Nel video qui sotto 2 capovaccai si nutrono presso un carnaio in
Basilicata sostenuto grazie
all'associazione ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei
loro Ambienti) e al CRAS provinciale di Matera. Le riprese sono state
effettuate nella metà di aprile da
circa 1200 metri di distanza in digiscoping allo scopo di non arrecare
alcun disturbo agli animali in un periodo particolarmente delicato come
quello che precede la riproduzione.
Questi esemplari sono tra gli
ultimi che sopravvivono anche grazie al supporto alimentare fornito. In
Italia restano ormai non più di cinque o sei coppie nidificanti, tutte
drammaticamente avviate verso l'estinzione. Ormai non c'è più tempo da
perdere, occorre fare ogni sforzo per impedire che ciò avvenga.
Il
CRAS provinciale di Matera non ha al momento alcun finanziamento
destinato al capovaccaio e a tutte le proprie attività di salvaguardia e
recupero delle specie protette.
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sabato 2 giugno 2012
giovedì 23 dicembre 2010
Novità dall'Europa per i carnai per rapaci
Con la decisione CE 780-2010 del 16 dicembre 2010, pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 17 dic 2010, viene ampliato il numero delle specie per le quali, in Italia e in altri paesi europei, è possibile utilizzare carcasse di animali per il rifornimento dei carnai destinati a rapaci necrofagi a rischio di estinzione.
Con questa decisione sarà finalmente possibile realizzare e gestire punti di alimentazione regolarmente autorizzati dalle autorità competenti.
A contribuire a questo risultato sono stati vari soggetti operanti all'interno di LIPU e ALTURA, oltre a veterinari ed esperti in materia di sanità animale, che a diverso titolo hanno fatto in modo che la Commissione Europea riconoscesse quanto da anni chiedevano coloro che hanno a cuore le sorti dei rapaci necrofagi presenti in Italia.
Questo documento segue l'approvazione delle norme di implementazione del Regolamento n. 1069/2009 della CE sui sottoprodotti di origine animale.
Ora tutti noi che ci occupiamo della tutela e conservazione degli avvoltoi e degli altri uccelli necrofagi, ci auguriamo che si riesca, nelle varie regioni italiane, a rendere operativi i carnai esistenti oltre ad alcuni non più attivi o in attesa di autorizzazione.
Con questa decisione sarà finalmente possibile realizzare e gestire punti di alimentazione regolarmente autorizzati dalle autorità competenti.
A contribuire a questo risultato sono stati vari soggetti operanti all'interno di LIPU e ALTURA, oltre a veterinari ed esperti in materia di sanità animale, che a diverso titolo hanno fatto in modo che la Commissione Europea riconoscesse quanto da anni chiedevano coloro che hanno a cuore le sorti dei rapaci necrofagi presenti in Italia.
Questo documento segue l'approvazione delle norme di implementazione del Regolamento n. 1069/2009 della CE sui sottoprodotti di origine animale.
Ora tutti noi che ci occupiamo della tutela e conservazione degli avvoltoi e degli altri uccelli necrofagi, ci auguriamo che si riesca, nelle varie regioni italiane, a rendere operativi i carnai esistenti oltre ad alcuni non più attivi o in attesa di autorizzazione.
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