venerdì 7 gennaio 2011

Grifoni e non solo alle gole di Celano: gioie e dolori

Il 28 Dicembre alcuni di noi soci Altura, insieme ad altri amici naturalisti siamo saliti alle Gole di Celano per verificare la presenza dei grifoni in quella zona. Eravamo: Stefano Allavena, Jacopo Angelini, Fabio Borlenghi, Maurizio Carfagnini, Bruno De Amicis, Claudia Gambini, Gianni Lauretti e Daniele Valfrè. Le buone condizioni metereologiche ci hanno consentito di fare osservazioni interessanti per quanto riguarda i rapaci e non solo. E’ stata osservata più volte l’aquila reale (adulta) volteggiare davanti ai costoni di Monte Etra, circondata da altre presenze di rilievo quale un’albanella reale, otto corvi imperiali e diversi gracchi corallini. Il volo di tre coturnici ci ha salutato nel momento in cui ci siamo affacciati sulle gole. Tuttavia lo scopo dell’escursione erano i grifoni e questi ultimi non si sono certo fatti attendere. Numerosi individui sono stati osservati in attraversamento delle gole o in volteggio sulle creste circostanti. Preoccupante si è dimostrata la vicinanza dell’impianto eolico di Collarmele, posto a pochi chilometri dalle gole. I grifoni infatti eseguono spostamenti lineari di svariati chilometri lungo una direttrice ovest-est che passa proprio nelle immediate vicinanze delle torri e anche tra di esse. Ci sono diverse osservazioni, fatte anche dal sottoscritto, di grifoni costretti, magari dalla nebbia o dall’esaurimento di una lunga scivolata, ad abbassarsi proprio sopra gli aerogeneratori per riacquistare quota volteggiando. E’ innegabile che questa situazione costituisca una grave fonte di pericolo per l’intera colonia di avvoltoi. Sarebbe necessario eseguire controlli alla base delle torri per verificare la presenza di carcasse di uccelli morti per impatto con le torri. Rimane quindi un serio problema da affrontare.
Tornando alle osservazioni, molto interessante è risultata l’individuazione di tre individui di grifoni posati presso alcune cenge rocciose nella destra idrografica del vallone. In quella parete sono presenti vecchi nidi di aquila reale oltreché numerose cavità ed ampie cornici calcaree presso le quali non è da escludere che alcune coppie di questi magnifici avvoltoi possano nidificare. Tra l’altro la presenza di numerose deiezioni bianche in questo sito fa ben sperare per il futuro. In primavera quindi controlleremo...
A metà pomeriggio la chiusura dell’escursione è stata suggellata dall’osservazione di due bellissimi caprioli al pascolo in un’ampia radura della sinistra idrografica del vallone. Autore della scoperta, neanche a dirlo, l’immancabile Maurizio Carfagnini, al quale, dopo anni e anni di inseguimenti visivi con gli orsi marsicani, non manca certo l’acutezza della vista!
Il ritorno ci ha visti ridiscendere la tortuosa sterrata ora fangosa, fra chiazze di neve e ruscelletti temporanei.
Vent’anni fa non avremmo visto i grifoni, i corvi imperiali e probabilmente neanche i caprioli e questo ci riempie di gioia, tuttavia ci sono anche i dolori dovuti alla presenza dell’impianto eolico che a quell’epoca esisteva in forma fortemente ridotta mentre oggi, per la sua estensione, costituisce una vera e propria minaccia per l’avifauna tutta e più in generale per la biodiversità.

7 gennaio 2011

Testo di Fabio Borlenghi











martedì 4 gennaio 2011

1° Censimento nazionale del Nibbio reale al dormitorio



Nei giorni 8 e 9 gennaio prossimi sarà effettuato il 1° Censimento Nazionale invernale del Nibbio reale finalizzato principalmente al conteggio degli esemplari nei pressi del dormitorio serale.
Il progetto, promosso nell'ambito della LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) francese, sarà svolto con la collaborazione volontaria di diverse associazioni, gruppi e appassionati di rapaci. Questa iniziativa prevede l' individuazione preliminare dei siti in cui si radunano i nibbi prima del riposo notturno e il successivo conteggio degli esemplari al fine di quantificare la consistenza della popolazione svernante nelle varie aree.
La partecipazione di ALTURA è assicurata in tutte le regioni interessate da questa iniziativa.
Dopo che saranno stati raccolti i dati mediante la compilazione di un'apposita scheda gli stessi saranno riassunti ed inviati alla LPO.
Chiunque sia a conoscenza di siti con discreta concentrazione di esemplari osservati soprattutto nel pomeriggio può collaborare con questo progetto mettendosi in contatto con i coordinatori regionali di ALTURA, con il Presidente altura_allavena@yahoo.it o chiedendo info come commento al post.

Sicilia. E l’aquila nidificò in autostrada

di Marcella Porpora

E poi dicono che le grandi opere incompiute sono solo uno spreco di soldi. Per la rarissima Aquila del Bonelli, invece, sono state un’ occasione per nidificare. Più esattamente su un pilone autostradale (mai aperto al pubblico) in un posto tenuto rigorosamente segreto dai naturalisti siciliani. La notizia è riportata da Rosario Mascara, del Fondo Siciliano per la Natura, nell’ultimo numero de “Il Naturalista Siciliano”, rivista scientifica fondata nel 1881. Si tratta di un caso praticamente unico se si esclude una vecchia segnalazione relativa all’estero, in un traliccio dell’alta tensione.

L’Aquila del Bonelli, infatti, nidifica esclusivamente in aree naturali, soprattutto nelle pareti rocciose. Si tratta di un animale che risente fortemente dei disturbi antropici e negli ultimi anni le sue popolazioni hanno subito una vistosa diminuzione. In Sicilia, dove esiste la più consistente popolazione di Aquila del Bonelli italiana si è passati da un massimo di venti coppie stimate venti anni fa alle tredici attuali.

Intanto l’Aquila, dall’alto del suo pilone autostradale, si gode il suo areale che ha accolto due piccoli involati la scorsa primavera.

Purtroppo, negli ultimi anni, l’Aquila del Bonelli ed altri rapaci, hanno subito la depredazione dei nidi da parte dell’uomo. I pulcini, infatti, vengono allevati per la falconeria, specie quella riservata (a spese delle pubbliche amministrazioni) per spettacoli di rivisitazioni medioevali. Fino alla riforma della legge sulla caccia, avvenuta venti anni addietro, la falconeria era vietata. Poi, grazie all’incredibile autorizzazione, una miriade di falconieri sono spuntati in tutt’ Italia.

Proprio a proposito di spettacoli di falconeria, recentemente il Corpo Forestale dello Stato ha scoperto un grosso traffico di uccelli rapaci, e tra questi proprio le Aquile del Bonelli depredate in Italia. Trasferite in altri paesi della UE e fornite di una falsa documentazione, vengono poi reimportati in Italia per essere venduti. Nell’intervista rilasciata a GeaPress dal dott. Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress) vengono analizzati i vari passaggi dei trafficanti. Tra questi anche il caso di un Aquila del Bonelli trafugata a Butera (CL), finita all’estero con falsa documentazione belga e riciclata a disposizione dei mercanti italiani.

In pratica si attesta, falsamente, la nascita in cattività, ed il gioco è fatto. Se la falconeria non fosse stata autorizzata, probabilmente non ci sarebbero stati tutti questi problemi. Le sanzioni, previste dalla legge sulla caccia, per chi uccide o detiene illegalmente specie protette sono assolutamente ridicole.


Fonte: GEAPRESS 04-01-2011

giovedì 23 dicembre 2010

Novità dall'Europa per i carnai per rapaci

Con la decisione CE 780-2010 del 16 dicembre 2010, pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 17 dic 2010, viene ampliato il numero delle specie per le quali, in Italia e in altri paesi europei, è possibile utilizzare carcasse di animali per il rifornimento dei carnai destinati a rapaci necrofagi a rischio di estinzione.
Con questa decisione sarà finalmente possibile realizzare e gestire punti di alimentazione regolarmente autorizzati dalle autorità competenti.
A contribuire a questo risultato sono stati vari soggetti operanti all'interno di LIPU e ALTURA, oltre a veterinari ed esperti in materia di sanità animale, che a diverso titolo hanno fatto in modo che la Commissione Europea riconoscesse quanto da anni chiedevano coloro che hanno a cuore le sorti dei rapaci necrofagi presenti in Italia.
Questo documento segue l'approvazione delle norme di implementazione del Regolamento n. 1069/2009 della CE sui sottoprodotti di origine animale.
Ora tutti noi che ci occupiamo della tutela e conservazione degli avvoltoi e degli altri uccelli necrofagi, ci auguriamo che si riesca, nelle varie regioni italiane, a rendere operativi i carnai esistenti oltre ad alcuni non più attivi o in attesa di autorizzazione.

Il veleno colpisce anche in Irlanda



Un certo risalto ha avuto in Irlanda il ritrovamento di un maschio di aquila reale trovato morto avvelenato ai primi di Dicembre 2010. In questo paese è in corso da molti anni un progetto di reintroduzione dell’aquila reale nella parte nord occidentale del paese dove fino ai primi anni del novecento viveva una piccola popolazione di questo rapace. La reintroduzione è avvenuta negli anni passati utilizzando il metodo dell’hacking, prelevando da nidi scozzesi aquilotti di 5-6 settimane di vita su licenza dello Scottish Natural Heritage per poi rilasciarli nei vecchi home range irlandesi una volta conseguito il piumaggio completo. Nel 2007 si è involato il primo giovane da un nido irlandese dopo quasi cento anni! Il veleno è ancora una delle minacce più consistenti per quei rapaci che, come l’aquila reale, si nutrono anche di carogne.



Di seguito l'articolo di Claire Smith che riporta l'evento irlandese:

“A RARE golden eagle taken to Ireland from Scotland as a chick as part of a reintroduction programme has been found poisoned. The RSPB told yesterday how the poisoned eagle was found outside the village of Killeter, Co Tyrone, Northern Ireland, last month. Police were called in after the male raptor was poisoned by carbofuran, which has been banned in the UK since 2001. The bird was collected as a chick from the Outer Hebrides in June this year and reared and released in Glenveagh National Park, Co Donegal, by the Golden Eagle Trust as part of an ongoing project to restore golden eagles in the Republic of Ireland.
RSPB Northern Ireland director Dr James Robinson said: “Words cannot express our disgust at this terrible and careless act.” After 20 years, there are now 35 young golden eagles in Glenveagh.
Planning for the project began in 1989.
The Irish government took the first step by partly funding environmental improvements as part of the millennium heritage celebrations. The chosen refuge for the eagles soon showed promise, with an abundance of their favourite foods.
However, the reintroduction was opposed by some farmers as a threat to their livestock”

By Claire Smith

Un certo risalto ha avuto in Irlanda il ritrovamento di un maschio di aquila reale trovato morto avvelenato ai primi di Dicembre 2010. In questo paese è in corso da molti anni un progetto di reintroduzione dell’aquila reale nella parte nord occidentale del paese dove fino ai primi anni del novecento viveva una piccola popolazione di questo rapace. La reintroduzione è avvenuta negli anni passati utilizzando il metodo dell’hacking, prelevando da nidi scozzesi aquilotti di 5-6 settimane di vita su licenza dello Scottish Natural Heritage per poi rilasciarli nei vecchi home range irlandesi una volta conseguito il piumaggio completo. Nel 2007 si è involato il primo giovane da un nido irlandese dopo quasi cento anni! Il veleno è ancora una delle minacce più consistenti per quei rapaci che, come l’aquila reale, si nutrono anche di carogne.

Di seguito l'articolo di Claire Smith che riporta l'evento irlandese:

“A RARE golden eagle taken to Ireland from Scotland as a chick as part of a reintroduction programme has been found poisoned. The RSPB told yesterday how the poisoned eagle was found outside the village of Killeter, Co Tyrone, Northern Ireland, last month. Police were called in after the male raptor was poisoned by carbofuran, which has been banned in the UK since 2001. The bird was collected as a chick from the Outer Hebrides in June this year and reared and released in Glenveagh National Park, Co Donegal, by the Golden Eagle Trust as part of an ongoing project to restore golden eagles in the Republic of Ireland.
RSPB Northern Ireland director Dr James Robinson said: “Words cannot express our disgust at this terrible and careless act.” After 20 years, there are now 35 young golden eagles in Glenveagh.
Planning for the project began in 1989.
The Irish government took the first step by partly funding environmental improvements as part of the millennium heritage celebrations. The chosen refuge for the eagles soon showed promise, with an abundance of their favourite foods.
However, the reintroduction was opposed by some farmers as a threat to their livestock”

By Claire Smith

mercoledì 22 dicembre 2010

ENERGIA RINNOVABILE, LIPU SCRIVE ALLE REGIONI

COMUNICATO  STAMPA
 
ENERGIA RINNOVABILE, LIPU SCRIVE ALLE REGIONI:
“ADOTTARE CON URGENZA LE LINEE GUIDA SU EOLICO E ALTRE FONTI.
OCCASIONE PER SALVAGUARDARE AMBIENTE, PAESAGGIO
E BIODIVERSITA’”
 
Con una lettera inviata nei giorni scorsi ai Presidenti di regione, agli assessori competenti e alle commissioni consiliari regionali interessate, la LIPU-BirdLife Italia chiede che vengano adottate con urgenza entro il prossimo 1° gennaio 2011 le Linee guida regionali per l’insediamento di impianti da fonti energetiche rinnovabili, in gran parte eolico e fotovoltaico. Un’occasione – sottolinea la LIPU - per salvaguardare ambiente, paesaggio, biodiversità.
 
Dopo l’approvazione del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso 10 settembre, che fissava le Linee guida nazionali, la LIPU chiede dunque alle regioni di intervenire, come previsto dallo stesso decreto, con un provvedimento che metta ordine a uno sviluppo incontrollato del settore che crea pericolo per l’ambiente, il paesaggio e la biodiversità.
 
Proprio per questo la LIPU segnala l’esigenza di definire, oltre alle Linee guida regionali, anche le aree che non sono idonee a ospitare tali impianti: dalle aree Unesco alle aree protette (legge 394/91) e le zone umide Ramsar, dai siti di rete Natura 2000 (Sic e Zps) alle aree Iba (Important Bird Areas, le Aree importanti per gli uccelli), dagli habitat naturali o semi naturali (come pascoli, macchie, boschi) alle Oasi di protezione e quelle di “ripopolamento e cattura” (legge 157/92). Ma anche aree archeologiche, monumenti, centri storici, e aree sottoposte a vincolo idrogeologico, tutte con una fascia di rispetto dignitosa e funzionale alle esigenze del caso.
 
Nel Documento di osservazioni LIPU inviato alle regioni, si richiama inoltre l’attenzione su quelle aree che ospitano siti riproduttivi di specie di uccelli ormai rari e di grande interesse conservazionistico come gli ultimi avvoltoi (capovaccaio, grifone e gipeto), cicogna nera e cicogna bianca, colonie riproduttive di aquila reale, aquila del bonelli, gallina prataiola e lanario o colonie riproduttive di grillaio.
Non mancano tra le osservazioni della LIPU prescrizioni sugli impianti fotovoltaici, idroelettrici (da vietare lo sbarramento degli ultimi corsi d’acqua con presenza della lontra) e la necessità di codificare con le Linee guida regionali la Valutazione di incidenza in alcuni casi specifici.
 
“Lo sviluppo incontrollato e non pianificato di impianti eolici ma anche fotovoltaici e idrici – scrive Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia – ha gravi ripercussioni sul paesaggio, sulla biodiversità, sui beni storici e archeologici e sull’identità rurale come purtroppo si è verificato in estesi comprensori del Mezzogiorno. Tutto ciò – prosegue Tallone – pone dunque alle Regioni il dovere di cogliere l’opportunità offerta dal decreto e intervenire con urgenza per non compromettere ulteriormente il territorio, pur programmando uno sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Nello stesso tempo – conclude Tallone – le regioni possono promuovere una politica nel settore finalmente più adeguata e magari indirizzata verso lo sfruttamento delle superfici antropizzate e industriali”.
 
22 dicembre 2010
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA 

Calabria, sequestrato intero parco eolico

Da Repubblica.it del 22 dicembre 2010

CATANZARO - L'intero parco eolico di Girifalco, nel catanzarese, è stato sequestrato dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta della locale Procura. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip su richiesta della Procura per una serie di violazioni alle norme urbanistiche ed alle direttive previste nella delibera regionale.

Il parco è stato realizzato dalla società Brulli Energia di Reggio Emilia. I carabinieri stanno attualmente notificando il provvedimento e apponendo i sigilli alle torri. (22 dicembre 2010)