurezza di 5 km di linee elettriche pericolose per l’avifauna. L’azione di rilievo internazionale è stata sicuramente la reintroduzione del Nibbio reale che ha riportato questo stupendo rapace a volare nei cieli toscani a circa 40 anni dalla sua estinzione, grazie alla liberazione di giovani esemplari provenienti dalla Corsica e dal Cantone di Friburgo (Svizzera). Alla Comunità Montana va dunque il merito, non solo di aver realizzato l’unico progetto Life italiano premiato ma quello di aver attuato un ambizioso programma di ripopolamento, coinvolgendo numerosi ornitologi e enti. «Il premio - afferma il Presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri - ci onora e rappresenta la conferma di aver svolto in maniera efficace un lavoro impegnativo per la tutela del nostro patrimonio ambientale. Il nostro impegno però non si è fermato qui e dal 1 gennaio 2010 è iniziato un terzo progetto “Life” che interesserà anche il Monte Penna e il Monte Amiata e che vede come partner il Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi e di Enel Distribuzione Spa». Questi progetti rappresentano per l’Ente - ribadisce l’Assessore Savelli «un’occasione straordinaria per conciliare la conservazione della natura con la valorizzazione del territorio e offrono opportunità di impiego a diverse figure professionali». Alla premiazione erano presenti anche i naturalisti Guido Ceccolini ed Anna Cenerini, di Biodiversità sas, che sono gli estensori dei tre progetti Life ed affiancano dal 1998 la Comunità Montana. -
Fonte: il Tirreno — 03 giugno 2010 pagina 08 sezione: GROSSETO
di Fiora Bonelli
CASTELDELPIANO. Nell’anno dedicato alla Biodiversità la Commissione Europea premia la Comunità Montana Amiata Grossetano per il progetto “Life Natura Biarmicus”. Un riconoscimento prestigioso per l’Ente Montano che a Bruxelles, il giorno della cerimonia che si è svolta il 31 maggio, era rappresentata dall’assessore all’ambiente Simone Savelli e dal dirigente Cesare Papalini. Ma in sostanza, perché questo premio? E soprattuto quale il ruolo della Comunità Montana? Ogni anno la Commissione Europea co-finanzia alcuni progetti finalizzati alla conservazione di habitat e specie, con uno strumento denominato, appunto “Life Natura”. Dal 1998 la Comunità Montana ha realizzato due di questi progetti, entrambi nel Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale per l’Avifauna “Monte Labbro e Alta Valle dell’Albegna”, un territorio eccezionale, di circa 6.300 ettari che va dal Parco Faunistico dell’Amiata a Rocchette di Fazio. Il secondo di questi progetti, “Biarmicus”, è l’unico progetto italiano selezionato dalla Commissione Europea tra i migliori 23 europei, conclusi tra 2008 e 2009. Biarmicus, realizzato tra il 2004 ed il 2008, ha attuato molteplici interventi tra i quali la riqualificazione di 70 ettari di praterie sommitali - un ambiente prezioso, per la quantità e rarità delle piante ed animali che ospita- il diradamento di 60 ettari di rimboschimenti, nove nuovi stagni, la creazione del CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Rocchette di Fazio e la messa in sicurezza di 5 km di linee elettriche pericolose per l’avifauna. L’azione di rilievo internazionale è stata sicuramente la reintroduzione del Nibbio reale che ha riportato questo stupendo rapace a volare nei cieli toscani a circa 40 anni dalla sua estinzione, grazie alla liberazione di giovani esemplari provenienti dalla Corsica e dal Cantone di Friburgo (Svizzera). Alla Comunità Montana va dunque il merito, non solo di aver realizzato l’unico progetto Life italiano premiato ma quello di aver attuato un ambizioso programma di ripopolamento, coinvolgendo numerosi ornitologi e enti. «Il premio - afferma il Presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri - ci onora e rappresenta la conferma di aver svolto in maniera efficace un lavoro impegnativo per la tutela del nostro patrimonio ambientale. Il nostro impegno però non si è fermato qui e dal 1 gennaio 2010 è iniziato un terzo progetto “Life” che interesserà anche il Monte Penna e il Monte Amiata e che vede come partner il Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi e di Enel Distribuzione Spa». Questi progetti rappresentano per l’Ente - ribadisce l’Assessore Savelli «un’occasione straordinaria per conciliare la conservazione della natura con la valorizzazione del territorio e offrono opportunità di impiego a diverse figure professionali». Alla premiazione erano presenti anche i naturalisti Guido Ceccolini ed Anna Cenerini, di Biodiversità sas, che sono gli estensori dei tre progetti Life ed affiancano dal 1998 la Comunità Montana. -
Fonte: il Tirreno — 03 giugno 2010 pagina 08 sezione: GROSSETO
domenica 21 marzo 2010
Una nuova primavera per un Nibbio reale
Quale giorno più adatto per la liberazione di un Nibbio reale se non il 21 marzo, porta della primavera?
Questa mattina un bellissimo Nibbio reale (Milvus milvus) adulto è stato restituito alla libertà dopo essere stato recentemente rinvenuto da Nicola Ferri nel bosco di Tricarico (Mt) in condizioni di notevole debolezza ed incapace di volare. Grazie al primo soccorso e alla collaborazione della dott.ssa Maria Germani, medico veterinario che opera nel comune materano, e al supporto di alcuni attivisti della LIPU è stato possibile curare e rimettere in forza l'esemplare. Il Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera, a cui si erano rivolti i soccorritori per la consegna, verificate le sue buone condizioni generali ha concordato, insieme alla veterinaria, la sua liberazione nello stesso luogo di ritrovamento anche in relazione all'inizio della stagione riproduttiva. Il rilascio è stato preceduto da inanellamento scientifico grazie al supporto tecnico e alla collaborazione del dott. E. Mallia, inanellatore ufficiale del Centro Recupero del materano.
Appena liberato, il Nibbio ha dato prova di perfetto recupero ed è stato successivamente osservato nei dintorni del sito di liberazione posato su un alto ramo di quercia.
Il Nibbio reale è una delle specie di rapaci più preziose della Basilicata poichè in questa regione risiede la popolazione svernante e riproduttiva più importante d'Italia. Ogni esemplare salvato e rimesso in libertà contribuisce direttamente alla tutela e conservazione della specie a livello globale.


Questa mattina un bellissimo Nibbio reale (Milvus milvus) adulto è stato restituito alla libertà dopo essere stato recentemente rinvenuto da Nicola Ferri nel bosco di Tricarico (Mt) in condizioni di notevole debolezza ed incapace di volare. Grazie al primo soccorso e alla collaborazione della dott.ssa Maria Germani, medico veterinario che opera nel comune materano, e al supporto di alcuni attivisti della LIPU è stato possibile curare e rimettere in forza l'esemplare. Il Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera, a cui si erano rivolti i soccorritori per la consegna, verificate le sue buone condizioni generali ha concordato, insieme alla veterinaria, la sua liberazione nello stesso luogo di ritrovamento anche in relazione all'inizio della stagione riproduttiva. Il rilascio è stato preceduto da inanellamento scientifico grazie al supporto tecnico e alla collaborazione del dott. E. Mallia, inanellatore ufficiale del Centro Recupero del materano.
Appena liberato, il Nibbio ha dato prova di perfetto recupero ed è stato successivamente osservato nei dintorni del sito di liberazione posato su un alto ramo di quercia.
Il Nibbio reale è una delle specie di rapaci più preziose della Basilicata poichè in questa regione risiede la popolazione svernante e riproduttiva più importante d'Italia. Ogni esemplare salvato e rimesso in libertà contribuisce direttamente alla tutela e conservazione della specie a livello globale.


martedì 2 marzo 2010
STATUS OF RED KITE IN ITALY
di Maurizio Sarà*, Antonio Sigismondi** & Jacopo Angelini**
*Dipartimento Biologia Animale, Università di Palermo – mausar@unipa.it;
**A.L.T.U.R.A (Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti) –
sigismondi@tin.it; jacopoangelini@libero.it
The Red kite was a very common species in peninsular Italy, Sardinia and Sicily until the middle of XX century (Iapichino & Massa, 1989; Cortone et al., 1994; Brichetti & Fracasso, 2003). Decline began in Tuscany and Latium, with the extinction of regional populations (except for a small nucleus in the Tolfa Mountains) and rapidly spread over the rest of the range in the late ’60s and ’70s. Today the species is listed as endangered in the National Red List (Bulgarini et al., 1998) and the concern about its critical status motivated a recent national conference (Allavena et al., 2007). In occasion of the Montbéliard Symposium we asked the network of ornithologists more involved in Raptor studies and conservation: i) to refresh the estimation of breeding pairs and population trend in the last 15 years; ii) to assess the current regional status according to the IUCN Red List categories; iii) to weigh up the main threats working in the last 15 years, and to forecast regional trends for the next 5 years.
Here we report a review of such enquiry. Italy holds about the 1.5% of the European breeding population, to date: 314 – 426 pairs (Tab. 1). The entire population seems to be stable when compared to previous estimates, but is dispersed in a quite large range along the southern Apennines – the Latium (Tolfa) and Calabria nuclei being unconnected from the bulk of breeding area – and is still present in Sardinia and Sicily. Red kite is mainly concentrated in Basilicata, Abruzzi and Molise (82% of national population) while the other populations are very little and range on average 8-12 pairs.
The expert-based opinions assessed the menaces for the species, giving a standardized threat value, as ranked in Fig. 1. The outbreak of bovine spongiform encephalopathy in 2001 led to sanitary legislation (Regulation ECC/1774/2002) that greatly restricted the use of animal by-products not intended for human consumption. The effects of this policy included removal and destruction of carcasses, as well as closure of rubbish dumps and of artificial feeding points, thus provoking food shortage for Red kite and generally for all European carrion-eater species (Donazar et al., 2009). In addition, the Common Agricultural Policy (CAP), which as been often regarded as the principal culprit for the loss of biodiversity in Europe (Bota et al. 2005), is negatively affecting Red kite in Italy by habitat loss and modification. These latter include the replacement of natural steppe and extensive cereal farmland with intensively-managed agricultural land, urbanisation, construction of roads, infrastructures, etc. Land abandonment is of special concern also, as it is often the other side of the coin of agriculture intensification. The huge increase of wind farms in hilly and remote areas, poisoning, illegal shooting and hunting are other most cited causes of Red kite disappearance (Fig. 1). The threats have been mentioned to be more or less regularly equivalent in every region, although they seem to impact more onto the Calabria and Apulia populations. Actually, the strongest decline was recorded in Sicily where the population passed from 120-150 pairs in the early ‘70s to 3-5 in 2009, and is on the verge of local extinction.
European member states’ obligations and efforts to conserve biodiversity and species in the Annex I of the Birds 79/409/CEE Directive are often contradicted by other policies such as the Energy, Sanitary and the CAP; although amended by a number of dispositions (EEC/322/2003, EEC 830/2005) regulating the use of animal by-products as food for carrion-eater birds, or the agri-environment schemes (EEC/12571999), cross-compliance and modulation (EEC/12591999) implemented on behalf of the Agenda 2000. Within this framework, removal of local threats and ordinary protection of the remaining viable Red kite nuclei are often very difficult to pursue as they are hampered by contrasting local policies and economic interests. Nonetheless, a number of promising concrete actions have been placed and are going on, such as the reintroduction projects in Tuscany (see Ceccolini & Cenerini, this proceeding book) and in the Marche (Angelini et al., 2001) now reinforced by a LIFE+. In Sicily, the Nebrodi Regional Park has financed a preliminary report and is raising funds for a restocking project. Despite the existence of these local projects, we urge a better-integrated national package of practical interventions supporting Red kite and other carrion-eaters.
Acknowledgements. This contribute was made possible by the joint effort of several people: M. Scotti (Marche); M. Pellegrini (Abruzzi); S. Allavena, A. Minganti, M. Panella, A. Zocchi (Latium); L. De Lisio (Molise); M. Fraissinet, D. Mastronardi (Campania); M. Bux, M. Caldarella, N. Cillo, E. Cripezzi, M. Laterza, M. Marrese, V. Rizzi (Apulia and Basilicata); M. Salerno, E. Muscianese, S. Urso, G. Cortone, M. Di Vittorio (Calabria); M. Grussu, V. Asuni, M. Medda and Gruppo Ornitologico Sardo (Sardinia).
REFERENCES
ALLAVENA S., ANDREOTTI A., ANGELINI J. & SCOTTI M. (Eds.) 2007. Status e conservazione del Nibbio reale (Milvus milvus) e del Nibbio bruno (Milvus migrans) in Italia e in Europa meridionale. Atti del Convegno. Serra San Quirico (Ancona), 11-12 marzo 2006.
ANGELINI J., TAFERNA A., BULGARINI F. & PANDOLFI M. 2001. Reintroduction of Red kite (Milvus milvus) in Gola della Rossa Regional Parck (Italy) and first radiotracking data of released birds. 4th Eurasian Congress on Raptors, Sevilla, p. 6-7.
BOTA G., MORALES M.B., MAÑOSA S. & CAMPRODON J. 2005. Ecology and conservation of steppe-land birds. Lynx Edicions & Centre Tecnologic Forestal de Catalunya, Barcelona.
BRICHETTI P. & FRACASSO C. 2003. Ornitologia italiana. Vol. 1. Perdisia Editore.
BULGARINI F., CALVARIO E., FRATICELLI F., PETRETTI F. & SARROCCO S., 1998. Libro Rosso degli Animali d’Italia, Vertebrati. WWF Italia, Roma.
CORTONE P., MINGANTI A., PELLEGRINI M., RIGA F., SIGISMONDI A. & ZOCCHI A., 1994. Population Trends of the Red Kite (Milvus milvus) in Italy. In B. V: Meyburg & R. D. Chancellor (Eds) Raptor Conservation Today, Proc. IV World Conf. Bird Prey, Berlin. Pp 29-32.
IAPICHINO C. & MASSA B., 1989. The Birds of Sicily. British Ornithologists'Union. Check-list n°11, London.
DONÁZAR J. A., MARGALIDA A. & CAMPIÓN D. (Eds.) 2009. Vultures, Feeding Stations and Sanitary Legislation: A Conflict and Its Consequences from the Perspective of Conservation Biology. Sociedad de Ciencias Aranzadi. Donostia, Spain. Munibe 29 (suppl.).

Table 1 – Breeding pair estimates and status of Red kite in Italy. Protection of the Central Apennines population (Abruzzi, Molise and Basilicata) is vital for the species’ permanence in Italy.
* possible breeding out of the reintroduction area; ** the increase is apparent and comes from poor estimates in 1993.
*Dipartimento Biologia Animale, Università di Palermo – mausar@unipa.it;
**A.L.T.U.R.A (Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti) –
sigismondi@tin.it; jacopoangelini@libero.it
The Red kite was a very common species in peninsular Italy, Sardinia and Sicily until the middle of XX century (Iapichino & Massa, 1989; Cortone et al., 1994; Brichetti & Fracasso, 2003). Decline began in Tuscany and Latium, with the extinction of regional populations (except for a small nucleus in the Tolfa Mountains) and rapidly spread over the rest of the range in the late ’60s and ’70s. Today the species is listed as endangered in the National Red List (Bulgarini et al., 1998) and the concern about its critical status motivated a recent national conference (Allavena et al., 2007). In occasion of the Montbéliard Symposium we asked the network of ornithologists more involved in Raptor studies and conservation: i) to refresh the estimation of breeding pairs and population trend in the last 15 years; ii) to assess the current regional status according to the IUCN Red List categories; iii) to weigh up the main threats working in the last 15 years, and to forecast regional trends for the next 5 years.
Here we report a review of such enquiry. Italy holds about the 1.5% of the European breeding population, to date: 314 – 426 pairs (Tab. 1). The entire population seems to be stable when compared to previous estimates, but is dispersed in a quite large range along the southern Apennines – the Latium (Tolfa) and Calabria nuclei being unconnected from the bulk of breeding area – and is still present in Sardinia and Sicily. Red kite is mainly concentrated in Basilicata, Abruzzi and Molise (82% of national population) while the other populations are very little and range on average 8-12 pairs.
The expert-based opinions assessed the menaces for the species, giving a standardized threat value, as ranked in Fig. 1. The outbreak of bovine spongiform encephalopathy in 2001 led to sanitary legislation (Regulation ECC/1774/2002) that greatly restricted the use of animal by-products not intended for human consumption. The effects of this policy included removal and destruction of carcasses, as well as closure of rubbish dumps and of artificial feeding points, thus provoking food shortage for Red kite and generally for all European carrion-eater species (Donazar et al., 2009). In addition, the Common Agricultural Policy (CAP), which as been often regarded as the principal culprit for the loss of biodiversity in Europe (Bota et al. 2005), is negatively affecting Red kite in Italy by habitat loss and modification. These latter include the replacement of natural steppe and extensive cereal farmland with intensively-managed agricultural land, urbanisation, construction of roads, infrastructures, etc. Land abandonment is of special concern also, as it is often the other side of the coin of agriculture intensification. The huge increase of wind farms in hilly and remote areas, poisoning, illegal shooting and hunting are other most cited causes of Red kite disappearance (Fig. 1). The threats have been mentioned to be more or less regularly equivalent in every region, although they seem to impact more onto the Calabria and Apulia populations. Actually, the strongest decline was recorded in Sicily where the population passed from 120-150 pairs in the early ‘70s to 3-5 in 2009, and is on the verge of local extinction.
European member states’ obligations and efforts to conserve biodiversity and species in the Annex I of the Birds 79/409/CEE Directive are often contradicted by other policies such as the Energy, Sanitary and the CAP; although amended by a number of dispositions (EEC/322/2003, EEC 830/2005) regulating the use of animal by-products as food for carrion-eater birds, or the agri-environment schemes (EEC/12571999), cross-compliance and modulation (EEC/12591999) implemented on behalf of the Agenda 2000. Within this framework, removal of local threats and ordinary protection of the remaining viable Red kite nuclei are often very difficult to pursue as they are hampered by contrasting local policies and economic interests. Nonetheless, a number of promising concrete actions have been placed and are going on, such as the reintroduction projects in Tuscany (see Ceccolini & Cenerini, this proceeding book) and in the Marche (Angelini et al., 2001) now reinforced by a LIFE+. In Sicily, the Nebrodi Regional Park has financed a preliminary report and is raising funds for a restocking project. Despite the existence of these local projects, we urge a better-integrated national package of practical interventions supporting Red kite and other carrion-eaters.
Acknowledgements. This contribute was made possible by the joint effort of several people: M. Scotti (Marche); M. Pellegrini (Abruzzi); S. Allavena, A. Minganti, M. Panella, A. Zocchi (Latium); L. De Lisio (Molise); M. Fraissinet, D. Mastronardi (Campania); M. Bux, M. Caldarella, N. Cillo, E. Cripezzi, M. Laterza, M. Marrese, V. Rizzi (Apulia and Basilicata); M. Salerno, E. Muscianese, S. Urso, G. Cortone, M. Di Vittorio (Calabria); M. Grussu, V. Asuni, M. Medda and Gruppo Ornitologico Sardo (Sardinia).
REFERENCES
ALLAVENA S., ANDREOTTI A., ANGELINI J. & SCOTTI M. (Eds.) 2007. Status e conservazione del Nibbio reale (Milvus milvus) e del Nibbio bruno (Milvus migrans) in Italia e in Europa meridionale. Atti del Convegno. Serra San Quirico (Ancona), 11-12 marzo 2006.
ANGELINI J., TAFERNA A., BULGARINI F. & PANDOLFI M. 2001. Reintroduction of Red kite (Milvus milvus) in Gola della Rossa Regional Parck (Italy) and first radiotracking data of released birds. 4th Eurasian Congress on Raptors, Sevilla, p. 6-7.
BOTA G., MORALES M.B., MAÑOSA S. & CAMPRODON J. 2005. Ecology and conservation of steppe-land birds. Lynx Edicions & Centre Tecnologic Forestal de Catalunya, Barcelona.
BRICHETTI P. & FRACASSO C. 2003. Ornitologia italiana. Vol. 1. Perdisia Editore.
BULGARINI F., CALVARIO E., FRATICELLI F., PETRETTI F. & SARROCCO S., 1998. Libro Rosso degli Animali d’Italia, Vertebrati. WWF Italia, Roma.
CORTONE P., MINGANTI A., PELLEGRINI M., RIGA F., SIGISMONDI A. & ZOCCHI A., 1994. Population Trends of the Red Kite (Milvus milvus) in Italy. In B. V: Meyburg & R. D. Chancellor (Eds) Raptor Conservation Today, Proc. IV World Conf. Bird Prey, Berlin. Pp 29-32.
IAPICHINO C. & MASSA B., 1989. The Birds of Sicily. British Ornithologists'Union. Check-list n°11, London.
DONÁZAR J. A., MARGALIDA A. & CAMPIÓN D. (Eds.) 2009. Vultures, Feeding Stations and Sanitary Legislation: A Conflict and Its Consequences from the Perspective of Conservation Biology. Sociedad de Ciencias Aranzadi. Donostia, Spain. Munibe 29 (suppl.).

Table 1 – Breeding pair estimates and status of Red kite in Italy. Protection of the Central Apennines population (Abruzzi, Molise and Basilicata) is vital for the species’ permanence in Italy.
* possible breeding out of the reintroduction area; ** the increase is apparent and comes from poor estimates in 1993.
venerdì 26 febbraio 2010
Necrofagi e strade

Stamattina spostandomi lungo la media valle del Bradano in provincia di Matera ad un tratto ho notato in lontananza un movimento di 5 Nibbi reali e 6 cornacchie grigie che insistevano sullo stesso punto a pochi metri dalla strada asfaltata. A mio passaggio, si alzano in volo e si dirigono su alcuni alberi posti in un campo al margine della strada. Mi fermo poco più avanti. Dando un'occhiata in quella zona ho notato che l'elemento che li attirava era la carcassa di una volpe seminascosta tra l'erba, probabilmente investita in precedenza. In questo caso i nibbi e le cornacchie in qualche modo si nutrivano in un punto sicuro, visto che la strada era a qualche metro.
Questa situazione, che si ripete spesso sulle strade italiane e che vale anche per altre specie di rapaci, induce a riflettere sulla necessità di rimuovere quelle carcasse che invece si trovano sulla carreggiata stradale con tutti i rischi per i necrofagi di essere investiti a loro volta soprattutto se in curva. Cosa fare in questi casi? Io, ove possibile, allontano le carcasse e le lascio all'esterno della strada. In tal modo i rapaci possono continuare a nutrirsi ma in zona più sicura.
La foto qui sotto è stata scattata dalla strada quando i nibbi e le cornacchie, appollaiati sull'albero, attendevano il mio allontanamento per continuare il banchetto.
Matteo Visceglia
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