venerdì 13 aprile 2012

Articolo su protezione Aquila del Bonelli in Sicilia






L'articolo è uscito il 13 aprile 2012 sul n. 1256 del Venerdì di Repubblica ed è scaricabile in PDF dal sito http://periodici.repubblica.it/venerdi/

sabato 7 aprile 2012

Orso bruno marsicano: le Associazioni incontrano il Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno incontrato nei giorni scorsi Dario Febbo per discutere di alcune tematiche inerenti la grave situazione in cui versa l’orso bruno marsicano ed in particolare dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause legate alla presenza dell’uomo.L’ultima stima della popolazione è di 40 individui: la specie è sull’orlo dell’estinzione e questi dati rendono ancora più evidente la drammaticità della situazione. Lo scorso anno sono nati solo tre cuccioli di orso marsicano. Il dato è il più basso dal 2006. Le associazioni chiedono che il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Ministero dell’Ambiente e della Salute, Corpo Forestale dello Stato e Regioni si adoperino per eliminare definitivamente le cause della mortalità.
Le Associazioni ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno incontrato nei giorni scorsi a Pescasseroli il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per discutere di alcune tematiche inerenti la grave situazione in cui versa l’orso bruno marsicano ed in particolare dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause all’uomo.
La situazione appare particolarmente critica visto che l’ultima stima della popolazione di orso bruno marsicano del 2008 consta di soli 40 individui di cui circa 10-12 femmine in età riproduttiva; di quest’ultime negli ultimi 5 anni 5 sono morte per cause varie, sia accidentali che illegali. Durante la conta delle femmine coi cuccioli effettuata lo scorso anno si è avuto il risultato più basso finora registrato dal 2006 che consiste di solo 3 piccoli del 2011 e 4 piccoli dell’anno precedente. La causa di tale scarsa natalità è dovuta secondo il dottor Paolo Ciucci dell’Università “La Sapienza” di Roma all’alta mortalità di femmine in età riproduttiva avvenuta a partire dal 2007 in gran parte legata all’attività umana.
Ad oggi, appare evidente che né gli obiettivi quantitativi, (“... aumento numerico del 25 per cento dell’intera popolazione Appenninica entro il 2020, ed una riduzione del 50 per cento della mortalità da attività antropiche illegali rispetto alle stime del decennio precedente …”) né gli obiettivi strategici di conservazione, previsti oramai tre anni fa nel PATOM (Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano), sono stati raggiunti o per lo meno affrontati in modo adeguato alla gravità e urgenza del caso. Anche gli obiettivi specifici con carattere di urgenza sono stati solo avviati solo parzialmente, come per il problema degli orsi confidenti e la gestione delle attività venatorie nelle aree di interesse per l’orso.La situazione è ancora più grave per quanto riguarda le azioni di gestione e conservazione previste dal PATOM quasi tutte a priorità alta o molto alta ma che sono ben lontane dall’essere almeno in parte realizzate come per l’istituzione delle aree contigue e l’identificazione delle aree di connessione, la gestione degli ambienti forestali, la riduzione dei conflitti con la zootecnia, il potenziamento del regime di tutela nelle aree critiche per la presenza dell’orso.
L’incontro con il Direttore del PNALM, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, ha visto trattare alcuni temi fondamentali per il futuro dell’orso bruno marsicano.Per le Associazioni appare urgente chiarire la situazione del plantigrado dal punto di vista sanitario, vista la concreta possibilità di una diminuita efficacia delle difese immunitarie a causa della ridotta variabilità genetica e visto che già due individui sono morti negli ultimi anni a causa di agenti patogeni forse riconducibili a interazioni con il bestiame domestico.Altro tema trattato è stato quello dei veleni. Fondamentale è che si analizzino e rimuovano le cause sociali dell’utilizzo del veleno, come nel caso dei bocconi avvelenati, ad opera di bracconieri e nelle aree di raccolta dei tartufi in aree marginali del PNALM quali il Frusinate e la Val Roveto, regolarmente frequentate dagli orsi. Per quanto riguarda la morte di orsi direttamente dovute ad incidenti stradali e ad incuria, ricordiamo che questi hanno avuto un impatto particolarmente grave quando hanno interessato esemplari di sesso femminile, come nel caso della femmina, madre di tre cuccioli, uccisa nei pressi di Pescasseroli nel maggio 2011 e delle due orse (madre e figlia) morte in un vascone a Collelongo nel giugno 2010.Si è discusso poi delle possibili interazioni dell’orso con le attività venatorie nelle aree circostanti il PNALM, e su come si pensa di affrontare il problema della caccia in battuta, nella Zona di Protezione Esterna del Parco e nelle altre aree sensibili, per la prossima stagione venatoria (e per la possibile preapertura).Infine appare urgente arginare il fenomeno degli “orsi confidenti” visto che, essendo oramai in piena primavera, a breve alcuni orsi potrebbero cominciare a frequentare le prossimità dei centri abitati, alla ricerca di qualcosa da mangiare. Ancora non sembrano essere operativi i gruppi di intervento rapido del personale di vigilanza del Parco e del Corpo Forestale.
Inoltre ALTURA, GNR, LIPU e Pro Natura hanno contattato in questi giorni il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute, il Corpo Forestale dello Stato e le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise chiedendo risposte operative concrete allo scopo di arrivare rapidamente alla rimozione delle cause della mortalità dell’orso bruno marsicano.


Daniele Valfrè - Responsabile ALTURA Abruzzo
Bruno Santucci - Coordinatore Gruppo Naturalisti Rosciolo
Stefano Allavena - Coordinatore LIPU Abruzzo
Pietro Matta - Responsabile Pro Natura Abruzzo

Rosciolo dei Marsi, 5 aprile 2012

Per informazioni: Dott. Daniele Valfrè - Responsabile Abruzzo ALTURA
Cell: 328-7477915; 340-6623558

martedì 3 aprile 2012

Accoppiamento capovaccai in Basilicata



Una delle ultime coppie di capovaccaio presenti in Italia è tornata anche quest'anno in Basilicata. La documentazione di un accoppiamento, effettuata uno dei giorni scorsi dopo lunghe ore di appostamento e da lunga distanza, è segno di speranza per il futuro di questa specie che rischia di scomparire dal nostro Paese se non si attuano interventi di tutela e conservazione. Quest'anno il numero preciso delle coppie riproduttive in Italia non è ancora noto ma quasi certamente sarà compreso tra le 5 e le 10 coppie distribuite in 3-4 regioni del sud (Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia). A fine stagione riproduttiva forse ne sapremo qualcosa in più, nella speranza che vi siano osservazioni interessanti! Si prega coloro che effettuano osservazioni di capovaccai in Basilicata a collaborare nella raccolta di dati e a comunicarlo (specificando ogni dettaglio utile come località, data, orario, comportamento, ecc.) all'indirizzo: matteo.visceglia@alice.it I dettagli sui luoghi dell'osservazione saranno conservati e per motivi di tutela non saranno divulgati.
La raccolta dei dati e le iniziative di studio e conservazione sono effettuati in collaborazione e coordinamento con le associazioni ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti), CERM (Centro Rapaci Minacciati) e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) che stanno svolgendo attività di monitoraggio e conservazione anche in altre regioni italiane.

sabato 24 marzo 2012

Rapaci oltre i confini

Come consuetudine anche quest'anno si svolgerà l'iniziativa "Rapaci oltre i confini", la giornata di monitoraggio e studio sull'aquila reale e i rapaci nel comprensorio Valle di Malito, Duchessa, Velino.
Quest'anno, causa le abbondanti nevicate di febbraio, che non hanno permesso per diversi giorni di raggiungere le postazioni in quota, si è deciso di far slittare di un pò la data della giornata che sarà DOMENICA 15 APRILE con orario 9 -15 in postazione.
Ci sarà possibilità di pernottare la sera del sabato presso strutture convenzionate nei pressi di alcune postazioni.
L'appuntamento sarà come sempre alle ore 8.00 presso il bar dell'Hotel Duchessa appena fuori l'uscita "Valle del Salto" dell'A24, in tempo utile per consegnare le schede di avvistamento e raggiungere comodamente le postazioni.
Per chi è interessato occorre al più presto far pervenire la propria adesione a Daniele Valfrè (cell. 328-7477915; 340-6623558) per poter organizzare le varie postazioni. Si chiede inoltre di dare ampia diffusione presso colleghi e amici con esperienza di monitoraggio rapaci, in modo tale di aver un numero ottimale di postazioni sul territorio.

Daniele Valfrè
Responsabile per l'Abruzzo di ALTURA

giovedì 8 marzo 2012

Scoperti e sequestrati tredici esemplari di rapaci rari

CATANIA 07/03/2012 -
Il personale del Servizio Centrale Cites di Roma del Corpo forestale dello Stato, unitamente a quello del Corpo forestale della Regione Sicilia e della tenenza dei Carabinieri di Misterbianco, è intervenuto oggi, in seguito ad una segnalazione da parte di una fonte confidenziale e di una complessa attività d'indagine, per sequestrare un laboratorio nel quale si riproducevano illegalmente anelli di marcaggio di specie di rapaci ad alto rischio di estinzione tutelati dalla Convenzione di Washington e dalle norme sulla caccia.

All'interno del laboratorio, che si trova in località Misterbianco (Catania), sono stati trovati, oltre agli anelli falsificati, 13 esemplari di rapaci di cui 1 falco lanario, 1 falco sacro, 6 falchi pellegrini, 2 aquile minori, 1 poiana coda bianca e 2 falchi di Harris, tutti accompagnati da certificazione Cites riciclata. Oltre al laboratorio ed al materiale utilizzato per la fabbricazione degli anelli, sono stati posti sotto sequestro tutti gli esemplari di rapaci, i certificati che li accompagnavano ed il materiale che occorreva per la loro cattura.

Inoltre, al proprietario del laboratorio, un uomo residente a Misterbianco, è stato contestato il reato di maltrattamento per le condizioni non idonee nelle quali erano tenuti gli animali e la detenzione di una carabina modificata. L'operazione di oggi si inserisce nel quadro dell'attività di contrasto, svolta dal Corpo forestale dello Stato, al traffico illegale di specie protette prelevate dal loro habitat naturale e delle certificazioni e sistemi di marcaggio che servono a coprire in modo fraudolento l'illegale detenzione di queste specie

Fonte: http://www.lasiciliaweb.com/index.php?id=73104

mercoledì 7 marzo 2012

Il raro Grifone vola nei cieli del Parco dell'Appennino Lucano

Gli esperti ne seguono l'insediamento nell'area protetta

(Marsiconuovo, 07 Marzo 2012) - Un evento di rilievo nazionale con importanti risvolti scientifici e conservazionistici è in corso in questi giorni nell'area del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Si tratta dell'insediamento spontaneo e naturale di una piccola colonia riproduttiva del raro Grifone (Gyps fulvus).
L'evento è monitorato delle Associazioni ALTURA, CISO e LANIUS che da anni seguono l'andamento delle popolazioni di rapaci nell'area del Parco, e non solo.
L'Ente Parco, informato dagli esperti di questo straordinario evento, intende con questo comunicato porre all'attenzione delle Amministrazioni, degli enti deputati al controllo del territorio e della popolazione del parco da una parte il suo impegno a far sì che l'insediamento di questa specie sia monitorato e avvenga nella massima tranquillità dall'altra rassicurare le popolazioni dell'assoluta assenza di rischi per la presenza del Grifone.
Il Grifone pur presentando una grande apertura alare di oltre 2,50 m ed un aspetto fiero è del tutto innocuo. Si tratta, infatti, di una specie necrofaga che si nutre di animali morti e che non svolge nessuna predazione attiva, anzi svolge un importante ruolo positivo nelle catene trofiche eliminando carcasse di animali già morti.
Si tratta di una specie protetta da numerose norme nazionali ed europee la cui presenza può rappresentare un importante immagine positiva e promozionale per tutto il territorio. Ricordiamo come il Parco ospita già numerose specie di grande importanza nazionale: Cicogna nera (Ciconia nigra) simbolo del Parco, Capovaccaio (Neophron percnopterus), Gufo reale (Bubo bubo), Nibbio reale (Milvus milvus), Lanario (Falco biarmicus), Lontra (Lutra lutra), Lupo (Canis lupus).

Confidiamo nella collaborazione di tutti per far sì anche questa nuova specie trovi sicurezza ed ospitalità nel nostro territorio.

Comunicato Stampa Ente Parco Nazionale Appennino Lucano, 7 marzo 2012

lunedì 5 marzo 2012

1° Censimento dell’ Aquila reale nell’Appennino umbro marchigiano

Lo scorso 26 febbraio le Associazioni ALTURA e WWF Marche hanno organizzato il 1° censimento dell’ Aquila reale Aquila chrysaetos nell’Appennino umbro marchigiano, che ha visto il coinvolgimento dei parchi nazionali e delle riserve regionali e dello stato, che ospitano coppie territoriali di questo rapace e con il coinvolgimento di oltre 45 ornitologi volontari.
Sono stati coinvolti direttamente nell’iniziativa e si ringraziano per la preziosa collaborazione la Regione Marche Ufficio Parchi e Rete Natura 2000 e le seguenti aree protette appenniniche: il Parco Sasso Simone e Simoncello, la Riserva Naturale dello Stato Gola del Furlo e la Provincia di Pesaro e Urbino, il Parco Gola della Rossa e di Frasassi , il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con la collaborazione del C.T.A Corpo Forestale dello Stato di Visso .
Il censimento è stato effettuato il giorno 26 febbraio 2012 , mediante il monitoraggio simultaneo dalle 9.00 alle 14.00 delle coppie territoriali di Aquila reale presenti in 22 siti di osservazione diversi dell’Appennino Umbro Marchigiano.
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Il coordinamento tecnico scientifico della giornata è stato svolto dal dr. Angelini Jacopo, presidente del WWF marche, che studia la biologia riproduttiva della popolazione appenninica di Aquila reale da oltre venti anni.
Lo scopo di tale iniziativa è stato duplice, coordinare un attività di monitoraggio e ricerca scientifica su un supepredatore, raro e ancora minacciato in Appennino, e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione di questa specie ombrello, posta al vertice delle reti alimentari dell’Appennino, evidenziando nel contempo il fondamentale ruolo della aree protette appenniniche nella conservazione della specie.
I primi risultati ottenuti, che verranno in seguito elaborati, hanno consentito di osservare in simultanea ben 26 individui adulti di Aquila reale, 5 individui immaturi e due giovani nati nel 2011 per un totale di 33 Aquile reali .
Roccaforte della popolazione appenninica è indubbiamente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove nel suo interno e nelle aree limitrofe sono state osservati 12 adulti di Aquila reale ,3 immaturi e 1 giovane nato nel 2011 per complessive 16 Aquile reali,
Il monitoraggio simultaneo ha inoltre permesso di verificare la presenza di nuove coppie territoriali per la popolazione dell’Appennino Umbro Marchigiano, con una popolazione attuale di 16 coppie territoriali.
Proprio il grave episodio di bracconaggio ai danni di un adulto di Aquila reale, avvenuto nei giorni passati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dimostra quanto ancora sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione dei grandi rapaci appenninici come l’Aquila reale, specie simbolo della wilderness appenninica,tuttora minacciata non solo dal bracconaggio, dalle linee elettriche, dalle attività di arrampicata non regolamentate e dal sorvolo a bassa quota di velivoli , ma anche dal rischio di una proliferazione incontrollata di impianti eolici nell’Appennino Umbro Marchigiano.

Dr. Jacopo Angelini
Presidente wwf marche
Vice presidente ALTURA