giovedì 9 dicembre 2010

Appello internazionale per i Parchi Italiani

Un'ampia rappresentanza di associazioni del mondo dei parchi, ambientaliste e culturali, ha lanciato un appello (http://www.associazione394.it/PDF//letteraOrganismi.pdf http://www.associazione394.it/PDF//letteraOrganismiEn.pdf ) ai principali organismi internazionali, tra cui l'ONU e il suo ambasciatore per la biodiversità, l'attore Edward Norton , l'UICN, i segretariati della Convenzione per la Biodiversità, dell’IPCC, della Convenzione delle Alpi, la Commissione europea e Alparc, per salvare i parchi naturali italiani che, con i recenti tagli ai bilanci e agli organici, rischiano di rimanere solo sulla carta. I parchi sono le principali organizzazioni che oggi tutelano la biodiversità - anche nei siti di interesse comunitario - e più in generale i valori ambientali e culturali del Paese, oltre ad essere insostituibili laboratori per lo sviluppo sostenibile. La Strategia nazionale per la biodiversità, adottata in attuazione all’art. 6 della convenzione internazionale sulla diversità biologica, è stata appena approvata in Italia e individua inequivocabilmente le aree protette quali strumenti fondamentali ed irrinunciabili per le strategie di conservazione della biodiversità e del mantenimento dei processi ecologici del pianeta, riconoscendo la necessità di rafforzare il loro ruolo. Ma proprio nell'anno internazionale della biodiversità, a seguito dei provvedimenti della manovra del luglio scorso, le aree protette subiranno dal 2011 una drastica riduzione dei finanziamenti. La situazione è aggravata dal fatto che spesso si tratta di enti che già operano con il minimo di risorse possibili e di personale, quest'anno ulteriormente ridotto. La legge di stabilità, che proprio in questi giorni dovrebbe essere approvata dal Senato, prevederebbe, infatti, solo 7 milioni di euro per tutti e 23 i parchi nazionali, oltre alle somme che coprono le spese cosiddette obbligatorie (ovvero il personale e pochi altri contratti), senza poter attuare appieno quanto attribuito alle aree protette nazionali dalla legge quadro del 1991, di cui oggi, 6 dicembre, ricorrono 19 anni di vita. Dal 2011 le attività per la conservazione della biodiversità in Italia potrebbero così essere compromesse, con il rischio di vanificare i risultati finora conseguiti, anche nell'ambito di progetti attuati, o avviati, con l'impiego di consistenti finanziamenti comunitari. Ma è riduttivo e fuorviante rappresentare la riduzione dei finanziamenti agli enti gestori dei parchi come un problema settoriale di gestione delle risorse naturali; la conservazione delle risorse naturali per le future generazioni rappresenta, infatti, una delle sfide più importanti che il mondo deve affrontare.

Lunedì, 6 Dicembre 2010

Fonte:http://www.associazione394.it/

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venerdì 3 dicembre 2010

POLLIN…ANDIA

Se cercate su Google Earth la “contrada falconara” Terranova di Pollino (PZ), tuttora vedrete, finché non aggiorneranno le foto satellitari, un posto che ad agosto di quest’anno non esiste più: adesso c’è un enorme serpente d’asfalto di oltre 1200mt, largo in alcune curve più di 15mt. Questa nuova strada (*1) completa di cunette e pozzetti in cemento armato, sale da 1300mt da Piano delle Mandrie a oltre 1500mt sotto Toppo di Vuturo penetrando direttamente nella zona più selvaggia delle cime del Pollino, area SIC (Site Of Community Importance ) IT9210075 “Lago Dughia – Casino Toscano” zona 1 Parco Nazionale del Pollino. Tutto ciò in pochi giorni: iniziati ad Agosto 2010, coperti dalle ferie, i lavori sono solertemente terminati con manto di asfalto ad Ottobre (magari si procedesse con tali ritmi sulla A3 SA/RC!!!).

MA NESSUNO NE PARLA

Per l’Ente Parco Nazionale del Pollino è progresso, divulgazione e promozione turistica, vedasi :

· Il megamilionario progetto del centro Polifunzionale del Campotenese;

· L’areo progetto di una passerella sopra gli alberi presso il rifugio segheria a Terranova di Pollino;

· Il megatubo di acciaio di oltre 2 Km usato come scivolo a Viggianello;

· L’impianto monofune per salto nel vuoto a San Costantino Albanese;

E se ciò non ci aiutasse a contemplare le bellezze della nostra natura, non c’è problema

c’è l’Arte Pollino!

Una serie di opere del programma “ sensi contemporanei” promosso da Regione Basilicata, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione La Biennale di Venezia.

Si va dal “Earth Cinema” di Anish Kapoor : “ un taglio nel terreno di 45mt accessibile da entrambi i lati, all’interno del quale una lunga feritoia permette di vedere lo straordinario paesaggio naturale sentendosi parte di esso”!?! (nota dell’assessore Fausto De Maria – da www.termepollino.it).

Ci vorrà solo una forte immaginazione perché non solo tutta la struttura è in cemento armato ma anche la “finestra sulla natura” è praticamente tappezzata da biaccatura!

Continuando con l’opera “RB RIDE” di Carsten Holler alla periferia di San Severino: Una giostra impiantata su un isolata e panoramica timpa. “Le comunita locali devono entrare in contatto con gli artisti…comprendendo che il territorio deve essere raccontato dal loro punto di vista per favorire una visione nuova e non condizionata” !?! (Caterina Seia – da www.basilicatanet.it).

Parole inspirate forse a qualcosa.

La terza opera,” Teatro Vegetale” di Giuseppe Penone (*2), come già divulgata ad Hannover (2 Marzo 2009) e Monaco di Baviera (www.artepollinobasilicata.it) e descritta come finita in realtà è stata già bloccata dalla Magistratura poiché eseguiti enormi lavori di sbancamento nel letto del Sermento. La natura stessa della fiumara ricreerà gli equilibri e renderà inutile tutti i finanziamenti erogati.

Ma il top che fortunatamente non ha ancora preso il volo è il ciclopico progetto di Nils Udo (*3), che passando per Casa del Conte a Terranova di Pollino, ha avuto la folgorante inspirazione di “immaginare 5 gigantesche uova, a mò di nido posizionate sull’incantevole Pietra Capavola, visibili da lontano e tali da dare una forte emozione al turista” non in visita ad un santuario della natura ma, bensì all’entrata di un gigantesco Lunapark, il nuovo Pollinandia!!!

Se tutto ciò non ci ha ancora convinti che la nostra ultima frontiera, l’area più selvaggia del sud Europa sta esalando l’ultimo respiro ci farà riflettere il catiere ad Orsomarso (*5) voluto e progettato dallo stesso Ente Parco: Un colpo di grazia al simbolo più sacro della nostra eredità naturalistica “ il cuore della Valle dell’Argentino”(*4). Otto attraversamenti del fiume su tubi per il deflusso dell’acqua per la costruzione di quindici pilastri in cemento armato su cui si porranno sette ponti.

Quale simile oltraggio, tra l’altro finanziato con fondi Europei, poteva qualificarsi con il titolo

“RIPRISTINO SENTIERISTICA”

Per noi del gruppo Wilderness Salerno il rimorso maggiore è quello di non aver fatto il possibile per far conoscere ai nostri nipoti il Pollino selvaggio come noi l’abbiamo conosciuto.



Per la sezione Wilderness di Salerno

Luigi Apicella





Allegati:

(*1): Nuovissima strada da Piano delle Mandrie a Toppo di Vuturo

(*2): Sbancamento per Teatro Vegetale a Noepoli in Val Sarmento lungo una fiumara

(*3): Progetto di Nils Udo a Casa del Conte a Terranova di Pollino

(*4): La spettacolare valle del fiume Argentino comune di Orsomarso (CS)

(*5): Uno dgli otto ponti in cemento collocati nell'alveo del fiume Argentino


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giovedì 2 dicembre 2010

Workshop sul Grifone in Italia

ROTONDA (PZ) - Si svolgerà venerdì 10 dicembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Castrovillari (CS), nel Protoconvento francescano, su iniziativa del Parco, un importante workshop su "Il Grifone in Italia. Status, problematiche, prospettive".

Al workshop, che sarà introdotto dal direttore dell'Ente Parco, Annibale Formica e concluso dal presidente, Domenico Pappaterra, parteciperanno esperti provenienti oltre che dall'Italia anche dalla Spagna.


Clicca per ingrandire e leggere il programma

Oltre che di conservazione del Grifone in termini generali, si parlerà del Grifone nell'Appennino centrale, dell'esperienza di reintroduzione svolta nel Parco dei Nebrodi e in quello del Pollino, delle tecniche di determinazione genetica del sesso per programmi di conservazione dell'avifauna selvatica protetta, dell'alimentazione di uccelli necrofagi, della fattibilità per la reintroduzione del Grifone nel Parco delle Madonie, di misure innovative per la salvaguardia dei rapaci necrofagi nell'ambito del Progetto Life Antidoto, delle attività per la tutela del Grifone in Sardegna.

Fonte: Parco Nazionale del Pollino

venerdì 26 novembre 2010

Girano le pale: Report 28 novembre 2010 RAI 3



Nel 2020 l'Italia dovrà avere il 17% dei propri consumi elettrici da fonte rinnovabile e questo perché dobbiamo abbassare le emissioni che alterano il clima. Lo prevede il Protocollo di Kyoto ma soprattutto gli accordi vincolanti decisi dai Paesi europei. Per questo l'Italia da anni sta finanziando lo sviluppo dell'energia pulita e non abbiamo badato a spese. I nostri sono gli incentivi più alti del mondo: nel 2010 raggiungono quota 3 miliardi e 200 milioni. E possiamo considerarci un «laboratorio», visto che le possibili forme di incentivazione le abbiamo sperimentate tutte, dal feed-in premium del fotovoltaico al Certificato Verde dell'eolico.
E la corsa continua grazie anche al fatto che non abbiamo ancora un piano energetico nazionale.
Terna, la società semipubblica responsabile della trasmissione di energia sulla rete, ha ricevuto un numero impressionante di richieste di allacciamento per nuovi impianti rinnovabili: ci sono 120 mila Mw pronti ad essere autorizzati quando in Italia il picco di potenza richiesta è meno della metà.
Insomma anche se siamo partiti in ritardo rispetto agli altri Paesi abbiamo bruciato le tappe: nel fotovoltaico l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, per potenza installata. E nell'eolico pur avendo un territorio limitato e ricoperto dai vincoli, siamo diventati i sesti produttori al mondo.
Ci guadagnano le multinazionali ma anche le piccole società di sviluppatori. Siamo stati in Calabria, la Regione che più di ogni altra negli ultimi anni ha aumentato la sua potenza eolica. E ci siamo chiesti se è veramente questa l'industria del vento che dovevamo sviluppare visto che stiamo investendo risorse miliardarie e che le stiamo pagando con la nostra bolletta, che è la più cara del continente.

Fonte: Report


Qui la registrazione della puntata
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-05a5d86a-58f9-45bb-b2eb-3213acadc8b5.html

giovedì 25 novembre 2010

SpeziaPolis: Legambiente, ecodem, PD: onlus, holding...?

SpeziaPolis: Legambiente, ecodem, PD: onlus, holding...?: "Legambiente dicevamo, qui. Spesso solo con riferimento a singoli soggetti che, tuttavia, ricorrono nei consigli direttivi e di amministrazio..."

mercoledì 24 novembre 2010

Quale tutela per i boschi secolari della Sila?

…. “Nessuno che visiti questa regione deve rinunciare alla visione di questo spazio rinchiuso dalle cime dei monti.
Chi abbia voglia di godere la bellezza di questi paesaggi selvosi, prima che scompaiano dalla faccia della terra, dovrà affrettarsi (a vederli)”…..
Così scrive Norman Douglas in Old Calabria, pubblicato nel 1915. In quest’opera lo scrittore e viaggiatore anglo-tedesco minuziosamente descrive l’altipiano della Sila e le altre montagne della regione, che aveva visitato nel corso di uno dei suoi tre avventurosi viaggi a piedi o a dorso di mulo.
Il timore di Douglas, pur a distanza di un secolo, è anche il nostro, ancora più angosciante. Da tanti anni ormai assistiamo impotenti alle continue aggressioni al patrimonio naturale ed al paesaggio a causa di numerosi tagli che interessano vaste superfici forestali nel perimetro del Parco nazionale della Sila e nelle aree limitrofe.
La piaga del disboscamento silano è aumentata a dismisura negli ultimi tempi a causa delle centrali a biomasse presenti nel crotonese e del rilascio di autorizzazioni da parte della regione Calabria che, dal mese di agosto 2008, autorizza direttamente il taglio dei boschi anche senza la preventiva valutazione di incidenza, obligatoria nelle aree vincolate. Quasi
tutto il territorio del Parco è interessato a tale fenomeno, che avanza inesorabile, nonostante le denunce delle associazioni, provocando danni ingenti al patrimonio boschivo, al paesaggio montano ed alla biodiversità, in aperta contraddizione con le finalità della legge quadro 394/91, istitutiva dei Parchi nazionali, tra le migliori in Europa in materia di conservazione e tutela della Biodiversità.
Grazie alla legge, i Parchi nazionali dovrebbero essere in grado di tutelare gli ecosistemi compresi nei propri confini producendo anche benefìci per il territorio. Ma, se le leggi di tutela non vengono adeguatamente rispettate o fatte rispettare nella prassi quotidiana, anche gli obiettivi di sviluppo economico sostenibile ben difficilmente verranno conseguiti.
Per quanto riguarda l’Ente Parco della Sila, si auspica che sia approvato quanto prima il nuovo Piano ed il Regolamento del parco, indirizzato, tra l’altro, come previsto dalla 394/91, ad un maggiore potere decisionale in materia di autorizzazioni al taglio all’interno delle aree protette, potere che attualmente spetta solo alla Regione. Ciò consentirebbe di limitare il numero degli interventi distruttivi all’interno delle aree protette, preservando un patrimonio unico di biodiversità forestale e dal grande valore paesaggistico.
Se alla gestione corretta del Parco da parte di tutti i soggetti coinvolti si sostituisce infatti un uso improprio e distorto delle risorse boschive, si provocano, oltre alla distruzione del patrimonio naturalistico e del paesaggio, tra l’altro tutelati dalla Costituzione Italiana (art. 9), anche danni all’occupazione ed alle attività economiche (turismo ed ospitalità, attività agro-silvo.pastorali, agricoltura di qualità, prodotti tipici, raccolta frutti del bosco e sottobosco).
Le leggi di tutela quindi non mancano. Tutt’altro. Mancano piuttosto il rispetto delle norme e dei regolamenti, il senso di responsabilità e l’attenzione per il bene pubblico da parte di coloro che, per compito istituzionale, sono chiamati al (buon) governo del territorio.
La Convenzione Europea del Paesaggio del 2000, ratificata a Firenze nel 2006 (Legge N.14), impegna le Amministrazioni Comunali, oltre che alla tutela del loro territorio, anche ad un percorso decisionale partecipato nel caso in cui si tratti di interventi che modificano il Paesaggio. Tale Convenzione è stata ripresa, per essere attuata nella Regione, dalla Carta Calabrese del Paesaggio. L’Ente Regione ha sottoscritto, il 30 Maggio 2006, nella qualità di membro fondatore, lo statuto della RECEP (Rete Europea per la attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio).
Tutti gli atti su citati, prodotti o sottoscritti dall’Ente Regione, sono indirizzati alla tutela massima del territorio, approvati e condivisi dalle amministrazioni locali firmatarie del documento.
Succede invece che alcune Amministrazioni Comunali, il cui territorio ricade all’interno ed all’esterno dei confini del Parco della Sila, insistono nel loro progetto di depauperazione e distruzione del patrimonio forestale, dimenticando che i boschi ricadenti all'interno del perimetro dei Parchi ovvero in aree SIC e/o ZPS sono tutelati dalle leggi istitutive, che permettono alla biodiversità rara, molte volte endemica, di sopravvivere.
Ciò, malgrado siano esse stesse firmatarie della convenzione di tutela RECEP e, di conseguenza, risultino agli atti come soggetti precipuamente responsabili e delegati alla salvaguardia.
A questo punto ci chiediamo: i boschi rigogliosi di Calabria sono foreste vive, da tutelare anche per tramandarle alle prossime generazioni o sono oggetto di mercato*?


19 Novembre 2010
ItaliaNostra
Gruppo della Sila

Nota *Il Patrimonio culturale e naturale è un bene di cui la civiltà tecnologica e industriale, nella quale viviamo, non può fare a meno, se vuole continuare a esistere. La civiltà industriale ha mostrato di sapersi dare un'efficienza; adesso occorre che si dia una 'religione', che sappia cioè contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l'uomo in puro consumatore. Il rapporto predatorio con la natura non è più possibile"....(Giorgio Bassani)

martedì 23 novembre 2010

Comunicato stampa - Trasmissione Report

Spettabile Redazione di Report
Via Teulada 66 - 00195 ROMA
report@rai.it


COMUNICATO STAMPA

La scrivente Associazione avendo appreso, tramite il vostro programma, che la prossima puntata di “Report” verterà sulla questione dell’eolico in Italia, vuole segnalare alla vostra Redazione alcune situazioni critiche riguardanti l’Appennino ed in particolare l’Abruzzo, la cosiddetta Regione verde d’Europa, la Regione dei Parchi, al momento sotto un attacco pesante su vasta scala da parte delle Società che impiantano centrali eoliche industriali.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e approfondimenti,
cordialmente

Il Responsabile ALTURA per l’Abruzzo
Dott. Daniele Valfrè
daniele.valfre@libero.it


Si segnalano per l'appennino laziale-abruzzese-marchigiano le seguenti criticità:

• situazione critica dell’alto vastese dove oramai qualche centinaio di aerogeneratori già funzionanti e ubicati senza soluzione di continuità hanno pesantemente modificato il paesaggio, un tempo destinato ad Area Protetta, in particolare al confine Molise. Diverse decine sono tuttora gli aerogeneratori previsti ed in attesa di autorizzazione. I paesi più colpiti sono Atessa, Civitaluparella, Castelguidone, Schiavi d’Abruzzo e Pizzoferrato.
L’area ricade nell’IBA 115 (Important Bird Area) dei Monti Frentani ed è dal punto di vista naturalistico importantissima per gli uccelli rapaci, alcuni oramai estremamente rari e a rischio estinzione, come l’aquila reale, il nibbio reale, il lanario e biancone.

• notevole proliferazione di nuovi progetti di impianti industriali nelle provincie dell'Aquila e Rieti, con occupazione sistematica delle aree di connessione tra Aree Protette (corridoi ecologici) e conseguente aumento della frammentazione dell'habitat e della vulnerabilità dell'area (vedi carta distribuzione eolico Lazio-Abruzzo in allegato). Ciò si traduce in una difficoltà oggettiva agli spostamenti della fauna tra Aree Protette, in particolare per i grandi rapaci veleggiatori quali aquila reale e grifone e tra i mammiferi per l'orso bruno marsicano.

• mancanza di una pianificazione a livello regionale ed interregionale sulla scelta dei siti ove effettuare l'insediamento di impianti industriali, mancanza di coordinamento tra regioni confinanti, difficoltà burocratiche ad effettuare la VIA interregionale come previsto dal D.lgs 4/2008. Assenza di Linee Guida per la Regione Lazio.

• presenza di nuovi progetti in aree di massima importanza dei Piani Paesistici Regionali, in aree a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, al di sopra dei 1200 m e in presenza di aree boscate (vincolate ai sensi dell'art. 142, co 1, D.lgs 42/2004), in aree IBA (Important Bird Area), SIC (Siti di Importanza Comunitaria, Direttiva 92/43/CEE), SIN (Siti di Importanza Nazionale, Progetto Bioitaly), in aree a forte vocazione turistica ed escursionistica.

• presenza di nuovi progetti in aree periferiche al Parco Nazionale d'Abruzzo e Molise con accertata frequentazione dell'orso bruno marsicano. Tali aree sono state definite dai ricercatori dell'Università di Roma "La Sapienza", in accordo con il Ministero dell'Ambiente, "habitat primari a massima idoneità" e "trappole ecologiche primarie", cioè aree strategiche e di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell'orso bruno marsicano.


Riguardo le nuove "Linee Guida Nazionali" (Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 10/09/2010) si segnala:

• la scelta delle “aree non idonee” ad ospitare impianti eolici industriali totalmente affidata alle Regioni con il rischio di vedere installato, per esempio, un impianto eolico nella Regione A in un SIC e nella Regione B confinante lo stesso impianto vietato.
Ciò vale anche per le Aree Protette Nazionali, Comunitarie ed Internazionali (Siti UNESCO, Aree RAMSAR).

• non viene stabilito alcun periodo minimo di ricerca per lo studio anemologico ed eventuali criteri da seguire.

• sono indicate le informazioni che "dovrebbero" essere inserite nello Studio di Impatto Ambientale (SIA) quali l'analisi vegetazionale e floristica e l'analisi faunistica, ma senza definire un metodo certo di studio e ricerca.
Mancata citazione delle Linee Guida Eurobats (www.eurobats.org) alle quali l’Italia, quale Paese aderente al Bat Agreement con legge n 104 del 2005 dovrebbe invece far riferimento sempre, come ribadito anche in una risoluzione votata all’unanimità all’ultimo Meeting of Parties di Eurobats (Praga, settembre 2010),dove viene segnalato un elenco di speie minacciate e/o particolarmente sensibili all'impatto di impianti eolici.
Non viene riportata alcuna misura di tutela per le aree frequentate dall'orso bruno marsicano, sottospecie prioritaria che necessita di tutela rigorosa ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" ed è classificato come sottospecie in pericolo di estinzione in Europa secondo le categorie IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura).