venerdì 18 febbraio 2011

Seconda edizione di "Rapaci oltre i confini"

ALTURA in collaborazione con la Riserva Montagne della Duchessa, il Parco Regionale Sirente Velino ed il Gruppo Naturalisti Rosciolo organizza la seconda edizione di "Rapaci oltre i confini", la giornata di monitoraggio e studio dell'Aquila Reale e rapaci nel comprensorio Valle di Malito, Valle Ruella, Duchessa, Velino, Val d'Arano.

Obiettivo della giornata di monitoraggio sarà definire quanto più possibile gli spostamenti delle coppie di aquila reale nel comprensorio in esame (Monti della Duchessa – Valle di Malito – Monte Fratta – Maglia Cupa – Valle del Rio Torto – Valle Ruella – Val di Teve – Monte Velino – Valle Majelama – Piani di Pezza – Val d’Arano) ed al tempo stesso acquisire il maggior numero di dati riguardo la presenza di rapaci e in generale delle specie inserite nell’allegato I della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”.

In particolare, dal punto di vista avifaunistico l’area di studio (Alto Cicolano - Duchessa), si è dimostrata estremamente interessante, oltre che per l’Aquila reale (Aquila crysaetus), per la presenza del Grifone (Gyps fulvus), Coturnice (Alectoris greca), Lanario (Falco biarmicus), Pellegrino (Falco peregrinus), Tottavilla (Lullula arborea), Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) e del Picchio dorsobianco (Picoides leocotus).

La data sarà quella di domenica 6 marzo con osservazione dalle postazioni dalle 10.00 alle 15.00.

La sera prima, a Borgorose, si terrà una breve proiezione dal titolo “Le montagne dell’aquila reale: un omaggio alla natura appenninica” a cura del fotografo naturalista Bruno D’Amicis, presso la Sala Consiliare del Comune di Borgorose con orario 18.30 – 19.30.

Per chi vuole c'è la possibilità di pernottare ( a seconda della postazione assegnata) a Cartore (solo pernotto 20 €) o al Casale Calabrese a Castiglione (mezza pensione 35 €) per essere già sul posto la mattina successiva.

In caso di condizioni metereologiche sfavorevoli (nebbia, pioggia o neve) si valuterà la possibilità di spostare la giornata di monitoraggio al giorno 12 marzo.

La prima edizione di “Rapaci oltre i confini” si era svolta nel marzo 2010 ed alla quale avevano partecipato esperti ornitologi della SROPU (Stazione Romana per l'Osservazione e Protezione Uccelli), del Gruppo Snowfinch (Gruppo osservazione del Friguello Alpino), di EBN Italia (sito amatoriale del birdwatching italiano) oltre ad appassionati e fotografi naturalisti, coprendo una superficie di circa 9000 ettari con 12 postazioni diverse.



Vi aspetto, contattatemi al più presto.


Daniele Valfrè
Responsabile ALTURA per la Regione Abruzzo.
daniele.valfre@libero.it

mercoledì 16 febbraio 2011

Grifone rinvenuto morto alle porte del Parco Regionale Sirente-Velino

Forse un atto di bracconaggio.

Pescina (AQ). Gli agenti del Corpo della Polizia Provinciale dell’Aquila su segnalazione di un allevatore del posto, hanno rinvenuto in località Ranalletta nel Comune di Pescina, a poche centinaia di metri dall’area del Parco Regionale Sirente Velino, la carcassa di uno splendido esemplare di Grifone (Gyps fulvus).
Con la collaborazione del servizio veterinario della locale Asl, la carcassa dell’animale è stata immediatamente trasportato all’Istituto Zooprofilattico di Caruscino ad Avezzano per gli accertamenti relativi al decesso, considerato che presentava una vistosa ferita nella giuntura dell’ala destra, forse causata da un colpo di arma da fuoco.
La Polizia Provinciale inoltre ha immediatamente segnalato il caso agli organi preposti in quanto l’animale era dotato di anello identificativo con il codice alfanumerico individuale e radio collare.

Fonte: “Il Centro” del 13 febbraio 2011, Cronaca di Avezzano.


Foto Polizia Provinciale AQ

lunedì 7 febbraio 2011

Astore, pecchiaiolo e corvo imperiale: Altura li ha studiati per il PNALM

Altura ha consegnato al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise la ricerca, effettuata nel 2010, su astore, pecchiaiolo e corvo imperiale. Scopo dello studio è stato quello di rilevare la presenza delle tre specie all'interno del parco e delle sue aree di protezione esterna.
La ricerca è stata portata avanti sul campo da Bruno D'Amicis (astore), Roberto Lippolis (pecchiaiolo) e Gianni Lauretti (corvo imperiale).
Per l'astore sono state studiate 5 aree individuate in un novero di 11 totali da monitorare all'interno del parco, scegliendo le pendici nord, est e nord-est dei versanti montani ricoperti da faggeta ad alto fusto e ben conservata. Per la metodologia d'indagine ci si è avvalsi dello strumento del playback unitamente all'ascolto delle vocalizzazioni spontanee nel periodo marzo-luglio. Alla fine dello studio sono stati individuati 3 territori riproduttivi di astore corrispondenti ad altrettante coppie stimate (1 certa + 2 possibili), in una fascia altimetrica compresa approssimativamente fra i 1.350 m e i 1.450 m s.l.m..
Per il pecchiaiolo ci si è avvalsi dell’esperienza maturata nella precedente ricerca del 2008 condotta sempre da Altura per conto di ARP Lazio. La metodologia è consistita nell’esecuzione di un certo numero di transetti/auto giornalieri effettuati lungo le principali strade interne del parco nei mesi di luglio e agosto. Alla fine del monitoraggio sono state stimate un numero complessivo di 11 coppie di pecchiaioli nidificanti, delle quali: 2 certe, 2 probabili e 7 possibili.
Durante i monitoraggi del pecchiaiolo sono state fatte osservazioni interessanti riguardanti altre specie di rapaci quali: nibbio reale (dal 4/7 al 24/7), biancone (14/7), falco cuculo (21/8) e falco della regina (23/7).
Per il corvo imperiale, in primavera, sono state controllate 7 aree rupestri all’interno del parco e della zona di protezione esterna. In finale è stata stimata la presenza di possibili 4 coppie e di nessuna coppia certa nidificante, tuttavia la presenza della specie è stata accertata in diverse altre zone del parco.
Poiché la ricerca è stata svolta in un unico anno riproduttivo (2010), i risultati devono intendersi come preliminari e propedeutici a successivi studi di campo da svolgersi in altri periodi riproduttivi.
A Bruno D’Amicis, Roberto Lippolis e Gianni Lauretti va il grazie dell'Associazione per la professionalità e l'impegno profusi.

Fabio Borlenghi



domenica 6 febbraio 2011

Eolico Friuli: una buona notizia!

Il progetto di impianto eolico in Friuli è stato bocciato ieri 3 febbraio 2011 dalla commissine VIA della Regione Friuli Venezia Giulia. L'impegno per contrastare questo progetto è stato notevole ed un grosso aiuto mi è stato fornito da alcui Soci di Altura in più occasioni.
Il Progetto era stato fatto senza coinvolgere la Riserva naturale del lago di Cornino (responsabile per la gestione della colonia di grifoni) che si trova a meno di 1 km di distanza dall'area  individuta per le 5 torri che dovevano aver una altezza di 80 m più pale di 40 m di diametro!
Nessuna informazione era stata chiesta al sottoscritto o alla Riserva, sicuri com'erano di poter andare avanti grazie ad appoggi politici.
 
Importante è risultato il parere dell'ISPRA, del Ministero dell'ambiente e alcune elaborazioni fatte dall'Università di Udine sulla base dei dati ottenuti sui grifoni con la telemetria satellitare. Elaborazioni che dimostrano l'elevato pericolo delle strutture proposte. Inoltre anche il Comune di Forgaria del Friuli (dove si trova la Riserva naturale) e alcuni uffici regionali hanno appoggiato pienamente le nostre osservazioni.
 
Già i politici locali si lamentano dicendo che per quattro grifoni si limita lo sviluppo,  ecc.ecc... il livello di alcuni di questi personaggi è veramente infimo.
 
Grazie ad Altura per il sostegno fornito
 
 
Fulvio Genero
 

giovedì 20 gennaio 2011

Oscenità nel Sirente-Velino







Incredibile, anzi osceno, ma vero. In Italia c’è un Parco naturale che ritiene strategico l’inserimento di un parco eolico al suo interno, avete letto bene: AL SUO INTERNO! Si tratta del Parco regionale del Sirente-Velino (Abruzzo). Come se la trasformazione di parte dei suoi rilievi in basamento industriale per l’installazione di una quarantina di torri eoliche costituisca un miglioramento dell’habitat!
Ancora più oscena la localizzazione del 50% delle torri all’interno del Parco: a una distanza compresa fra i 5 e 7 km dal nido attivo più usato storicamente dalla coppia di aquile reali presenti nel territorio (Gole di Celano).
Numerose sono le osservazioni, anche del sottoscritto, di grifoni in transito nel bel mezzo delle torri, soprattutto in giorni di maltempo con le nuvole basse. Anche le aquile sono state osservate gironzolare nei pressi degli aerogeneratori e persino posarsi non lontano dalle loro basi. Le poiane poi frequentano regolarmente le aree con le torri come se queste non esistessero.
Questa constatazione è importantissima perchè dimostra quello che in alcuni studi scientifici (vedi Altamont Pass) è già stato evidenziato e cioè che i rapaci, e in particolare le aquile reali, utilizzano le aree sottostanti le torri per cacciare così come facevano i predecessori delle stesse specie quando le torri non esistevano. Tutto questo introducendo un fattore di mortalità che può costituire un elemento di grande criticità per la sopravvivenza dei rapaci presenti.
C’è da chiedersi: chi ha scritto la valutazione d’incidenza? Con quali criteri scientifici si è avallata la presenza di aerogeneratori a pochi chilometri da un nido d’aquila reale?
Credo ci siano solo due possibilità: o chi ha scritto la valutazione d’incidenza è stato animato da una poderosa ignoranza oppure dalla malafede. Non vedo alternative.

Fabio Borlenghi

mercoledì 12 gennaio 2011

Concluso con successo in Basilicata il Censimento del Nibbio reale al dormitorio



Nell’ambito del 1° Censimento Nazionale del Nibbio reale (Milvus milvus) svernante 20 rilevatori rappresentati da ornitologi, birdwatchers e appassionati di rapaci provenienti dalla Lucania, Puglia, Calabria e Toscana hanno condotto ricerche sul campo in molte aree della Basilicata già note per la discreta concentrazione di nibbi reali in vari periodi dell'anno. Per la stima degli individui che sostano durante i mesi invernali i giorni ufficialmente fissati erano l’8 e il 9 gennaio 2011 ma sono stati effettuati importanti conteggi anche il giorno successivo. Questa iniziativa è nata nell’ambito di un programma di monitoraggio europeo della specie promosso dalla LPO (Ligue pour la protection des oiseaux) francese che ha stimolato anche gli ornitologi italiani ad avviare analoghe iniziative nelle proprie regioni.
L’iniziativa è stata coordinata per la provincia di Matera da Matteo Visceglia e per la provincia di Potenza da Egidio Fulco ed ha visto il coinvolgimento e la partecipazione di vari organismi come De Rerum Natura, Studio Milvus, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti/ALTURA, Lega Italiana per la protezione degli Uccelli/LIPU, Argonauti, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di San Giuliano, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di Pignola, Centro Studi Naturalistici/CSN. Un particolare ruolo è stato svolto da Guido Ceccolini, direttore del CERM/Centro Rapaci Minacciati, che ha stimolato e coordinato il monitoraggio a livello nazionale curando i rapporti con i colleghi francesi promotori dell’iniziativa.

Lo scopo principale del monitoraggio che abbiamo promosso ed effettuato in Basilicata è stato quello di ottenere una stima, riferita ad un campione di siti da noi conosciuti e frequentati dalla specie, della popolazione svernante del Nibbio reale nelle due province lucane. I dati scientifici emersi da studi precedenti da parte di vari ornitologi già mettevano in risalto l’importanza primaria della Basilicata rispetto al resto d’Italia sia per quello che concerne la popolazione nidificante che quella svernante.
Uno dei metodi più efficaci per avere un quadro abbastanza chiaro della consistenza del numero di individui che trascorrono l’inverno nelle nostre aree è quello di attendere il tramonto e censire gli esemplari nel momento in cui si radunano in particolari aree per trascorrere la notte insieme su alcuni alberi (roosting).
Tale metodo è applicabile solo in quelle aree di cui sono già note buone concentrazioni di esemplari che fanno preludere a successivi assembramenti serali. Le aree sottoposte a monitoraggio sono state in tutto 14 e il numero complessivo degli esemplari effettivamente contati si avvicina ai 700 individui, il più alto d’Italia, con dormitori comuni che ospitavano da un minimo di 8 individui ad un massimo di 160. Questo dato, che sicuramente presenteremo al prossimo Convegno Nazionale di Ornitologia che si svolgerà a settembre in Emilia Romagna, conferma ancora una volta che la Basilicata può a tutti gli effetti essere considerata la "terra dei nibbi reali" e che la loro presenza così consistente e diffusa, anche se sicuramente inferiore al passato, è indice di una situazione territoriale non ancora totalmente compromessa, con vasti territori integri ed in grado di ospitare e sostenere la più grossa popolazione svernante e nidificante di questa specie a livello nazionale.
Considerato il successo dell’iniziativa e la entusiasta partecipazione di molti esperti la nostra intenzione è quella di ripetere anche nei prossimi anni questo tipo di monitoraggio, si spera anche con il supporto e la collaborazione di istituzioni locali ed Enti parco, che ci permetterà di valutare in che modo le trasformazioni del territorio possono influenzare in maniera negativa o positiva la situazione demografica della specie. La popolazione svernante di Nibbio reale, mediante la sua stima quantitativa ripetuta negli anni, potrà essere perciò paragonata ad un vero e proprio termometro ambientale che ci dirà cosa sarà cambiato in peggio o in meglio intorno alle aree abitualmente frequentate da questi rapaci sia per la ricerca del cibo che per il riposo notturno”.

Matteo Visceglia & Egidio Fulco - Coordinatori Regionali Censimento Nibbio reale







venerdì 7 gennaio 2011

Grifoni e non solo alle gole di Celano: gioie e dolori

Il 28 Dicembre alcuni di noi soci Altura, insieme ad altri amici naturalisti siamo saliti alle Gole di Celano per verificare la presenza dei grifoni in quella zona. Eravamo: Stefano Allavena, Jacopo Angelini, Fabio Borlenghi, Maurizio Carfagnini, Bruno De Amicis, Claudia Gambini, Gianni Lauretti e Daniele Valfrè. Le buone condizioni metereologiche ci hanno consentito di fare osservazioni interessanti per quanto riguarda i rapaci e non solo. E’ stata osservata più volte l’aquila reale (adulta) volteggiare davanti ai costoni di Monte Etra, circondata da altre presenze di rilievo quale un’albanella reale, otto corvi imperiali e diversi gracchi corallini. Il volo di tre coturnici ci ha salutato nel momento in cui ci siamo affacciati sulle gole. Tuttavia lo scopo dell’escursione erano i grifoni e questi ultimi non si sono certo fatti attendere. Numerosi individui sono stati osservati in attraversamento delle gole o in volteggio sulle creste circostanti. Preoccupante si è dimostrata la vicinanza dell’impianto eolico di Collarmele, posto a pochi chilometri dalle gole. I grifoni infatti eseguono spostamenti lineari di svariati chilometri lungo una direttrice ovest-est che passa proprio nelle immediate vicinanze delle torri e anche tra di esse. Ci sono diverse osservazioni, fatte anche dal sottoscritto, di grifoni costretti, magari dalla nebbia o dall’esaurimento di una lunga scivolata, ad abbassarsi proprio sopra gli aerogeneratori per riacquistare quota volteggiando. E’ innegabile che questa situazione costituisca una grave fonte di pericolo per l’intera colonia di avvoltoi. Sarebbe necessario eseguire controlli alla base delle torri per verificare la presenza di carcasse di uccelli morti per impatto con le torri. Rimane quindi un serio problema da affrontare.
Tornando alle osservazioni, molto interessante è risultata l’individuazione di tre individui di grifoni posati presso alcune cenge rocciose nella destra idrografica del vallone. In quella parete sono presenti vecchi nidi di aquila reale oltreché numerose cavità ed ampie cornici calcaree presso le quali non è da escludere che alcune coppie di questi magnifici avvoltoi possano nidificare. Tra l’altro la presenza di numerose deiezioni bianche in questo sito fa ben sperare per il futuro. In primavera quindi controlleremo...
A metà pomeriggio la chiusura dell’escursione è stata suggellata dall’osservazione di due bellissimi caprioli al pascolo in un’ampia radura della sinistra idrografica del vallone. Autore della scoperta, neanche a dirlo, l’immancabile Maurizio Carfagnini, al quale, dopo anni e anni di inseguimenti visivi con gli orsi marsicani, non manca certo l’acutezza della vista!
Il ritorno ci ha visti ridiscendere la tortuosa sterrata ora fangosa, fra chiazze di neve e ruscelletti temporanei.
Vent’anni fa non avremmo visto i grifoni, i corvi imperiali e probabilmente neanche i caprioli e questo ci riempie di gioia, tuttavia ci sono anche i dolori dovuti alla presenza dell’impianto eolico che a quell’epoca esisteva in forma fortemente ridotta mentre oggi, per la sua estensione, costituisce una vera e propria minaccia per l’avifauna tutta e più in generale per la biodiversità.

7 gennaio 2011

Testo di Fabio Borlenghi