COMUNICATO STAMPA
ALTURA, Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, LIPU-Birdlife Italia, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Stop al Consumo di Territorio, VA
Cartello di Associazioni scrive al Governo
in occasione della Strategia Energetica Nazionale.
“Dirottare risorse dalle rinnovabili elettriche ad altri settori”
Le rinnovabili elettriche, malgrado la decennale speculazione che le ha portate
già oggi al raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020, continuano a godere
di sostegni inaccettabili. Cosi si creeranno ancora scempi territoriali e nuovi danni all’economia italiana e senza combattere seriamente i gas serra.
Fermare il disastro territoriale, ambientale, paesaggistico, finanziario in atto con la corsa all’eolico, dirottare le risorse finanziarie verso più utili politiche di efficienza e risparmio energetico, investire nel rendere meno impattante il settore del trasporto, rivitalizzare ricerca e innovazione, espandere tecnologie amiche dell’ambiente come quelle nel settore del riscaldamento-raffrescamento. Ulteriore, moderata crescita delle rinnovabili elettriche solo con il fotovoltaico sulle superfici edificate o dove sorgono infrastrutture.
E’ la sintesi dell’articolata e argomentata istanza che, ancora una volta dopo anni, un cartello di Associazioni ambientaliste (ALTURA, Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, LIPU-Birdlife Italia, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Stop al Consumo di Territorio, VAS) sottopongono ai vertici di governo per affrontare il “caso” tutto italiano dello sviluppo, distorto, delle rinnovabili.
Nella nota trasmessa ai principali Ministri interessati (Finanze, Sviluppo economico, Ambiente, Beni culturali, Agricoltura, Turismo, Coesione territoriale) oltre al premier Monti, si richiama la preoccupazione per il vilipendio di valori territoriali tutt’ora in atto, a causa di errori disastrosi commessi in questi anni e che, invece di essere affrontato, rischia di essere aggravato senza contropartite.
Nella SEN (Strategia Energetica Nazionale), infatti, la soglia del 26,39% di rinnovabili elettriche programmato al 2020, e già oggi raggiunto, viene improvvisamente elevato al 36-38%.
In realtà un aumento “ingannevole” senza alcuna preventiva valutazione di carattere territoriale, ambientale, paesaggistica ed economica, che paradossalmente nasconde conseguenze negative anche per la stessa lotta ai gas serra.
“Da un lato – spiegano le Associazioni - tale aumento dell’obiettivo delle rinnovabili elettriche senza che sia posto alcun limite alle tecnologie, come l’eolico, determinerà il sacrificio su vasta scala di ulteriori, immensi territori fra i più belli e delicati del nostro Paese, per contribuire al raggiungimento, nel breve tempo di soli otto anni, di un incremento di ulteriori 10-12 punti percentuale di rinnovabile nel comparto elettrico, e per il quale non vi è alcun nuovo obbligo internazionale. Un ennesimo lucroso regalo a chi ha già occupato migliaia e migliaia di ettari con piantagioni eoliche o distese di pannelli fotovoltaici e che, anzi, dovrebbe essere tassato in ragione di rendite sproporzionate.
“Dall’altro – proseguono - un contesto economico e finanziario durissimo, pagato ogni giorno da milioni di italiani in difficoltà. Dovrebbero quindi essere tagliati gli sprechi nel settore e dovrebbero essere favorite politiche che permettano maggiori riduzioni dei gas serra e portino anche vantaggi sociali, come il sostegno ai trasporti pubblici (colpiti invece da tagli di risorse) o agli impianti solari e fotovoltaici sui tetti degli stabili condominiali o delle aziende agricole, con indirette integrazioni al reddito delle famiglie, o, ancora, un imprescindibile sostegno ai nostri ricercatori dirottando una più dignitosa frazione del fiume di incentivi all’innovazione tecnologica di tutto il settore delle rinnovabili.
“Invece con questa Strategia energetica – che, al già abnorme importo di 9 miliardi spesi nel 2011 come incentivi alle rinnovabili elettriche, da quest’anno prevede l’aumento di altri 3,5 miliardi, per un totale di ben 12,5 miliardi di euro all’anno protratti per 20 anni - si predispongono pesanti aggravi di spese a danno di famiglie, consumatori e imprese italiane, perseguendo risultati di contenimento delle emissioni più modesti rispetto alle alternative possibili”.
La stessa SEN afferma che, come percentuale sui consumi totali, il calore (riscaldamento e raffrescamento) “rappresenta la quota più importante, pari a circa il 45% del totale, seguito da quello dei trasporti, con poco più del 30% e infine da quelli elettrici.”
Le Associazioni ricordano che la crescita degli obiettivi di riduzione dei gas serra deve essere perseguita con convinzione ma rispettando la capacità produttiva delle stesse rinnovabili, la sostenibilità ambientale e in relazione alle possibilità offerte dal nostro territorio, che rappresenta un bene limitato, prezioso, irrinunciabile.
Nel campo delle rinnovabili elettriche un’ulteriore crescita è ammissibile, moderatamente, attraverso tecnologie come il fotovoltaico, capaci di integrarsi nei tessuti già urbanizzati o occupati da infrastrutture ma privi di significato storico e architettonico, di cui l’Italia purtroppo abbonda con centinaia di migliaia di ettari.
5 novembre 2012
Per le associazioni:
Ufficio stampa LIPU
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martedì 6 novembre 2012
giovedì 4 agosto 2011
Avviso
E’ nato su Facebook il Sito del Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, come potete vedere cliccando qui.
In pochi giorni ha raggiunto 2000 iscritti. Mi sembra una notizia interessante e degna di nota. Oggi ne ha parlato in termini positivi anche “Il Centro” il quotidiano più letto in Abruzzo.
Stefano Allavena
In pochi giorni ha raggiunto 2000 iscritti. Mi sembra una notizia interessante e degna di nota. Oggi ne ha parlato in termini positivi anche “Il Centro” il quotidiano più letto in Abruzzo.
Stefano Allavena
giovedì 2 giugno 2011
NUCLEARE IN ITALIA: PERCHE’ VOTARE SI AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011
La tragedia giapponese riapre il dibattito politico sull’utilità del
nucleare in Italia. L’energia nucleare non convince noi e milioni
di italiani, questo il motivo per cui il nostro Governo tenta di
eludere il referendum di Giugno.
Altura Campania, l’associazione che nella nostra regione
protegge gli uccelli rapaci e i loro biotopi, spiega i suoi motivi
invitando gli elettori e le elettrici ad andare a votare in massa il
12 e 13 giugno barrando il si sulla scheda grigia.
Le centrali nucleari non saranno mai sicure.
I 14 incidenti più gravi (fino al 7° livello della scala INES)
nella storia dell’energia nucleare sul pianeta, tra cui i più noti
sono Three Mile Island, 1979 (USA), Chernobyl 1986 (URSS),
Goiania, 1987 (Brasile) e Fukushima, 2011 (Giappone) hanno
confermato drammaticamente la pericolosità di questa fonte
energetica.
Oggi le aree contaminate dalle radiazioni sono spopolate e
resteranno tali per millenni (almeno 25.000 anni per colpa del
plutonio). Linfomi e leucemie, come invisibili untori,
continueranno a uccidere i figli degli scampati per numerose
generazioni.
Il problema dello smaltimento di scorie radioattive non è stato
risolto. Le scorie radioattive rimangono pericolose per secoli e
non esiste ancora un sistema per gestirle in sicurezza, dove si
era pensato di realizzare il sito unico nazionale di stoccaggio
italiano? Ma nel Mezzogiorno ovviamente, a Scanzano in
Lucania.
Il nucleare genera meno occupazione delle fonti rinnovabili. Le
ricerche e le applicazioni europee per le fonti rinnovabili, fino al
2020, sono più produttive del 300% rispetto al piano nucleare
che ENEL vorrebbe attuare in Italia. I potenziali nuovi posti di
lavoro che creerebbe l’energia alternativa nel nostro paese sono
almeno 200.000, contro i 30 o 40 mila del nucleare.
Il nucleare è costoso. Il dipartimento USA dell’energia informa
che un reattore EPR costa, in media, 7,5 miliardi di euro, cifra
superiore ai 4,5 miliardi calcolati dall’ENEL. Nessuno aggiunge
i costi per lo smaltimento delle scorie e eventuali
smantellamenti per bonifiche e ristrutturazioni degli impianti,
questi sono a carico dell’ente pubblico quindi ricavati dalle tasse dei cittadini.
Nel 2020 le fonti rinnovabili e un’oculata politica di efficienza
energetica, saranno in grado di produrre 150 miliardi di
kilowattora, ben oltre l’obiettivo dell’Enel col suo piano
nucleare, riducendo fin da subito le emissioni di CO2 di oltre la
metà rispetto al recente passato.
Il nucleare come scelta, non risolverebbe i problemi del clima.
Le centrali nucleari saranno completate dopo il 2020, ma la
riduzione dei gas serra non ammette ritardi. Investire sul
nucleare sottrae risorse alla ricerca sulle fonti rinnovabili.
L’atomo non ci renderebbe energeticamente indipendenti. Si
continuerebbe a importare petrolio e inoltre dipenderemmo dall’
estero, importando Uranio e tecnologie, visto che il brevetto del
Reattore EPR è francese. I cugini d’oltralpe, leader europei nella
detenzione di centrali nucleari, hanno un consumo medio di
petrolio tra i più alti del Vecchio Continente.
Il nucleare non rappresenta una illimitata risorsa energetica.
L’Uranio esaurisce infatti la sua funzione di propellente in non
più di mezzo secolo. E’ scientificamente provato che in nuove
centrali, non ancora a pieno regime, l’esaurimento dell’Uranio si
accelererebbe di gran lunga rispetto a Centrali già funzionanti da
tempo.
Gli italiani che diranno SI all’abolizione della legge che
reintroduce lo sviluppo nucleare in Italia con la scelta referendaria,
che furbescamente il Governo tenta in extremis di
bypassare col decreto Omnibus, sono la stragrande maggioranza
della popolazione. I sondaggi ci dicono che la maggior parte di
noi non vuole che una centrale nucleare sorga nella propria
Nazione e nella propria Regione.
Anche le centrali più lontane non diminuiscono i rischi dei
paesi che non adottano il nucleare; è vero che l’Italia è
circondata da nazioni che hanno impianti nucleari, ma è
dimostrato che in caso di incidenti le mutazioni genetiche negli
esseri umani e in tutte le specie di animali e piante sono
significativamente alte nel raggio di pochi kilometri dal luogo
dell’incidente, mentre diminuiscono drasticamente
allontanandosi centinaia di km.
La prospettata centrale nucleare alla Foce del fiume Sele,
costringerebbe ad evacuare città come Napoli, Salerno e l’intera
sua Provincia, considerando che questa è anche un’area ad alto
rischio sismico, pensiamoci tutti molto bene.
Felice Turturiello
nucleare in Italia. L’energia nucleare non convince noi e milioni
di italiani, questo il motivo per cui il nostro Governo tenta di
eludere il referendum di Giugno.
Altura Campania, l’associazione che nella nostra regione
protegge gli uccelli rapaci e i loro biotopi, spiega i suoi motivi
invitando gli elettori e le elettrici ad andare a votare in massa il
12 e 13 giugno barrando il si sulla scheda grigia.
Le centrali nucleari non saranno mai sicure.
I 14 incidenti più gravi (fino al 7° livello della scala INES)
nella storia dell’energia nucleare sul pianeta, tra cui i più noti
sono Three Mile Island, 1979 (USA), Chernobyl 1986 (URSS),
Goiania, 1987 (Brasile) e Fukushima, 2011 (Giappone) hanno
confermato drammaticamente la pericolosità di questa fonte
energetica.
Oggi le aree contaminate dalle radiazioni sono spopolate e
resteranno tali per millenni (almeno 25.000 anni per colpa del
plutonio). Linfomi e leucemie, come invisibili untori,
continueranno a uccidere i figli degli scampati per numerose
generazioni.
Il problema dello smaltimento di scorie radioattive non è stato
risolto. Le scorie radioattive rimangono pericolose per secoli e
non esiste ancora un sistema per gestirle in sicurezza, dove si
era pensato di realizzare il sito unico nazionale di stoccaggio
italiano? Ma nel Mezzogiorno ovviamente, a Scanzano in
Lucania.
Il nucleare genera meno occupazione delle fonti rinnovabili. Le
ricerche e le applicazioni europee per le fonti rinnovabili, fino al
2020, sono più produttive del 300% rispetto al piano nucleare
che ENEL vorrebbe attuare in Italia. I potenziali nuovi posti di
lavoro che creerebbe l’energia alternativa nel nostro paese sono
almeno 200.000, contro i 30 o 40 mila del nucleare.
Il nucleare è costoso. Il dipartimento USA dell’energia informa
che un reattore EPR costa, in media, 7,5 miliardi di euro, cifra
superiore ai 4,5 miliardi calcolati dall’ENEL. Nessuno aggiunge
i costi per lo smaltimento delle scorie e eventuali
smantellamenti per bonifiche e ristrutturazioni degli impianti,
questi sono a carico dell’ente pubblico quindi ricavati dalle tasse dei cittadini.
Nel 2020 le fonti rinnovabili e un’oculata politica di efficienza
energetica, saranno in grado di produrre 150 miliardi di
kilowattora, ben oltre l’obiettivo dell’Enel col suo piano
nucleare, riducendo fin da subito le emissioni di CO2 di oltre la
metà rispetto al recente passato.
Il nucleare come scelta, non risolverebbe i problemi del clima.
Le centrali nucleari saranno completate dopo il 2020, ma la
riduzione dei gas serra non ammette ritardi. Investire sul
nucleare sottrae risorse alla ricerca sulle fonti rinnovabili.
L’atomo non ci renderebbe energeticamente indipendenti. Si
continuerebbe a importare petrolio e inoltre dipenderemmo dall’
estero, importando Uranio e tecnologie, visto che il brevetto del
Reattore EPR è francese. I cugini d’oltralpe, leader europei nella
detenzione di centrali nucleari, hanno un consumo medio di
petrolio tra i più alti del Vecchio Continente.
Il nucleare non rappresenta una illimitata risorsa energetica.
L’Uranio esaurisce infatti la sua funzione di propellente in non
più di mezzo secolo. E’ scientificamente provato che in nuove
centrali, non ancora a pieno regime, l’esaurimento dell’Uranio si
accelererebbe di gran lunga rispetto a Centrali già funzionanti da
tempo.
Gli italiani che diranno SI all’abolizione della legge che
reintroduce lo sviluppo nucleare in Italia con la scelta referendaria,
che furbescamente il Governo tenta in extremis di
bypassare col decreto Omnibus, sono la stragrande maggioranza
della popolazione. I sondaggi ci dicono che la maggior parte di
noi non vuole che una centrale nucleare sorga nella propria
Nazione e nella propria Regione.
Anche le centrali più lontane non diminuiscono i rischi dei
paesi che non adottano il nucleare; è vero che l’Italia è
circondata da nazioni che hanno impianti nucleari, ma è
dimostrato che in caso di incidenti le mutazioni genetiche negli
esseri umani e in tutte le specie di animali e piante sono
significativamente alte nel raggio di pochi kilometri dal luogo
dell’incidente, mentre diminuiscono drasticamente
allontanandosi centinaia di km.
La prospettata centrale nucleare alla Foce del fiume Sele,
costringerebbe ad evacuare città come Napoli, Salerno e l’intera
sua Provincia, considerando che questa è anche un’area ad alto
rischio sismico, pensiamoci tutti molto bene.
Felice Turturiello
venerdì 10 dicembre 2010
A proposito di Linee Guida sulle energie rinnovabili
Il DM 10.09.2010 (Linee Guida nazionali in materia di rinnovabili) prevede espressamente disposizioni transitorie (parte V, punto 18.5), di ESTREMA importanza.
Esse prescrivono imperativamente che le nuove regole
- introdotte dalle stesse LG nazionali (irrilevanti in tema di aree interdette, perchè rimandano alle regioni)
- oppure introdotte dai nuovi provvedimenti attuativi, ove emanati (!) dalle Regioni
condizionano tutti i progetti che non abbiano ancora concluso il procedimento autorizzativo e in particolare quelli che non abbiano ancora ottenuto:
1) TUTTI "i pareri ambientali prescritti" (es. parere di verifica ambientale, nulla osta x vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, attestazione di compatibilità paesaggistica ai sensi dei piani regionali, ecc). Non hanno rilievo altri pareri non ambientali (nulla osta dell'aereonautica, parere ASL, ecc) normalmente raccolti nelle conferenze di servizio.
OLTRE a
2) la soluzione di connessione elettrica (di cui al punto 13.1, lett. F, parte III) certificata e prescritta dal gestore della rete
Il 1° gennaio rappresenta la data in cui assumono vigore le nuove disposizioni (regionali, se emanate, o nazionali, al netto di eventuali vecchi provvedimenti regionali ove compatibili con quello nazionale) e quindi data in cui diventano vigenti anche quelle transitorie per i progetti di cui sopra.
Le REGIONI dovrebbero URGENTEMENTE approvare un atto di Giunta (se necessario con il parere della commissione ambiente del consiglio regionale), ALMENO per sancire (motivandole) le aree interdette ai sensi delle disposizioni di cui sopra !!!!
Solo cosi MIGLIAIA (!) di progetti eolici o fotovoltaici (e non solo) IN ISTRUTTORIA AVANZATA che stanno (ulteriormente) per ipotecare centinaia di migliaia di ettari di territorio possono essere scremati evitando, quanto meno, l'ulteriore compromissione delle aree contemplate da pregi che ora potrebbero essere fatti valere.
ESEMPIO
Procedimento in atto per un mega progetto ricadente in area protetta e/o in SIC e/o in area gravata da vincolo paesaggistico o in presenza di visuali di pregio piuttosto che a ridosso di nidificazione di Aquila reale, o quello che vi pare.... :
E' sufficiente che il procedimento non abbia ancora conseguito uno solo tra i pareri ambientali necessari (a seconda della vincolistica) e la soluzione di connessione elettrica, affinchè le nuove regole che prevedessero l'interdizione in quella tipologia di situazione ambientale UCCIDANO (retroattivamente) il procedimento (rendendo retroattivamente inutile tutti i pareri conseguiti fino a quel momento) !
CONCLUSIONI: Fare pressing sulle Regioni !
Le regioni ovviamente cercheranno di non prevedere questa "retroattività" indigesta x le società, come sta accadendo in Emilia Romagna !
Enzo Cripezzi
Esse prescrivono imperativamente che le nuove regole
- introdotte dalle stesse LG nazionali (irrilevanti in tema di aree interdette, perchè rimandano alle regioni)
- oppure introdotte dai nuovi provvedimenti attuativi, ove emanati (!) dalle Regioni
condizionano tutti i progetti che non abbiano ancora concluso il procedimento autorizzativo e in particolare quelli che non abbiano ancora ottenuto:
1) TUTTI "i pareri ambientali prescritti" (es. parere di verifica ambientale, nulla osta x vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, attestazione di compatibilità paesaggistica ai sensi dei piani regionali, ecc). Non hanno rilievo altri pareri non ambientali (nulla osta dell'aereonautica, parere ASL, ecc) normalmente raccolti nelle conferenze di servizio.
OLTRE a
2) la soluzione di connessione elettrica (di cui al punto 13.1, lett. F, parte III) certificata e prescritta dal gestore della rete
Il 1° gennaio rappresenta la data in cui assumono vigore le nuove disposizioni (regionali, se emanate, o nazionali, al netto di eventuali vecchi provvedimenti regionali ove compatibili con quello nazionale) e quindi data in cui diventano vigenti anche quelle transitorie per i progetti di cui sopra.
Le REGIONI dovrebbero URGENTEMENTE approvare un atto di Giunta (se necessario con il parere della commissione ambiente del consiglio regionale), ALMENO per sancire (motivandole) le aree interdette ai sensi delle disposizioni di cui sopra !!!!
Solo cosi MIGLIAIA (!) di progetti eolici o fotovoltaici (e non solo) IN ISTRUTTORIA AVANZATA che stanno (ulteriormente) per ipotecare centinaia di migliaia di ettari di territorio possono essere scremati evitando, quanto meno, l'ulteriore compromissione delle aree contemplate da pregi che ora potrebbero essere fatti valere.
ESEMPIO
Procedimento in atto per un mega progetto ricadente in area protetta e/o in SIC e/o in area gravata da vincolo paesaggistico o in presenza di visuali di pregio piuttosto che a ridosso di nidificazione di Aquila reale, o quello che vi pare.... :
E' sufficiente che il procedimento non abbia ancora conseguito uno solo tra i pareri ambientali necessari (a seconda della vincolistica) e la soluzione di connessione elettrica, affinchè le nuove regole che prevedessero l'interdizione in quella tipologia di situazione ambientale UCCIDANO (retroattivamente) il procedimento (rendendo retroattivamente inutile tutti i pareri conseguiti fino a quel momento) !
CONCLUSIONI: Fare pressing sulle Regioni !
Le regioni ovviamente cercheranno di non prevedere questa "retroattività" indigesta x le società, come sta accadendo in Emilia Romagna !
Enzo Cripezzi
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