Denunciato l'uomo che li deteneva illegalmente. Gli esemplari, in attesa della libertà, sono stati affidati a un Centro Recupero Fauna del molisano
Campobasso, 21 novembre 2011 - Due gheppi tenuti in gabbia in un appartamento, nel comune di Guglionesi, sono stati sequestrati dagli agenti del Comando Stazione Forestale di Petacciato Scalo nell'ambito di controlli antibracconaggio svolti sul territorio molisano.
I due falconidi, dei quali è vietata la detenzione in cattività, sono apparsi denutriti e con dei problemi all'apparato alare.
Per il proprietario è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Larino (CB). I rapaci invece, un esemplare maschio e l'altro femmina entrambi di pochi mesi, sono stati portati presso la sede del Comando Provinciale di Campobasso del Corpo forestale dello Stato. Qui hanno ricevuto le prime cure; poi sono stati trasferiti, previa autorizzazione dell'Amministrazione Provinciale di Campobasso, nel Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU di Casacalenda (CB).
I due gheppi, appena saranno in condizione di volare, verranno reintrodotti nell'ambiente naturale.
Il gheppio comune (Falco tinninculus), specie protetta dalla normativa nazionale ed internazionale, appartiene alla famiglia dei Falconidae, nidifica e vive nelle zone boschive, ma si trova anche in città dove a volte sosta sui tetti degli edifici più alti, su rami o cespugli, sui muri delle case, sui pali oppure sui cavi del telegrafo, punti strategici da cui si lancia in picchiata sulle prede, costituite perlopiù da insetti, lombrichi, piccoli uccelli o roditori.
Il ritrovamento e il soccorso dei due falconidi non costituisce un episodio isolato. Il territorio della provincia di Campobasso, infatti, è popolato da diversi esemplari di rapaci e capita con una certa frequenza di ospitare temporaneamente nelle strutture della Forestale esemplari feriti o in difficoltà.
Fonte: http://www3.corpoforestale.it Comunicato del 21/11/2011
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domenica 27 novembre 2011
giovedì 29 settembre 2011
Due falchi in gabbia nel cortile di casa
Denunciato contadino di Villacidro rischia condanna a otto mesi
28 settembre, 14:45
(ANSA) - CAGLIARI, 28 SET - Si e' giustificato dicendo di averli trovati in campagna fin da piccoli e di averli messi subito in gabbia, ma quei due falchi di media taglia sono esemplari di una specie protetta che non avrebbe potuto far crescere in cattivita' senza una regolare autorizzazione. Per questo un contadino di 47 anni di Villacidro e' stato denunciato per detenzione illegale di animali selvatici. Rischia una condanna da due a otto mesi e un'ammenda da 700 a 2.000 euro. I falchi sono stati affidati al Centro recupero ed allevamento faunistico dell'Ente Foreste e poi verranno liberati.(ANSA).
28 settembre, 14:45
(ANSA) - CAGLIARI, 28 SET - Si e' giustificato dicendo di averli trovati in campagna fin da piccoli e di averli messi subito in gabbia, ma quei due falchi di media taglia sono esemplari di una specie protetta che non avrebbe potuto far crescere in cattivita' senza una regolare autorizzazione. Per questo un contadino di 47 anni di Villacidro e' stato denunciato per detenzione illegale di animali selvatici. Rischia una condanna da due a otto mesi e un'ammenda da 700 a 2.000 euro. I falchi sono stati affidati al Centro recupero ed allevamento faunistico dell'Ente Foreste e poi verranno liberati.(ANSA).
lunedì 30 maggio 2011
Pubblicato volume sull'Aquila reale
Pubblicato libro di Fabio Borlenghi
L'Aquila reale: biologia, status e conservazione.
Questa pubblicazione è rivolta principalmente agli amanti della Natura che intendono conoscere la "regina dei cieli": una delle specie più spettacolari che dominano i grandi spazi aerei e di cui l'Uomo è da sempre affascinato. Il testo è volutamente semplice ma rigorosamente scientifico, avulso da toni accademici; i brevi racconti all'inizio di ogni capitolo, ricavati dal diario di campo dell'Autore, integrano i contenuti con la descrizione di episodi realmente accaduti e rendono ancor più piacevole la lettura. Particolare cura è stata profusa all'iconografia, in ossequio all'immagine di bellezza in natura dell'Aquila reale, sia con illustrazioni originali, sia con gli scatti di alcune delle firme più prestigiose della fotografia naturalistica italiana.
Fabio Borlenghi è un naturalista autodidatta, esperto della biologia degli uccelli rapaci. Da oltre venticinque anni studia le aquile reali dell'Appennino e delle isole, in particolare la popolazione dell'Italia centrale, attraverso un'intensa e sistematica attività di ricerca di campo; da ciò scaturisce la profonda conoscenza, oltre che un amore sconfinato per la specie. È tra i fondatori di ALTURA, associazione nazionale che si occupa di protezione e conservazione dei rapaci e dei loro ambienti. Ha pubblicato diversi lavori scientifici sulla biologia dell' Aquila reale e di altri rapaci italiani. Da alcuni anni si batte con forza per la salvaguardia degli habitat montani e dei paesaggi naturali aggrediti da ogni sorta di speculazione, in particolare dall'avvento selvaggio di "Parchi eolici".
L'Aquila reale: biologia, status e conservazione.
Questa pubblicazione è rivolta principalmente agli amanti della Natura che intendono conoscere la "regina dei cieli": una delle specie più spettacolari che dominano i grandi spazi aerei e di cui l'Uomo è da sempre affascinato. Il testo è volutamente semplice ma rigorosamente scientifico, avulso da toni accademici; i brevi racconti all'inizio di ogni capitolo, ricavati dal diario di campo dell'Autore, integrano i contenuti con la descrizione di episodi realmente accaduti e rendono ancor più piacevole la lettura. Particolare cura è stata profusa all'iconografia, in ossequio all'immagine di bellezza in natura dell'Aquila reale, sia con illustrazioni originali, sia con gli scatti di alcune delle firme più prestigiose della fotografia naturalistica italiana.
Fabio Borlenghi è un naturalista autodidatta, esperto della biologia degli uccelli rapaci. Da oltre venticinque anni studia le aquile reali dell'Appennino e delle isole, in particolare la popolazione dell'Italia centrale, attraverso un'intensa e sistematica attività di ricerca di campo; da ciò scaturisce la profonda conoscenza, oltre che un amore sconfinato per la specie. È tra i fondatori di ALTURA, associazione nazionale che si occupa di protezione e conservazione dei rapaci e dei loro ambienti. Ha pubblicato diversi lavori scientifici sulla biologia dell' Aquila reale e di altri rapaci italiani. Da alcuni anni si batte con forza per la salvaguardia degli habitat montani e dei paesaggi naturali aggrediti da ogni sorta di speculazione, in particolare dall'avvento selvaggio di "Parchi eolici".
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lunedì 9 maggio 2011
Il volo dei rapaci nello Stretto. Denunciati quattro bracconieri
Il volo dei rapaci nello Stretto Denunciati quattro bracconieri La Forestale li ha sorpresi a Mortelle: hanno tentato la fuga in mare
Ventottomila rapaci di passaggio nell'ultimo mese, ben 23 mila in soli 12 giorni, dal 25 aprile al 6 maggio, giornata che passerà alla storia con il censimento di ben ottomila falchi pecchiaioli nei cieli dello Stretto. Sono numeri straordinari ai quali se ne contrappongono altri, fortunatamente inferiori, ma che purtroppo riflettono il persistere di un fenomeno odioso quale il bracconaggio. Andiamo con ordine.
Gli eccezionali eventi di questi giorni di primavera sono stati documentati dai volontari che stanno prendendo parte al Campo internazionale "per lo studio e la protezione dei rapaci e delle cicogne in migrazione nello Stretto di Messina", promosso dall'Associazione mediterranea per la Natura in collaborazione con il Wwf Italia e la Nabu. «Lo spettacolo della migrazione – sottolineano i responsabili delle tre associazioni ambientaliste, Anna Giordano, Deborah Ricciardi e Cristoph Hein – non finisce mai di stupire le decine di persone che giungono da molti Paesi europei (Irlanda, Danimarca, Inghilterra, Germania) e dall'America, per ammirare sullo Stretto specie difficilmente osservabili altrove. Finora sono state osservate ben 24 specie diverse di rapaci (su 38 censite dal 1984), alcune delle quali molto rare (capovaccaio, aquila anatraia minore), altre minacciate a livello globale per la loro elevatissima vulnerabilità e osservabili solo lungo questa rotta migratoria (albanella pallida, grillaio) e ancora lo splendido falco cuculo, il falco di palude minacciato ormai ovunque per la rarefazione delle zone umide e l'albanella minore. Ad oggi sono ben 327 le specie censite nel territorio dello Stretto, importantissima rotta migratoria per gli uccelli che svernano in Africa e tornano in primavera in Europa per riprodursi».
Il Campo è nato come attività di studio e di protezione dei rapaci dagli attacchi delle doppiette in azione nonostante i periodi di chiusura della caccia. Il bracconaggio sui Peloritani è andato riducendosi nelle sue dimensioni, ma è un fenomeno che continua a preoccupare. E proprio la notte del 6 maggio, gli uomini del Corpo forestale con il coordinamento dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Messina, a Torre Faro, quasi in prossimità dell'Istituto Marino di Mortelle, hanno sorpreso quattro bracconieri: R.L., 38 anni, D.G., 56 anni, D.N., 21 anni, e S.D., 56 anni, tutti residenti a Messina. I quattro esercitavano l'uccellagione con l'aiuto di reti e richiami elettromeccanici, per catturare quaglie in fase di migrazione. Alla vista degli uomini della Forestale hanno tentato la fuga addirittura a nuoto, ma sono stati fermati. Sotto sequestro l'intera attrezzatura utilizzata: un richiamo acustico elettromeccanico formato da una batteria e da un altoparlante, due reti, quattro profilati tubolari. C'erano anche cinque povere quaglie morte. I bracconieri sono stati denunciati a piede libero.(l.d.)
Fonte: Gazzetta del Sud Online 9 maggio 2011
Ventottomila rapaci di passaggio nell'ultimo mese, ben 23 mila in soli 12 giorni, dal 25 aprile al 6 maggio, giornata che passerà alla storia con il censimento di ben ottomila falchi pecchiaioli nei cieli dello Stretto. Sono numeri straordinari ai quali se ne contrappongono altri, fortunatamente inferiori, ma che purtroppo riflettono il persistere di un fenomeno odioso quale il bracconaggio. Andiamo con ordine.
Gli eccezionali eventi di questi giorni di primavera sono stati documentati dai volontari che stanno prendendo parte al Campo internazionale "per lo studio e la protezione dei rapaci e delle cicogne in migrazione nello Stretto di Messina", promosso dall'Associazione mediterranea per la Natura in collaborazione con il Wwf Italia e la Nabu. «Lo spettacolo della migrazione – sottolineano i responsabili delle tre associazioni ambientaliste, Anna Giordano, Deborah Ricciardi e Cristoph Hein – non finisce mai di stupire le decine di persone che giungono da molti Paesi europei (Irlanda, Danimarca, Inghilterra, Germania) e dall'America, per ammirare sullo Stretto specie difficilmente osservabili altrove. Finora sono state osservate ben 24 specie diverse di rapaci (su 38 censite dal 1984), alcune delle quali molto rare (capovaccaio, aquila anatraia minore), altre minacciate a livello globale per la loro elevatissima vulnerabilità e osservabili solo lungo questa rotta migratoria (albanella pallida, grillaio) e ancora lo splendido falco cuculo, il falco di palude minacciato ormai ovunque per la rarefazione delle zone umide e l'albanella minore. Ad oggi sono ben 327 le specie censite nel territorio dello Stretto, importantissima rotta migratoria per gli uccelli che svernano in Africa e tornano in primavera in Europa per riprodursi».
Il Campo è nato come attività di studio e di protezione dei rapaci dagli attacchi delle doppiette in azione nonostante i periodi di chiusura della caccia. Il bracconaggio sui Peloritani è andato riducendosi nelle sue dimensioni, ma è un fenomeno che continua a preoccupare. E proprio la notte del 6 maggio, gli uomini del Corpo forestale con il coordinamento dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Messina, a Torre Faro, quasi in prossimità dell'Istituto Marino di Mortelle, hanno sorpreso quattro bracconieri: R.L., 38 anni, D.G., 56 anni, D.N., 21 anni, e S.D., 56 anni, tutti residenti a Messina. I quattro esercitavano l'uccellagione con l'aiuto di reti e richiami elettromeccanici, per catturare quaglie in fase di migrazione. Alla vista degli uomini della Forestale hanno tentato la fuga addirittura a nuoto, ma sono stati fermati. Sotto sequestro l'intera attrezzatura utilizzata: un richiamo acustico elettromeccanico formato da una batteria e da un altoparlante, due reti, quattro profilati tubolari. C'erano anche cinque povere quaglie morte. I bracconieri sono stati denunciati a piede libero.(l.d.)
Fonte: Gazzetta del Sud Online 9 maggio 2011
venerdì 26 novembre 2010
Girano le pale: Report 28 novembre 2010 RAI 3

Nel 2020 l'Italia dovrà avere il 17% dei propri consumi elettrici da fonte rinnovabile e questo perché dobbiamo abbassare le emissioni che alterano il clima. Lo prevede il Protocollo di Kyoto ma soprattutto gli accordi vincolanti decisi dai Paesi europei. Per questo l'Italia da anni sta finanziando lo sviluppo dell'energia pulita e non abbiamo badato a spese. I nostri sono gli incentivi più alti del mondo: nel 2010 raggiungono quota 3 miliardi e 200 milioni. E possiamo considerarci un «laboratorio», visto che le possibili forme di incentivazione le abbiamo sperimentate tutte, dal feed-in premium del fotovoltaico al Certificato Verde dell'eolico.
E la corsa continua grazie anche al fatto che non abbiamo ancora un piano energetico nazionale.
Terna, la società semipubblica responsabile della trasmissione di energia sulla rete, ha ricevuto un numero impressionante di richieste di allacciamento per nuovi impianti rinnovabili: ci sono 120 mila Mw pronti ad essere autorizzati quando in Italia il picco di potenza richiesta è meno della metà.
Insomma anche se siamo partiti in ritardo rispetto agli altri Paesi abbiamo bruciato le tappe: nel fotovoltaico l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, per potenza installata. E nell'eolico pur avendo un territorio limitato e ricoperto dai vincoli, siamo diventati i sesti produttori al mondo.
Ci guadagnano le multinazionali ma anche le piccole società di sviluppatori. Siamo stati in Calabria, la Regione che più di ogni altra negli ultimi anni ha aumentato la sua potenza eolica. E ci siamo chiesti se è veramente questa l'industria del vento che dovevamo sviluppare visto che stiamo investendo risorse miliardarie e che le stiamo pagando con la nostra bolletta, che è la più cara del continente.
Fonte: Report
Qui la registrazione della puntata
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-05a5d86a-58f9-45bb-b2eb-3213acadc8b5.html
giovedì 25 novembre 2010
SpeziaPolis: Legambiente, ecodem, PD: onlus, holding...?
SpeziaPolis: Legambiente, ecodem, PD: onlus, holding...?: "Legambiente dicevamo, qui. Spesso solo con riferimento a singoli soggetti che, tuttavia, ricorrono nei consigli direttivi e di amministrazio..."
martedì 26 ottobre 2010
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