mercoledì 23 novembre 2011

Workshop sull'Aquila reale


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venerdì 11 novembre 2011

Interrogazione alla Camera sul problema dei controlli antibracconaggio del NOA

Atto Camera - Interrogazione a risposta scritta 4-13815
presentata da ANTONIO DI PIETRO
lunedì 7 novembre 2011, seduta n.546

DI PIETRO, DI GIUSEPPE, MESSINA e ROTA. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'Interno.- Per sapere - premesso che:

in Italia il bracconaggio è un fenomeno molto diffuso, e causa uccisioni di specie faunistiche importanti per gli equilibri della biodiversità;
il Corpo forestale dello Stato è la prima e più importante polizia ambientale del Paese;
il nucleo operativo antibracconaggio (Noa) del Corpo forestale dello Stato è da sempre in prima linea nella lotta al bracconaggio;
tra le operazioni più importanti per il contrasto alla caccia illegale si può annoverare la cosiddetta «operazione pettirosso», tenutasi nel bresciano, finalizzata alla lotta all'uccellagione con reti, archetti e altri strumenti di morte;
la suddetta operazione, iniziata anni fa, finora ha portato alla denuncia di oltre 1.500 persone per bracconaggio, alle quali sono stati contestati, tra l'altro, i reati venatori di abbattimento della fauna protetta, utilizzo dei richiami elettromagnetici, detenzione di fauna protetta, uccellagione, porto abusivo d'arma, utilizzo di mezzi di caccia non consentiti (insiemi di trappole serie di «schiacce» - pietre o mattonelle tenute in bilico con esche - , una o più reti, gabbia/e trappola con richiami di varie specie per la cattura di anatidi vivi, sequenze di taglioline a scatto tipo «sep») nonché il maltrattamento di animali;
in questi anni il corpo forestale dello Stato e le guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste come il WWF e la LIPU, hanno sequestrato, solo nel Bresciano, centinaia di migliaia gli archetti e altri mezzi di cattura illeciti, tutti in palese violazione della legge n. 157 del 1992;
solo in queste ultime tre settimane, grazie all'invio del Noa di Roma in rafforzamento del contingente Corpo forestale dello Stato presente a Brescia, risultano già fermate e denunciate decine di persone per vari reati legati al bracconaggio;
sono sempre maggiori le notizie ed i servizi stampa che denunciano fenomeni di bracconaggio, come ad esempio le due puntate della trasmissione tv Striscia la Notizia, trasmessa su Canale 5;
alcuni giorni fa, un assistente del Corpo forestale dello Stato è rimasto vittima di un incidente venatorie, fortunatamente non grave, causato da un cacciatore che, sparando, lo ha ferito alle gambe;
la caccia illegale è un fenomeno esteso che coinvolge anche reati più gravi come quelli legati all'uso di armi clandestine e al porto abusivo d'arma da fuoco, come dimostrato dalle denunce e dai recenti sequestri operati da personale dell'Arma dei carabinieri in tutta Italia, dal Bresciano a Lampedusa ed Ischia;
a Brescia è in atto, da parte di rappresentanti del partito politico della Lega nord, il tentativo di sminuire l'attività del Nucleo antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato attraverso una raccolta di firme per impedire la loro attività in difesa del patrimonio faunistico italiano;
appare necessario rafforzare il Noa e la presenza dello Stato in queste realtà dove la caccia illegale è ancora fortemente presente;
occorre garantire fondi pluriennali per il Noa affinché possa proseguire con assoluta tranquillità il lavoro quotidiano di difesa dell'ambiente e della fauna selvatica -:

se i Ministri interrogati non intendano potenziare i controlli antibracconaggio sui territorio;

se il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, non intenda valorizzare il Nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato, in modo da consolidarne sempre di più l'azione di presidio della legalità e da contrastare, al tempo stesso, i tentativi operati da più parti per delegittimare e, in prospettiva, smantellare questo decisivo strumento di lotta al bracconaggio.

mercoledì 9 novembre 2011

Sit-in a Roma contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi si fa promotore di un sit-in a Roma innanzi a Montecitorio, nella mattinata di sabato 12 novembre, dalle ore 9:30 alle 13:00.

Parleranno le immagini di paesaggi stravolti e cancellati da impianti eolici e fotovoltaici industriali. Il Comitato, non intende “manifestare” per offrire una”prova di forza” che oltretutto non servirebbe. Intende, invece, adoperarsi affinché i nostri governanti con il loro impegno politico, il nostro legislatore con l’emanazione di leggi più restrittive e l’Autorità Giudiziaria con la ferrea applicazione di esse, salvino il paesaggio dall’aggressione in corso.

Si chiederà un incontro con il ministro Tremonti ed altri organi istituzionali per il taglio degli incentivi e l’impegno da parte della classe dirigente tutta per la riaffermazione, culturale e giuridica, dell’inviolabilità del Paesaggio, volano della nostra industria turistica, in un’epoca in cui esso rischia di scomparire alla nostra vista assieme alla memoria storica delle nostre popolazioni.
Verrà consegnato un documento che conterrà le analitiche motivazioni di tale nostra iniziativa, nonché le proposte che ci permettiamo di suggerire dopo che centinaia e centinaia di nostri iscritti ci hanno fatto partecipi del cambiamento della loro vita al quotidiano contatto con impianti eolici e campi fotovoltaici in prossimità delle loro proprietà.

Siete invitati tutti a partecipare

giovedì 3 novembre 2011

Basilicata: avvistato un giovane Nibbio reale con marche alari

Un Nibbio reale (Milvus milvus) con marche alari blu è stato osservato dall'ornitologo lucano Egidio Fulco il giorno 03 novembre 2011 in Basilicata nel territorio del comune di Marsicovetere (Pz) a circa 1000 metri di quota. A seguito di contatti con i responsabili di un progetto che si occupa della reintroduzione di questa specie in alcune aree dell'Italia centrale è emerso che questo nibbio (con codice IJJ) è un giovane liberato l'anno scorso nelle Marche nel Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Save the Flyers". Questa importante osservazione conferma che tra le varie metapopolazioni di nibbio reale vi è un effettivo collegamento che potrebbe contribuire a consolidare la speranza di una ripresa della specie soprattutto in aree ove un tempo erano più comuni come la Toscana, il Lazio, l'Abruzzo, le Marche e il Molise. La popolazione nidificante lucana, la più importante d'Italia, rappresenta allo stesso tempo sia un grande serbatoio di esemplari che possono occupare nuove aree anche distanti diverse centinaia di km sia un forte richiamo per altri nibbi erratici proprio come IJJ avvistato nelle aree interne della regione. Ci hanno informato i responsabili del LIFE che precentemente questo giovane era stato visto sia in Toscana che nel Lazio, a dimostrazione di un comportamento di erratismo molto importante per la ricerca di nuovi territori da parte di giovani.
posted by Matteo Visceglia


Osservati 2 grifoni in Basilicata

Nel corso di un monitoraggio faunistico condotto dall'ornitologo lucano Egidio Fulco questa mattina 3 novembre 2011 sono stati osservati 2 splendidi grifoni (Gyps fulvus) in alcune aree della Valle dell'Agri lungo l'Appennino Lucano. Data la notevole distanza non è stato possibile notare la presenza di eventuali anelli colorati. Si ricorda che la precedente osservazione della specie in Basilicata (A. Vilmer Sabino & M. Visceglia, 2011) è stata effettuata sulla Murgia materana la scorsa primavera e riguardava un soggetto inanellato (codice G71) proveniente dal Parco Nazionale del Pollino a seguito di rilasci a scopo di ripopolamento.
posted by Matteo Visceglia


Foto: E. Fulco

venerdì 21 ottobre 2011

Energia rinnovabile: la LIPU dice NO al condono

RINNOVABILI. LIPU: NO AL CONDONO PER GLI IMPIANTI FUORILEGGE.

CONDIVISIBILE LA PROPOSTA DI MORATORIA DI CONFINDUSTRIA SUI GRANDI IMPIANTI

No al “condono tombale” proposto dal ministro delle Politiche agricole Saverio Romano sugli impianti fuorilegge. Sì invece alla moratoria proposta da Confindustria. E’ quanto afferma la LIPU-BirdLife Italia a proposito degli impianti industriali eolici e fotovoltaici.

L’ipotesi di un condono – sottolinea la LIPU – già deprecabile di per sé, aggraverebbe ulteriormente la situazione di un settore, quello delle energie rinnovabili, diventato uno dei più speculativi e caotici, che ha visto la concessione di generosi e lucrosi incentivi (i più alti del mondo nel caso dell’eolico industriale) e con la politica che ha abdicato al suo doveroso ruolo di coordinamento e controllo. Le argomentazioni di riduzione dei gas serra e di applicazione del Protocollo di Kyoto – aggiunge la LIPU - che avrebbero dovuto ispirare una dinamica razionale e pianificata in armonia con il territorio, sono state, purtroppo, utilizzate come paravento per coprire una devastante speculazione.

“Contestiamo il provvedimento del condono e chiediamo che non venga emanato – dichiara il coordinatore della Commissione Energia della LIPU-BirdLife Italia, Stefano Allavena - Sarebbe un ulteriore, grave segnale di distorsione in un settore già da anni nel caos e su cui continuano a prevalere interessi particolari a scapito di quelli collettivi, con enormi fiumi di denaro che oggi, vista la grave crisi economica sempre più incombente, appaiono ancora più stridenti”.

“Una seria analisi della situazione energetica del nostro Paese - aggiunge Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia - imporrebbe di orientare le già esigue risorse verso settori a più elevato valore aggiunto per l’economia, come le rinnovabili termiche, e al miglioramento dell’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello dei trasporti”.

Gli obiettivi comunitari al 2020, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili - denuncia la LIPU - sarebbero addirittura già garantiti dal solo fotovoltaico previsto, senza alcun apporto dell’eolico. Gli incentivi dovrebbero quindi interessare solo gli impianti urbanizzati o strettamente al servizio delle aziende agricole che non causano impatti territoriali.

Per questi motivi occorrono tagli agli incentivi ai grandi impianti impattanti, che rischiano di saturare la rete a scapito di quelli che, invece, dovrebbero essere realizzati diffusamente nei tessuti urbanizzati. La LIPU pertanto ritiene totalmente condivisibile la proposta di moratoria avanzata in questi giorni da Confindustria nei confronti dei grandi impianti eolici e fotovoltaici.

La LIPU segue da anni con crescente preoccupazione il dilagare delle centrali eoliche e fotovoltaiche visto che le prime (le eoliche) sono causa di morte, per impatto con le pale rotanti, di un gran numero di uccelli e altri animali, e sono causa, inoltre, di grave degrado ed alterazione di ambienti naturali di grande pregio, mentre le seconde (le fotovoltaiche) stanno rapidamente diventando in molte zone una delle principali cause di consumo del territorio e delle campagne.

Per questi motivi la LIPU ha, negli anni, ripetutamente quanto inutilmente, chiesto al Governo una moratoria, in un settore in preda a decine di migliaia di istanze fuori da strumenti di pianificazione e di controllo, e alle Regioni l’adozione di regole degne di questo nome. Attualmente il risultato è la drammatica compromissione su vasta scala dell’intero Mezzogiorno e di enormi comprensori in tutta Italia, con migliaia di pale e di ettari coperti dai pannelli fotovoltaici già realizzati, senza contare il gran numero di procedimenti già in una fase assai avanzata e quindi prossimi alla realizzazione.

Parma, 20 ottobre 2011

Fonte: Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia

martedì 18 ottobre 2011